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Sunday, August 28, 2016

Vacanze, terremoto e gli Italiani

Dopo il convegno a Berlino, mi sono concessa una bella vacanza come un tempo, ossia con i miei, in montagna, in Italia e raggiungendo in treno la meta prescelta. Mi piace volare, ma andare in aeroporto è una scocciatura non da poco. Ore di anticipo perché non si sa mai. Code interminabili (in Italia e Belgio), disorganizzate e dominate dai furbetti. Controlli di sicurezza alla carlona oppure ingiustificatamente scrupolosi. Attese eterne in terminal rumorosi e magari con poche sedie. Costi assurdi di panini smilzi e mini-bottigliette d'acqua. No! Infinitamente meglio viaggiare in treno. Non importa se ci si impiega 8h per raggiungere una località che dista solo 1h di volo. In treno si può ammirare il panorama, dormire, leggere, scrivere, lavorare al computer, ferri o uncinetto, ascoltare musica, mangiare e bere quel che si è portato da casa, passeggiare lungo il corridoio e magari pure scambiare una parola con gli altri passeggeri. Le mie esperienze con i treni austriaci sono state sempre ottime dal punto di vista del trasporto, ma povere in termini di conversazione. Mi è stato rivolto verbo solo da non viennesi, meglio poi se stranieri del tutto. Stavolta il viaggio in treno ha riservato due incontri degni di nota. All'andata una coppia austriaca in bici che parlava un dialetto a me difficile da comprendere (Voralberg) ma che scherzava cordialmente, al ritorno una famiglia romana che si scontrava con la barriera linguistica e culturale una volta varcato il confine.

Cimitero austro-ungarico in territorio italiano.
La vacanza è stata praticamente perfetta. L'ottimo meteo ha permesso di passeggiare a lungo, scoprendo nuovi sentieri e tragitti, mentre gli ottimi pasti e le lunghe chiacchierate in famiglia sono state deliziate dal rapporto sempre più stretto col micio di casa. L'Austria era onnipresente pure qui, non tanto per il lavoro (che avrei voluto svolgere ma che ho bellamente ignorato), ma quanto per le bandiere, cimiteri di guerra, ex-ospedali, trincee e monumenti. Questo era il confine prima del conflitto mondiale del '14-'18. Una corsa al paese d'origine, in pianura, ha ricordato quanto sia difficilmente sopportabile il caldo estivo laggiù, come testimoniato da qualche beccone di zanzara diurna.

Il giorno del ritorno è stato scandito dalle notizie dal centro Italia con gli effetti devastanti di un sisma di "moderata" intensità in una zona ad elevato rischio sismico. Passavano i giorni ed i bilanci peggioravano. Dopo L'Aquila non abbiamo dunque imparato nulla? Scuole ed ospedali crollati o danneggiati, proprio gli edifici che dovrebbero fare da supporto in situazioni simili. Poi sono iniziate le bufale e le truffe. Possibile che si debba speculare così sul dolore della gente? Poi sono spuntate le interpretazioni soprannaturali dell'evento (punizione divina per le recenti leggi sulle unioni civili). Se fosse così, l'Olanda, orgogliosa del proprio ateismo, dovrebbe essere stata rasa al suolo da tempo. Un evento drammatico che ha risvegliato anche il peggio dell'Italiano. Una generale mancanza di rispetto per le numerose vittime. Per fortuna ci sono storie bellissime di onestà e solidarietà e la maggioranza di noi italiani non è come quel tipo che è partito da Napoli per andare a rubare nelle case abbandonate in fretta e furia la notte del sisma. Come Italiani, però, non ne usciamo bene comunque. Un paese sulla carta evoluto, civilizzato, tra i primi al mondo, ma che è messo in ginocchio da un terremoto che tutto sommato si sapeva sarebbe potuto accadere. Al momento si contano quasi 300 morti. Da geologa mi fa ancor più rabbia vedere per l'ennesima volta la corsa all'opinione dell'esperto DOPO il danno, mentre PRIMA si sono tagliati i fondi per la ricerca nel settore e si sono praticamente ignorati gli appelli di chi ci lavora (vedi mappe rischio sismico). Stavolta siamo tutti responsabili, lasciando andare un paese allo sfascio. È colpa anche nostra se in una terra ad alto rischio sismico, vulcanico ed idro-geologico non s'investa sulla prevenzione e la ricerca. È colpa nostra se continuiamo a votare le promesse elettorali e poi non pretendiamo vengano mantenute. È colpa nostra se aspettiamo che sia lo Stato a pagare per i danni dovuti anche alla nostra ignoranza o pigrizia o superbia (penso ai lavori abusivi) ma poi ammettiamo che qualcuno ci speculi sopra e ci guadagni a spese di tutti. Dopo gli attentati in Belgio ed in Francia è stato detto che un po' se l'erano cercata. Ebbene, credo che allo stesso modo loro possano dire che ora noi questa tragedia un po' ce la siamo voluta. Non possiamo (ancora) prevedere esattamente quando un terremoto avverrà, ma conoscendo la zona possiamo e dobbiamo prevenirne i danni.


Saturday, June 15, 2013

At train distance

If I cannot change the place where I live, I must change my mind about. It's my fault if a feel bad, get sick, and only "survive" here for the job. I must think different. I must remove all my prejudices, because there are for sure tons of good things in Brussels I cannot see just because I don't want to. One of them is the location. Close to all the most important capitals of Europe and to the most lovely cities of Belgium. Let's explore the neighborhood by train!


Freaky Friday in London
A business trip to London has given me the opportunity to cross the Channel by train for the first time. The expensive Eurostar is pretty fast and comfortable. Well, we had to pass through security and passport check (3 times on one way! as many as the borders we crossed) like at the airport and the train has the moquette, but it was much better than flying to Heathrow. I remember my first opinion about London, not much different from what I think of Brussels: dirty and chaotic. But London has a soul that I'm still looking for in Brussels.


Anyway, the reason of the trip was meeting the curator of the meteorite collection in the Natural History Museum. It was the best visit ever! Not only for the opportunity to discover the "secrets" of the museum and the job, but also for the bright example of efficient conservation and research at the same time. I've learned a lot and probably also loved a bit more the city. The funniest moment was... eating fish&chips with the museum people at the restaurant reserved for the staff. Time flew so fast... I had no time to meet a friend of mine... I must plan other trips to London!


Saturday in fairy city
Although the one day trip to London made me quite tired in the evening, the day after I planned to go to Bruges. I wanted to visit the famous city but also meeting again another organist, who I had seen the first and last time in 2008 in Haarlem. The only Belgian I knew before moving here. After having been already twice in Antwerp, let's see something new.

The weather tried to persuade me to stay in bed in the morning, but then turned into a windy a sunny day. The journey by train (I love the weekend-tickets!) was peaceful and in a good company of hundreds of tourists. The town is lovely! It sounds a bit fake, not because rebuilt in a fake ancient style like Dresden, but because the time seems to have stopped centuries ago. There are almost no architectural signs of modernity. The only baroque church I've seen sounds weird like a black sheep... and it was the most modern church nearby. The friend of mine, born and grown up there, explained and showed me many corners that are usually skipped by tourists. In the meantime we talked about music and common acquaintances. That's the way I like to visit a new place!

Looking forward to traveling again!

Friday, January 18, 2013

Natale in casa "Italia"

Come ogni anno, probabilmente per l'ultima volta con queste modalità, mi sono goduta due settimane a casa, in Italia, in corrispondenza delle festività natalizie. Stavolta volevo evitare l'affollata cuccetta sul treno notturno e non trovando più posto nella combinazione diurna (treno fino a Villach e poi autobus della ÖBB - ferrovie austriache - fino a Mestre, grazie alla cortesia delle ferrovie italiane che hanno eliminato tutti i treni precedentemente in uso nella tratta) ho optato per l'aereo. Ovviamente non su Venezia, dai costi improponibili, ma su Verona con la AirDolomiti, affidabile perché... Lufthansa.

presso Faedo
I frequenti scioperi italici per quest'anno non hanno minacciato il mio viaggio, ma comunque non si può dire che l'accoglienza in patria sia delle migliori. Partenza da Vienna alle 20:25, arrivo a Verona previsto alle 22:00. Il Catullo è collegato con la stazione ferroviaria Verona P.N. con un autobus che passa ogni 20 minuti fino alle 23:15. Nell'ipotesi migliore, dovendo recuperare il bagaglio, potrei essere alla stazione per le 22:30 - 23. Peccato che l'ultimo treno per Padova sia un frecciargento alle 22:30. Con la celeberrima tempistica di riconsegna bagagli sarebbe praticamente impossibile prenderlo! Non avendo altra scelta (a parte il prezzo, ci sono solo due voli al giorni sulla tratta), mi sono fatta venire a prendere, giusto per non iniziare la permanenza in Italia con una notte alla stazione di Verona. Idem per il ritorno. Sulle ferrovie si può sempre contare per perdere il posto in Paradiso, solo per le imprecazioni che ci vengono spontanee tra ritardi, scioperi, coincidenza mancate, prezzi dei treni "veloci", etc.

Il periodo a casa ha, però, ricompensato l'astio per l'ormai nota poca collaborazione dei servizi. A parte le giornate con i miei e con il micio, da ricordare la cena con i compagni di università, che ormai è una tradizione che ci raccoglie, anche solo per mail, da ogni dove nel mondo (alcuni sono in Australia), il giro a Venezia in una magnifica giornata di sole con altre due colleghe espatriate in paesi di lingua tedesca, una gita in montagna ed una al mare (magnifico col sole d'inverno), l'ultimo dell'anno a suonare ed a parlare di musica fino alle 4 di mattina, la consueta pizza con gli amici "del conservatorio" e la visita allo stimato maestro sui Colli. Se aggiungiamo che avevo anche da lavorare per delle scadenze, non posso proprio dire di essermi annoiata!

giocando col micio
Purtroppo, come tutte le cose belle, i giorni sono volati ed ho dovuto tornare a Vienna. Brontolando per la musica ad alto volume e la nebbia all'aeroporto a Verona, sbuffando per il freddo e la coincidenza persa a Vienna (anche la ÖBB ne fa delle sue ogni tanto) e rimpiangendo il rilassante ronfante gatto in braccio. L'elenco delle cose che mi mancheranno sarebbe troppo lungo, le abitudini ormai sono perse ma ritrovare persone con cui si sono condivise tante esperienze rinfranca sempre. Oltre al lavoro a Vienna mi aspettavano le solite preoccupazioni e l'incertezza sul futuro, tra un mese circa sarò disoccupata e dovrò immergermi nella macchinosa burocrazia locale per avere il sussidio che mi spetta, continuando a mandare cv per il mondo ed a ricevere risposte tipo "grazie per l'interesse, il suo cv è interessante ma non abbastanza forte/non coincide con il profilo cercato". Ritenta, sarai più fortunata, se non hai già esaurito la tua dose di fortuna con Vienna e le vacanze di Natale!

Monday, January 9, 2012

Natale con i tuoi... connazionali


Ed eccomi di nuovo in viaggio e di nuovo via da Vienna, ma questa volta verso casa, verso l'assolato e caotico meridione dell'Europa, ossia l'Italia. Gli affrettati preparativi ritardati all'ultimo, causa la graditissima presenza di un ospite che mi ha fatto scordare per un po' la solitudine della terra straniera, sono fluiti senza intoppi, il viaggio è stato lungo ma tranquillo (come potrebbe essere altrimenti con le affidabili ferrovie austriache ed i taciturni involontari compagni di viaggio viennesi?), il cambio ad Innsbruck perfetto e l'ultima tratta in suolo italiano breve e rallegrata dall'inaspettato incontro con l'autore del blog QuiVienna, vittima di un ritardo delle ferrovie austriache che forse non sono poi così efficienti come la fortuna mi ha dipinto, ma che sicuramente cercano di riparare più onestamente di quanto abbiano fatto il 19 anni di pendolarismo le FS/Trenitalia.

Natale in famiglia, come poteva essere altrimenti?, nel piccolo nido montano che ci siamo concessi in una sella dell'Altipiano. Sognavo un paesaggio avvolto nelle nevi, tra boschi e picchi, nella completa solitudine, invece ho trovato una spolverata di bianco gelato, temperature glaciali e una selva di vicini, che hanno piacevolmente movimentato quei giorni.

L'appuntamento per rivedere gli antichi compagni di università era per un giovedì sera in pianura, per mangiare una pizza tanto desiderata nei mesi viennesi. È stata l'occasione per aggiornarci sui fatti dei presenti e degli assenti, completando le informazioni acquisite da Facebook, ormai la vera "suocera globale". Il giorno dopo ho riassaporato il piacere di vedere Venezia con una compagnia eccezionale: una collega di università e di emigrazione (anche se nel nord della Germania) e 5 suoi conoscenti dalla Baviera. Abbiamo seguito alcuni dei percorsi di Corto Maltese, che ci hanno fatto scoprire angoli nascosti di questa magica città, spiegando detti dialettali ed immagini dei capitelli, attraverso "salizade" e "calli" larghe quanto una persona magra.

Per l'ultimo dell'anno sono saltati tutti i piani di festeggiamenti, per cui sono rimasta in famiglia, come a Natale, a guardare un'immensa produzione biblica holliwoodiana di qualche decennio fa, mentre i vicini davano letteralmente fuoco alle polveri, con botti tanto potenti da far temere un'esplosione da fuga di gas. Il nuovo anno è iniziato lentamente per accelerare tutto d'un botto negli ultimi giorni di vacanza, con gli incontri con il mio prof. di Padova per, forse, finalmente, mettere la parola fine a quel lavoro che rimanda da tre anni, con la risposta in ritardo del boss che acconsente a mandarmi al convegno a Houston ma che mi pressa per la scrittura dell'abstract, con il giorno dei biscotti in cui mi sono sbizzarrita con ricette d'oltralpe, con l'incontro di una ex-collega che deve venire a Vienna e di amici musicisti ed in un batter d'occhio è già ora di ripartire. Che tristezza! Come sempre il periodo con i miei è volato! E per i prossimi 4 mesi non vedo occasioni di tornare!

Una volta tanto, e quindi degna di nota, le ferrovie italiane sono state impeccabili, così sono potuta serenamente arrivare in tempo a Mestre, ove ho riso per l'ennesima volta per l'annuncio "il treno ferma a... Salzburg acca-bi-effe (sarebbe Hbf, abbreviazione di Hauptbahnhof, stazione principale). Sul treno austriaco ho avuto due sorprese: la prima, di viaggiare da sola nello scompartimento da 4, la seconda, di essere svegliata a mezzanotte e mezza dalla polizia per il controllo documenti. È la prima volta che la polizia controlla i passaporti nelle cuccette, ma almeno hanno mandato un ragazzo carino, che ha delicatamente bussato, mostrato il tesserino, aspettato che aprissi e poi gentilmente chiesto i documenti e fatto un paio di domande. Altra vita rispetto ai viaggi seduti ove in tre ti sparano un faro in faccia e brutalmente ti urlano di tirare fuori un documento alle 2 di notte! Colazione alle 7, mentre il treno corre tra paesaggi da presepe, umidi e gelati. Sono di nuovo a Vienna.

Saturday, October 30, 2010

elettricità vs tradizione

Lo scorso week-end, approfittando di un ponte con la festa nazionale austriaca (sottolineo "la" festa, perché ce n'è solo una!) ho raggiunto i miei in montagna. Sorvolo sulla solita odissea, nel senso di viaggio lungo, tra treni e trenini (nonostante gli austriaci si lamentino della ÖBB, continuo a trovare un servizio fantastico in confronto alle Ferrovie italiane) e pure sui sentimenti nostalgici di rivedere i miei e di conoscere il nuovo membro della famiglia, un gattino bianco e nero. 



L'evento memorabile è stata una bufera di neve durata un giorno intero (lunedì). Il forte vento ed il peso della neve, circa 40 cm, hanno provocato la rottura di molti rami. Sin dalla mattina la corrente elettrica andava e veniva a colpi ma nel tardo pomeriggio si è interrotta del tutto nell'intero quartiere.

Che bello riscoprire le tradizioni dei nostri nonni a causa di questo piccolo incidente: scaldarsi con la stufa a legna, cucinare a gas, scaldare l'acqua per lavarsi con le pentole, cenare a lume di candela, andare a letto presto, cercare il calore del gatto che ci ronfa in braccio, etc. guardando fuori il buio invernale (veramente siamo ancora in autunno) che avanza nel paesaggio fatato del bosco coperto di neve. Fuori freddo e silenzio, dentro caldo ed allegria (ovviamente grazie anche all'immancabile "ombra" di rosso).

Si dice che si apprezza quello che si ha quando ci manca. In questo caso ho apprezzato proprio la mancanza della tv (italiana), con le stanche polemiche, lo scandalismo sulla cronaca nera ed i pettegolezzi in prima serata, la mancanza del cellulare, scarico, la mancanza del computer, pure con la batteria scarica, la mancanza della connessione internet e del bombardamento di notizie e di spam, la mancanza della radio, del moderno impianto di riscaldamento, del ferro da stiro e della lavatrice, dell'accensione elettrica dei fornelli, dell'asciugacapelli, della luce al neon, e via dicendo. Per nulla comodo, di sicuro! E neppure salutare visto che l'acqua usciva quasi gelata dai rubinetti.

Si potrebbe dire che abbia goduto della mancanza di civilizzazione, in realtà mi piace pensare che è stato un periodo di disintossicazione per ritrovare la nostra umanità.

Monday, September 20, 2010

Vacanze a casa

Non vacanze rimanendo a casa ma tornando, per la prima volta dopo circa sei mesi, ossia da Pasqua, nella mia casa, in Italia. Viaggio confortevole grazie alle ferrovie austriache, ma che ha comportato l'uso di 5 diversi mezzi di trasporto: la metropolitana fino alla stazione ferroviaria, un treno austriaco fino a Villach, un autobus delle ferrovie austriache fino a Mestre, un treno italiano fino a Padova ed infine l'auto di papà fino a Montegrotto. Idem per il ritorno con l'aggiunta di un tram fino alla casa viennese.


Finalmente a casa! Cosa c'è in questa casa che mi è mancato a Vienna? Intendo di materiale. Il materasso ultra-tecnologico che mi evita di girarmi e rigirarmi nel letto, un organo elettronico con due manuali e pedaliera (radiale concava... impossibile azzeccare un pedale dopo essermi esercitata su pedaliere piane parallele austriache) su cui studiare in camera da letto, un pianoforte che incredibilmente ha tenuto l'accordatura ed una cucina fornitissima e dotata di fuochi a gas e forno per preparare dolci e prelibatezze. Veramente la cucina potrei attrezzarla anche a Vienna, ma poi sarei pigra a faticar tanto per me sola.

Tornare a casa è stata anche l'occasione per rivedere alcuni dei miei amici, ossia quelli disponibili il fine settimana in cui rimpatriavo. Una bella serata in pizzeria! Come ai vecchi tempi, che non sono così vecchi poi, visto che sono emigrata da poco più di 6 mesi! Ero quasi sorpresa di non trovare grossi cambiamenti nei miei amici, ma effettivamente non è passato molto tempo, inoltre ci si tiene in contatto grazie all'evoluzione della tecnologia. Certo che le serate con loro non sono confrontabili con le birre tra colleghi a Vienna: eccetto i pochi italiani presenti, gli stranieri non sanno apprezzare le battute ed i doppi sensi italiani, che spesso non funzionano se tradotti in inglese o peggio in tedesco.

Al centro di questa vacanza alcuni giorni al mare per soddisfare il bisogno di aria iodata. Niente mete lontane con spiagge dorate ed acque trasparenti, bensì la vicina Sottomarina, che non è affatto da disprezzare in settembre. Passeggiate sul lungomare con i piedi nella sabbia, lunghi giri in bici nell'entroterra, l'ennesimo giro nella città di Clodia, il colorato e confusionario mercato del pesce, e tutto quel misto di profondo sud dato dalle lenzuola stese tra i balconi e le strette vie, ed il sapore veneto dato dallo strano dialetto e dalla laguna. Per fortuna con un tempo magnifico! Per mia gioia, in pochi si godevano questo spettacolo, mentre tutti i lidi venivano lentamente smantellati ed i ragazzi riprendevano la scuola.


Prima di ripartire per Vienna due soste d'obbligo: la parrucchiera, perché Oltralpe non hanno stile nel tagliare i capelli, e la piscina termale, perché le numerose piscine di Vienna saranno pure economiche ed ampie ma mancano degli effetti benefici delle terme sul fisico e sull'animo. Quest'ultima tappa ha comportato una rilassante mattinata con la mamma alla scoperta dei vari tipi di idromassaggio e delle diverse piscine di un prestigioso hotel.

Non sarei più ripartita, ormai avevo prenotato ed a Vienna mi aspettavano vari lavori lasciati in sospeso, ma prima non potevo mancare di passare dal duomo di Montegrotto per salutare il parroco presso cui ho prestato servizio per più di 10 anni, praticamente da poco dopo il suo arrivo, e che ora sta per essere trasferito. Invece, non è stato destino, perché anche lui ha scelto questa settimana per un momento di distensione o un pellegrinaggio. Pazienza. Zaino carico di vestiario, testa piena di ricordi, cuore lasciato a CASA, mi rimetto in viaggio con la promessa di tornare tra un paio di mesi.

Tuesday, July 20, 2010

Week-end in Italia

Finalmente a casa? Veramente II casa. Per il week end ho raggiunto (rocambolescamente) i miei nell'appartamento in Trentino.
Viaggio in treno da Vienna al Brennero. Una vera odissea. Prima perché non avendo prenotato  avevo l'ansia di essere cacciata dal mio posto. Poi per il caldo. Poi ancora per il caos a Salisburgo: due carrozze sono state chiuse a causa del condizionatore rotto e  quindi hanno suggerito di scendere a chi non aveva la prenotazione. Grazie al cielo una gentile ragazza mi ha fatto occupare il posto di un passeggero che aveva prenotato da Salisburgo ma che non si era presentato. Incredibile passaggio in Germania senza rete telefonica e senza fermate.... sembrava di essere sulla vecchia metro che attraversava Berlino... Infine la coincidenza presa al volo ad Innsbruck con il trenino che mi portava al Brennero (che bel panorama e che fresco!), ove erano venuti i miei a prendermi. Il viaggio, ovviamente, non era certo terminato perché abbiamo fatto assieme altri 170 km di strade italiane per arrivare in Altopiano. Nota: ma quanto è aumentato il pedaggio delle autostrade in Italia???


Finalmente abbuffata di sane verdure del nostro orto: fagiolini, pomodori ciliegino, insalata, zucchini, coste, etc. etc. Ma anche pizza fatta in casa, pasta con la salsa, fragoline di bosco, dolci freschi di forno (cui ho contribuito per la preparazione),... Passeggiate, lavoro (dovevo terminare un compito assegnatomi dal boss prima di partire), e soprattutto godere della compagnia dei miei, programmando le prossime ferie.
Due giorni sono volati in fretta ed eccomi di ritorno a Vienna. Stavolta con posto prenotato per poter viaggiare tranquilla e lavorare. Con aria condizionata funzionante. Gustando il panorama montuoso.