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Wednesday, September 27, 2023

September journeys

Years ago, before the pandemic but also before the job at the museum, it was not uncommon for me spending the whole September travelling from a summer school to a conference, from a short vacation to a field trip. In some years, I didn’t spend more than 5 nights on the same bed. This year, it was exactly like back then, and I enjoyed at lot.

1. Tyrol
The first journey began at the end of August, with a planned field trip to Tyrol. The initial idea was to build a small team of scientists, but it didn’t work. At the end, I was alone with a colleague of the GeoSphere Austria, who has kindly illustrated the outcrops and the local geology. My father came along to test the new van on a longer trip and to visit an old family friend in Bavaria on the way back. The weather was relatively fine during the trip, not more than some light rain, but had been quite bad the days before our journey. So bad that the road and the bridge to "the" outcrop had been washed away and we were blocked >2 hrs in a traffic jam on the highway around Wörgl for construction works of a mobile dam to hamper a flood. Nevertheless, the field trip was geologically successful, a number of samples were secured, and I got the (geological) picture of the area.. Before coming back, my father and I briefly drove to Bavaria, as planned, were we paid a visit to this still active 96 years old friend and checked that Germany is indeed less expensive than Austria.

St. Georg. Nördlingen.
II. Bavaria
A few days after coming back from Tyrol, I went again to Bavaria, but this time by train. A colleague of mine and I had been invited to give some lectures during a summer school for planetary scientists. I’ve been already some times to Närdlingen and I was looking forward to the school, where biologists, petrologists, and astronomers have the opportunity to meet and see what the others do. The train journey was long, but pleasant, I had to change in Meidling, München Ost (due to construction work, the international train was not going to München Hbf, which I had to reach by local underground trains), München Hbf, and Donauwörth. All trains on time, despite the bad name of the Deutsche Bahn. The school was as nice as expected and I met great people from all over the world, including and met again some international colleagues. On the way back home, I followed another path, changing in Donauwörth, Nürnberg, and Meidling. As I was in Nürnberg over lunch and I had never visited the city, I used the time for a short walk through the pedestrian, being enough to catch a free organ concert.

III. Vienna
Even though I commute every day between WN and Vienna, this time it felt like going abroad, because I attended a conference at the university, jointly supported by the German, Slovakian and Austrian mineralogical societies. It was a nice conference, where I met again some former and new colleagues, strengthening the ongoing scientific cooperation. As part of the conference, I gave a tour through some halls of the museum. Even though the number of participants was very limited, there were very interested participants. The organizer of the conference, as acknowledgment, gave me a personalized bottle of wine. Very appreciated. Despite the international environment (and the number of Italians, which made me constantly switching from English to German to Italian), I could go back to my old office at the university, currently empty, doing some work. A weird feeling, as I spent there nothing less than 6 years.

Nürnberg. A postcard corner.
IV. Italy
My parents wanted to go back to Italy before the outbreak of winterly temperatures and I wished to accompany them, so that my father can share the long drive with me. The best time was immediately after the conference, over a weekend. I stayed in my hometown less than 48 hours, but we did a lot of work in the garden and in the house in that time. On Sunday, after celebrating my mom’s birthday, I travelled back to WN, alone and by train. Every journey to Italy makes me feeling more and more "Austrian" or at least foreigner. A lot of unnecessary stress was caused by the introduction of a new digital ticket for regional trains… where one has to check in before travelling, like for a plane. It forces people to have a smartphone and internet connection, it doesn’t give the claimed flexibility, and leaves people insecure whether the ticket is valid or not. Ou course, as always, the ticket was not checked. As every time, I was sad to leave my parents and our cat, but I was happy to come back to Austria. 

My calendar is pretty busy for the next weeks, even in the weekends, where I’ll have to spend hours on trains between the country side, Vienna, and WN. The next "real" trip will be in a couple of weeks, going one day to Salzburg, by train of course! for a workshop on geological, artistic, and historical aspects of rocks. Very much looking forward to it.


Monday, June 19, 2023

Rumore o silenzio? Austria vs. Belgio vs. Italia

Avevo iniziato questo post già qualche mese fa, ma non avevo ancora avuto tempo di pubblicarlo. Un soggiorno a Pisa per lavoro in una rumorosa stanza d’albergo, causa finestra "storica" che non isola dal frastuono del traffico del lungarno, e visita ad un supermercato locale, che mi ha fatto rimpiangere il silenzio dei supermercati austriaci, mi ha convinta a pubblicare il post.


Disclaimer: mentre per quanto riguarda l’Austria e l’Italia mi riferisco all’intero paese, per il Belgio parlo prevalentemente di Bruxelles. 

Foto da Twitter
In Austria, il silenzio è venerato. I vantaggi sono per esempio il riposo sacro alla domenica e la notte tra le 22 e le 6, per cui nessuno si mette a tagliare l’erba fuori orario, oppure l’astinenza dalle telefonate, soprattutto quelle personali, e l’assenza di conversazioni rumorose durante i viaggi in treno o nei mezzi pubblici, la presenza di vagoni “silenziosi” in cui i bambini non sono ammessi (ma esistono vagoni dedicati alle famiglie con aree gioco per i più piccoli), etc. L’unico svantaggio è l’assenza di comunicazione, casuale o meno. Che sia nell’attesa dal medico o durante un lungo viaggio in treno, non si va oltre l’equivalente di “buongiorno” e “arrivederci”. Ognuno si fa gli affare propri. Se si chiede un’informazione, però, la risposta arriva subito. Le tavolate rumorose al ristorante sono solamente quelle italiane (o di turisti ubriachi), ma pure nelle feste patronali gli Austriaci non esagerano nel volume della conversazione a tavola. Ciò era già evidente vivendo a Vienna, nonostante sia la capitale e sia decisamente internazionale (quasi il 40% degli abitanti non ha passaporto austriaco), ma risulta ancora più ovvio facendo la pendolare. In silenzio si aspetta al treno sul binario, in silenzio si viaggia, al massimo si chiede se un posto sia ancora libero o si sente il controllore chiedere il biglietto. A qualsiasi orario si viaggi, anche col treno tanto pieno da avere più persone in piedi che sedute.

A Bxl vigeva il terrore del silenzio. Ne ho già parlato. Musica nelle stazioni sotterranee della metro e del tram. Musica nelle chiese. Traffico. Aerei a tutte le ore e sopra la città. Pareti leggere di legno che lasciano far sentire persino gli starnuti. Telefonate come in Italia. Etc. Non necessariamente si tratta di conversazione tra conoscenti o con sconosciuti, ma l’importante è non lasciare spazio al silenzio.

In Italia, non importa dove, le ambulanze viaggiano sempre a sirene spiegate. Il traffico è rumoroso per definizione e quando non basta il rombo dei motori si aggiunge il suono del clacson. La gente attacca bottone con le scuse più assurde, anche quando uno magari vorrebbe solo farsi i fatti propri. Tutti parlano a volume alto, in ufficio, per strada, al telefono, a casa. Bambini che strepitano sui marciapiedi o al supermercato. Per trovare la pace bisogna rifugiarsi nelle chiese (deserte, buie) o lontano dalle zone abitate (campagna, boschi, montagne, spiagge fuori stagione, etc.).

Il silenzio non è assenza di rumore (o di suono), ma musica individuale. Mi spiego. La nostra testa non tace mai, nemmeno nel sonno, ma riusciamo ad ascoltarla solo se non riceviamo stimoli sonori dall’esterno. Si possono usare le cuffie oppure lasciare l’assordante flusso di pensieri e di musica dominare i momenti in cui non produciamo o riceviamo suoni. In Italia, il rumore crea un sottofondo continuo cui ci si abitua, mentre a Bxl ascoltarsi era quasi impossibile (se non con cuffie cancella rumore). Paura di restare soli con se stessi e di esserne delusi?

Sunday, October 23, 2022

Tempo di elezioni 2: risultati

In Italia, presi dal commentare il risultato delle elezioni politiche, ci si è dimenticati di quelle presidenziali in Austria. Che è successo dall'altra parte delle Alpi?

- È stato riconfermato il presidente uscente, Alexander Van der Bellen, ufficialmente dei Verdi (https://bundeswahlen.gv.at/2022/).
- Ha ottenuto la maggioranza assoluta (con quasi il 57% dei voti), facendo risparmiare all'Austria un ballottaggio. Il candidato arrivato al secondo posto, sostenuto dall'estrema destra, non ha raggiunto il 18%.
- La vera notizia è che al terzo posto è giunto il giovane (35 anni) Domink Wlazny, nome d'arte Marco Pogo, cantante, laureato in medicina, fondatore del Partito della Birra (ma alle elezioni presidenziali ci si presenta come individui e non come partiti, tanto che alcuni candidati non avevano un partito a sostenerli). Il ragazzo, che all'inizio della sua carriera politica si faceva conoscere con provocazioni a iosa, nel frattempo ha deviato verso la serietà. Sembra che il suo scopo fosse farsi conoscere anche al di fuori di Vienna (ove è nel consiglio comunale del suo quartiere) in vista di future elezioni politiche e che gli sia riuscito, ottenendo i voti soprattutto dei giovani.
- Il candidato no-vax, il cui partito aveva avuto un exploit nelle consultazioni locali nell'Alta Austria l'anno scorso, ha raggiunto appena il 2%, appena poco di più dell'ultimo in graduatoria dei sette candidati, un imprenditore sui generis.
- Solo poco più del 65% degli aventi diritto ha votato.
- Poche novità sulla ripartizione dei voti, la Carinzia si è confermata più a destra della media austriaca e Vienna più a sinistra.

Per quanto riguardo la rielezione di VdB, appoggiato da quasi tutti i partiti, l'unico commento mormorato da molti a mezza voce è che ora, non potendo fare altri mandati, si sbilanci maggiormente nelle questioni di politica interna ed estera. Finora, la vera critica mossagli è stata la sua estrema neutralità, ai limiti dell'apparente disinteresse. Personalmente, invece, ho apprezzato molto questo suo equilibrio, il non lasciarsi trascinare nelle polemiche ed il pensare sempre in modo "inclusivo", rivolgendosi nei discorsi non solo ai cittadini austriaci, ma anche a coloro che vivono e/o lavorano in Austria e che quindi contribuiscono alla vita del paese.

Sul risultato delle elezioni in Italia c'è poco da commentare. I giornali sono già pieni di analisi prevedibili e di critiche alle intenzioni. Quasi nulla di tutto questo borbottio sterile arriva in Austria. Fratelli d'Italia qui è definito senza tanti giri di parole partito post-fascista. L'Austria ci ha preceduti nell'avere un primo ministro (cancelliere) donna, con la Bierlein, cancelliere del primo governo tecnico austriaco solo qualche anno fa. Fanno più notizia la dichiarazioni rassicuranti della Meloni sull'appartenenza a UE e NATO che l'elezioni a presidenti di camera e senato di Fontana e La Russa, rispettivamente. Nomi qui semi-sconosciuti. Idem per i ministri.

Se posso permettermi un commento è verso pseudo-giornalisti che riempiono i giornali con elucubrazioni sullo stile di abbigliamento del futuro capo di governo, con speculazioni sugli alleati, critiche su quello che non farà come presidente del consiglio ma che dovrebbe fare come rappresentante del genere femminile, etc. Credo che tre quarti di tali "distrazioni" siano solo dovute al fatto che si tratti di una donna, attacchi più o meno subdoli che arrivano non solo dai banchi dell'opposizione. Politicamente non è affatto il mio ideale, ma quel che leggo in questi giorni (e che già filtro molto) mi fa venir voglia di lasciare il Paese più del risultato stesso delle elezioni. Ah, no, vivo già all'estero. Continuo sempre a sperare che la mentalità in Italia cambi e che una persona venga valutata per quanto fa, non per il genere. In ogni ambito, si usa ancora un metro diverso se si ha a che fare con una donna.

Friday, September 30, 2022

Conference: Austria vs. Italy

 After a long time (more than two years), I packed for some days off, not on vacation, but for attending an Austrian conference in Leoben. It was a strange feeling thinking of what I might need in a hotel. When I visit my parents in Italy, I don’t need many tools, almost everything is doubled at my parents’ place. Now, I need a pyjama, toot brush, etc. In addition, I had to take with me the hated poster tube.

Trustful to my (green) tradition, I travelled by train, enjoying the beautiful but slow moving landscape at Semmering. The hotel, close to the former Abbey Göss (and the Gösser Brewery), was lovely. From my window, I could see the river Mur and a large gold quarry in between dark green woods. Again in a hotel after so much time. The first night, I couldn’t sleep, not because I was excited or because the room was noisy, but because I wasn’t used anymore to change bed. I’m getting old.


Historical town hall in Leoben

The conference has been organized by the Austrian Geological Society (and the Austrian Mineralogical Society, as well) at the University of Leoben, a relatively young (since 1840) technical university. The organization was outstanding, the location was easily reachable and the lecture halls comfortable. Lunches and coffee breaks (starting with a morning coffee and sweets) were included in the registration fee and were provided by the local cafeteria. Not bad at all. Even though I skipped the overcrowded social dinner, I enjoyed much the icebreaker party, attended by just a few people. The quality of talks was quite high, there was room for opposite interpretations, without strong fights (Austrians are not Italian). Except for an entertaining public lecture, everything was in English. The University of Leoben hosts several international students, but it was also a pleasure to realize that I’m not the only non-German-speaking senior scientist (not a temporary student), who learned enough German to feel somehow integrated in the local geological community (well, actually, just being able to discuss some geological points, but still being considered a foreigner). The only two "negative" points were the arbitrary subdivision in sessions (more than one talk or poster ended up in the "wrong" session considering the audience and the topic), and the fact that the conference began on a Sunday quite early in the morning. A plus was the guided tour offered through the relatively small city center of Leoben. Very instructive. The biggest surprise was finding an Asian gate next to the university… even though there are no strong connections between Leoben and China. It is actually a spa.


St. Barbara, protector of miners and geologists

I loved speaking "geology" again, jumping between languages and topics. Even though the conference was only focused on terrestrial features, I met a colleague of mine employed in Leoben and we talked a bit about meteorites, too. Just the week before this conference, I had attended a workshop in Vienna organized by an Austrian professor emigrated in the UK and financed by the European Research Council. It was also amazing for the quality of the talks and the scientific exchanges. The online meetings offer a great opportunity, saving money and carbon emissions, but will never replace a conference in person, also accounting for the risk of an infection. Looking forward to the next in person meeting.


… I didn't have to waiting too long. The week after, I was in Italy for the Italian equivalent of the conference in Leoben. I travelled by train, this time too, but from Padova, instead of Vienna. Italian high-speed trains are indeed faster than Austrians, touching 300 km/h. Train vs. car: 1:0, but also against airplanes, considering the time lost at airports.


The conference took place in Turin, the first capital city of Italy (when Rome was still under the power of the Pope). Every stone there is dedicated to the "Risorgimento", the movement that led to the reunification of Italy under the "French" crown of Savoy, mostly against the Austrian empire in the NE and the Bourbon dynasty in the S, and the Pope in the central Italy. The second language, after Italian, is French, still spoken by many, as much as German is (was) the second language in my hometown. As always, when I attend a conference in Italy, I swear I won’t come another time… and every time, I attend another one. The final evaluation wasn’t that negative, though, so I made a list of plus and minus about the city and the conference.


P.za Castello, Turin

Plus:

- Automatic subway (existing since years and very efficient)

- green areas in the city

- drinking fountains everywhere

- delicious cookies, chocolate (pralines, like in Brussels), and ice cream

- meeting again professors of mine and colleagues from the past

- amazing science in some cases, despite the lack of funding

Minus:

- Public transit (bus and tram) and motor traffic

- conference schedule (practically from 8:30 to 7:30 pm with almost no break, but a large "nothing" between 12:30 pm and 3:30 pm)

- rooms disproportionated for the selected session, with several seats unusable because broken

- low accessibility (room at the third floor with no elevator, toilet in the basement, also without elevator, poster area ca. 1 km from the oral sessions and again with steps at the entrance)

- conference center in an almost red light district (it wasn’t, but some female "workers" were standing next to the conference center entrance also during the day)

- illogical conference program book (at least for a brain used to the German efficiency and logic…)

- last but not least.... the non-sustainable conference sponsor, which had a stand in the center of the poster area, playing music all the time, forcing us to shout in front of the posters to be heard.


In summary, in Leoben, I appreciated the scientific contributions and the location, in Turin, I enjoyed the (also scientific) chats with colleagues and meeting again people from my past (not only professors, but also colleagues, some of which moved out of academia or the country, like myself). However, I'd prefer meeting Italian colleagues in the framework of a cooperation, rather than "investing" research money in an over expensive conference. On the other hand, I'll be happy to attend again Austrian conferences in the future. 

Thursday, September 8, 2022

Tempo di elezioni

Da una parte e dall'altra delle Alpi, l'autunno quest'anno porta elezioni, oltre ai rincari di elettricità. gas e carburanti (gli altri si protraggono da mesi ormai e non fanno più notizia). In Italia si vota per un nuovo parlamento, con una legge elettorale alla prima verifica popolare, in Austria si vota per il presidente della repubblica, che qui viene eletto direttamente dai cittadini (ma conta né più né meno dell'equivalente italiano, invece votato dal parlamento).

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Il plico elettorale per votare via posta, lusso concesso agli Italiani all'estero, non è ancora arrivato, ma mi sono già trovata nella cassetta della posta i primi volantini elettorali. Ogni volta mi domando come abbiano avuto il mio indirizzo. La risposta è banale, tramite il consolato. Il primissimo ad arrivare è stato quello di un candidato di Calenda. Complimenti, almeno per la tempestività. Già mi sono persa nella folla dei partiti di nuova fondazione, nati da suddivisioni di partiti già esistenti. Come ripartizione Europa della circoscrizione estero possiamo eleggere ben 3+1 parlamentari. Wow, 4 in totale divisi tra due camere a rappresentare tutti gli Italiani in Europa. In ogni caso 4 sconosciuti che non hanno idea di come sia vivere all'estero e soprattutto delle differenze di trattamento tra i vari paesi europei. Ha senso votare? Sì, sempre, come ho detto in altri momenti, anche fosse solo per il rispetto per l'opportunità che ci viene data. Razionalmente, però, non ha senso. Costi esorbitanti per appena 4 parlamentari che magari non si faranno mai vedere a Roma.

In Austria, cominciano a comparire i manifesti elettorali. Quest'anno numero record di candidati, ben 7. Ammetto di prenderne in considerazione solo tre: il presidente uscente, dei Verdi, che si ricandida, l'oppositore di destra e l'outsider, un giovane medico-rocker, fondatore del partito della birra, che al di là delle provocazioni ha delle idee serie (ma dovrebbe eventualmente fare il cancelliere, non il presidente della repubblica). I restanti quattro non hanno particolare rilevanza e non arriveranno di sicuro al ballottaggio. In ogni caso, qui non posso votare, nonostante vi ci viva (con un'interruzione) da più di 12 anni ed abbia ottenuto il permesso di soggiorno a tempo indeterminato. Dovrei prendere la cittadinanza, rinunciando a quella italiana, aspettando tempi burocratici biblici e sborsando qualche migliaio di euro tra traduzioni giurate, documenti autenticati ed autorizzazioni. Il problema è che circa un terzo dei residenti a Vienna non può votare. Nella maggior parte dei casi non si tratta di Turchi, Polacchi o ex-Jugoslavi, ma di Tedeschi di Germania ed altri Europei. I vari partiti politici, a parte la destra, si stanno battendo affinché chi avrebbe le condizioni per chiedere la cittadinanza possa registrarsi per votare, pure non diventando ufficialmente austriaco. 

Tema complesso. Fino a quando dovrebbero avere diritto al voto gli espatriati? È sufficiente avere un passaporto italiano per poter decidere i rappresentanti del paese in cui non si vive più? Lo stesso vale per gli austriaci che da decenni vivono altrove. I tedeschi che non risiedono in Germania per più di 15 anni perdono il diritto di voto e quelli che ancora possono votare devono farlo a proprie spese postali. Giusto per avere un'idea di come funziona più a nord. Non avrebbe più senso poter votare nel paese in cui si vive da tempo? Nella vita quotidiana, sarò più influenzata dalle leggi italiane o da quelle austriache? Pur non sentendomi abbastanza austriaca per diventarlo ufficialmente, seguo più la politica locale di quella italiana ormai. 

Saturday, December 11, 2021

Quando l'Italia viene citata come esempio dall'Austria

Solitamente alterno i post in italiano a quelli in inglese. Ora tocca nella lingua dei miei avi. Il 2020 è stato l’anno della tristezza in Italia, con l’esplodere della pandemia, i carri militari carichi di bare, il Papa nella solitudine di una piazza San Pietro vuota, sferzata dalla pioggia e dal vento. Il 2021 è stato l’anno del riscatto italiano, non solo grazie alle vittorie sportive e musicali dei nostri connazionali, ma anche per la buona gestione della pandemia (fino a qualche settimana fa) che ha portato il paese ad essere citato persino dagli orgogliosi austriaci come esempio.

Le nostre bandiere affiancate a Schottetor 
Già, proprio l’Austria. Potrebbe esservi sfuggito che dopo aver deriso l’Italia per decenni come paese che cambia più spesso governi che calzini (in realtà aveva usato un altro termine), ha raggiunto il record di 5 governi in 2 anni. Com’è stato possibile? Tutta colpa della pandemia? No, il cambiamento era iniziato prima. All’inizio fu la crisi dei partiti tradizionali che alla fine del 2016 portò al ballottaggio (al terzo tentativo dopo vari rinvii e ripetizioni) tra un candidato dei Verdi ed uno di estrema destra (FPÖ) per la carica di presidente della repubblica. Vinse il candidato dei Verdi, ma alle successive elezioni politiche i Verdi nemmeno riuscirono ad entrare in parlamento. In risposta a ciò, il (politicamente) giovanissimo leader del partito popolare (ÖVP), Kurz, rinnovò completamente il partito con grande successo, spostandolo però un po’ più a destra rispetto al passato. Il segno del cambiamento fu rimarcato dalla variazione del colore del partito, dal nero al turchese, casualmente più vicino al blu della FPÖ. Alle successive elezioni andò al governo proprio un’alleanza ÖVP-FPÖ. Governo che cadde nella tarda primavera del 2019 a causa dello scandalo "Ibiza" con la prima sfiducia della storia austriaca. Non intendo entrare nei dettagli, la conseguenza fu la creazione di un governo tecnico con la prima cancelliera donna, Bierlein. Gli Austriaci erano piuttosto disorientati da un governo tecnico. Stavolta toccò a noi prenderli in giro, data l’esperienza sul campo.

Il governo tecnico era solo di transizione, per indire nuove elezioni. Da gennaio 2020 torna al governo Kurzl’unto dal Signore secondo più di qualcuno, anche sacerdote, alleato con i Verdi. E qui comincia il "valzer del cancelliere" (brano appropriato, dato il paese). Coinvolto in indagini sul suo conto, decide di fare un passo "di lato", come ha detto, indicando nel ministero degli esteri, Schallenberg, il suo successore. Scelta che il presidente della repubblica non ha potuto far altro che avallare. Dopo nemmeno due mesi (esattamente 56 giorni), travolto dalle indagini e dal ritiro dell’immunità parlamentare nei suoi confronti, oltre alla responsabilità di essere divenuto padre, Kurz decide di ritirarsi completamente dalla vita politica… indicando Nehammer, ministro degli interni, come prossimo cancelliere, sottintendo che Schallenberg dovesse dimettersi. Cosa ovviamente accaduta.

Lo stesso, ma in Italia
Così siamo arrivati al V cancelliere in due anni. Forse anche al ritorno alla vecchia politica (secondo un amico che vive a Vienna da più tempo della sottoscritta), dopo la meteora Kurz. Ciò che mi ha lasciato interdetta è il modo in cui il leader di un partito decida il suo successore. Cosa comune anche a livello di sindaci, vedi avvicendamento di Häupl - Ludwig a Vienna prima della fine del mandato e delle nuove elezioni. Forti della maggioranza, possono permetterselo. Eppure da noi non accadrebbe. Dopo lunghe consultazioni al "Colle" si arriverebbe ad una proposta di un nome il quale tenterebbe di formare un governo che dovrebbe affrontare la fiducia in parlamento prima di entrare in carica. La fiducia in parlamento non è così scontata, nemmeno nel caso di una maggioranza sicura, perché in Italia ognuno pensa con la propria testa (più o meno) e spesso si discosta dalle indicazioni di partito. Onestamente, mi sembra un sistema forse meno efficiente ma più democratico. Anche se per il tipo di indagini in cui il cancelliere è coinvolto, in Italia non si sarebbe dimesso nessuno. Nemmeno per lo scandalo Ibiza, probabilmente.

Ecco il punto dolente. L’Austria è una repubblica dal 1918, ben prima dell’Italia (1946), eppure sembra che viva ancora ai tempi dell’impero, o meglio, dell’imperatore Franz Joseph (il marito di Sissi, per quelli che non sanno chi fosse Cecco Beppe). Chi mi conosce penserà: ci risiamo! ora ricomincia a lamentarsi dell’Austria dopo averci voluto tornare con tutte le sue forze. Beh, non mi sto lamentando affatto. Sono contenta di restare qui. Medito soltanto sulla politica del paese vista con gli occhi di un’immigrata, proveniente da una nazione vicina che non è mai stata considerata esemplare. Una volta tanto, dovrebbe essere l’Austria ad imparare qualcosa dall’Italia. Forse. Purtroppo, col mio solito ottimismo, temo che l’Italia tra poco farà qualcosa che mi farà rimpiangere di aver scritto tale frase.

Sunday, November 14, 2021

Viaggio in Italia... sin-pandemia

Dopo ben 19 mesi, sono tornata a sud col treno. Non ero mai stata così a lungo lontano dal paese, anche se ad onor del vero ero scesa brevemente a luglio in camper. In questi giorni "giù", oltre ai soliti giri e ad aggiornare i computer dei miei, sono stata al mare, nella mia vecchia università e ad un concerto d'organo. Sono rientrata a Vienna ormai da due settimane, trovandola con contagi crescenti ed alla disperata ricerca di un modo per evitare un nuovo lockdown. Cosa mi ha lasciato questo viaggio in Italia? 

- Viaggi con mezzi pubblici ed atmosfera generale. La gente è stranamente rassegnata ai controlli, alle mascherine (normali) ed al disinfettante, ma praticamente la totalità delle persone si attiene alle regole. Il treno dei pendolari era pieno (non strapieno), ma a differenza di Vienna tutti avevano la mscherina. I mezzi avrebbero entrata ed uscita in porte separate, come nelle stazioni, ma questo non è ancora arrivato, come anche l'appello ripetuto continuamente di favorire la discesa dei passeggeri prima di salire. Certe cose non cambiano! 
Da Porta Portello a Padova.

- Concerto di F. Finotti. L'occasione è stato un evento quasi privato, il 105° compleanno di un suo conoscente. Congratulazioni! Ha sostituito un momento di preghiera nell'istituto in cui si è svolto. Per questo non si trattava di un vero e proprio concerto. La musica di Bach scelta per l'occasione è stata una degna sostituta della preghiera ma anche delle festa. Il maestro si è divertito a giocare tra le tastiere, mostrando la varietà e personalità dei vari registri e la sua invidiabile abilità tecnica, ma ciò che ha reso il concerto eccezionale è stata la sua capacità di "spiegare" i brani senza bisogno di parole, per cui lo struttura dello spartito e la teologia profonda delle composizioni di Bach erano implicitamente evidenti anche per chi non conosce la musica. Se solo in Italia ci fosse la necessaria cultura, soprattutto tra i sacerdoti, per apprezzare e proporre simili occasioni come alternativa ad un rosario magari ripetuto stancamente... 

- Visita all'università. L'occasione era una mostra di meteoriti allestita da colleghi grazie al prestito di un collezionista privato. Mostra carina, fatta bene e con pezzi rari che spesso nemmeno alcuni prestigiosi musei si possono permettere. Ho anche rivisto un dottorando tedesco che era stato a Vienna giusto prima dello scoppio della pandemia e per puro caso ho reincontrato uno dei miei supervisori di dottorato. L'uni italiana si sta lentamente, molto lentamente, internazionalizzando, grazie a giovani professori che sono rientrati dall'estero e che riescono ad attirare ricercatori non solo dai paesi in via di sviluppo. L'eccellenza della ricerca italiana è poco apprezzata, in parte a causa dei noti ostacoli posti dalla burocrazia borbonica, dall'impegno didaddttico per gli italoparlanti, dalla miriade di commissioni pressoché inutili e dalla perenne carenza di fondi. Onestamente, se l'Italia si fosse trovata a questo livello 5-6 anni fa, probabilmente avrei potuto tentare di rientrare. Ora non ci penso proprio. 

Spiaggia di Sottomarina
- Gita al mare/laguna. Era davvero tanto che non vedevo il mare. Non sono un'appassionata dei bagni e dell'arrostimento estivo in spiaggia, ma mi piace camminare lungo la riva. Abbiamo avuto la fortuna di una bella giornata di sole, persino calda per essere novembre. La notte prima c'era stata alta marea (acqua alta nella laguna), per cui la spiaggia era ancora umida e la sabbia compatta, con moltissime cozze ancora col piede ancorato sulla rena. Ho capito gli Austriaci che raggiungono così volentieri le coste (nord)italiane. Ho fatto il pieno di sole in campagna/montagna nei mesi estivi, ma l'odore di acqua salmastra mi mancava. 

Se la situazione non peggiora, cosa che inizio a dubitare dati i numeri quotidiani, quest'anno potrò tornare a trascorrere le festività natalizie con i miei al paese. Purtroppo non si può prevedere quel che accadrà domani. Resta la speranza.

Thursday, December 31, 2020

... tutto sommato...

Le ultime ore del 2020, poi finalmente ci lasceremo questo anno alle spalle. Questo è quello che mi sento dire da ogni dove. È veramente tutto da dimenticare? Il peggior anno della nostra vita? Se è vero che s’impara più dalle sconfitte che dalle vittorie, i passati 365 giorni ci avranno comunque lasciato qualcosa. Sicuramente è stato un anno difficile, per molti davvero drammatico, ma ci sono stati momenti positivi, come in ogni periodo della nostra vita. Alla fine, la suddivisione del tempo in anni che iniziano il primo gennaio è un’invenzione umana, l’anno solare ha una durata leggermente diversa (per questo esistono gli anni bisestili, come il 2020) ed essendo basato su un movimento pseudo-circolare non ha né inizio né fine. Ecco, dunque, una lista dei momenti piacevoli che voglio ricordare del 2020, affinché quest’anno non sia “da dimenticare” completamente: 
da qui
 
  • Convegno a Padova a febbraio. Sono tornata nella città in cui ho studiato da turista, con una visita guidata alla Specola in una giornata di sole, e da cittadina, rivivendo i luoghi della gioventù ed il pendolarismo tra il mio paese e la città come fatto per 19 anni. Sono stata una settimana in più dalla mia famiglia senza dover prendere ferie. Infine ho rivisto un caro amico romano in una giornata di fuga a Bologna, una città che accoglie sempre e chiunque con un sorriso… ed un fumante piatto di pasta fatta a mano. 
  • Pubblicazione degli articoli dal progetto, conclusosi nel 2019, che mi ha permesso di tornare a Vienna. Tali pubblicazioni hanno anche rappresentato l’inizio di collaborazioni produttive con colleghi di qui ed in Scozia. Sempre in campo scientifico, sono stata coinvolta nella scrittura di lavori di un paio di due dottorandi, in Italia ed in Austria, nella stesura di un progetto per un dottorato in Italia che è stato finanziato e nella preparazione di un articolo dal lavoro di una mia laureanda.  
  • Collaborazione con l’Università di Pavia. Era già iniziata l’anno prima, ma quest’anno si è consolidata, portando a scambi non solo di mere nozioni  scientifiche, ma anche di rapporti umani. Si è rafforzata anche la collaborazione con l'Università di Camerino ed è iniziato un affascinante progetto storico con L'Università di Firenze. Nemmeno ai tempi di Padova avevo così tanti rapporti con altre università italiane! 
  • Festa di compleanno virtuale ed in presenza. Ho raggiunto la tappa importante dei 40 anni. Se la data reale del compleanno è caduta durante il primo lockdown e quindi la festa è stata solo virtuale, ma con delle belle sorprese consegnate a casa, in estate ho potuto recuperare di persona con i colleghi d’ufficio, grazie anche ad un compaesano ristoratore. 
  • Settimana in Trentino e settimana in Burgenland con i miei. Sempre d’estate, ho potuto godere della tradizionale vacanza in montagna in famiglia, tra passeggiate tra i boschi dell’Altipiano e pratica di guida in autostrada. A settembre, poi, siamo andati in camper in Burgenland, ove abbiamo girato in bici fino a stancarci tra colline e vigneti, gustando la cucina locale e scoprendo posti nuovi. 
  • Convegno in Giappone. Se non ci fosse stata la pandemia, quest’anno non ci sarei andata. I fondi non sono sufficienti a coprire i costi di viaggio e soggiorno, non ne sarebbe valsa la pena per un giorno solo di convegno. Invece, data l’impossibilità di prendere un aereo, il convegno si è svolto online ed ho potuto seguirlo, comodamente da casa, in pigiama (causa differenza di fuso orario, si è svolto tra le 1:20 di notte e le 7 del mattino in Europa). 
  • Nuove conoscenze ed incarichi musicali. Facebook può essere utile, se non abusato. Mi ha permesso di conoscere un organista italiano, poi emigrato in Germania, che oltre ad un arricchimento culturale mi ha portato un altro contatto ed un posto ove suonare la domenica, incontrando la Vienna austriaca imperiale pre-multiculturalismo. 
  • L’acquisto di un organo digitale e la ripresa delle lezioni di perfezionamento. Non solo posso dilettarmi ogni giorno, a casa, esercitandomi o anche semplicemente “strimpellando” le musiche eterne di Bach, ma questo regalo mi ha pure permesso di rivedere il mio insegnante senza dover fare ore ed ore di treno. 
  • Ritorno alla geologia strutturale. Non ho abbandonato il tema di ricerca che mi ha portata all’estero, ma quest'anno ho avuto l’opportunità di tornare ad occuparmi di quegli argomenti che mi hanno entusiasmata negli anni di dottorato. Grazie ad un collega ed amico, sono pure andata sul terreno, cosa che non facevo da anni, apprezzando quell’attività che da studente detestavo.
     
Non è stato tutto negativo. Anzi, la pandemia e la crisi ci hanno costretto a spolverare la nostra creatività per trovare delle soluzione alternative. Se da un lato gli assembramenti e le manifestazioni contro le direttive del governo per arginare il contagio mi hanno fatto perdere fiducia nell’essere umano come soggetto pensante, dall’altro l’inventiva nel sostenersi ed affrontare le difficoltà me l’hanno fatta recuperare. Mi auguro che alla fine del 2021 possa fare di nuovo un bilancio tutto sommato positivo. Per il momento, non cancelliamo l'intero 2020, solo quello che preferiamo dimenticare.

Saturday, September 19, 2020

Referendum ed elezioni

Domenica e lunedì si vota in Italia, sia per un referendum costituzionale sia per varie regioni e comuni. In questo post non prenderò posizioni a favore dell'una o dell'altra parte, ma intendo solamente riflettere sul diritto di voto e l'importanza di esercitarlo, visto da un'Italiana che da oltre 10 anni risiede all'estero.

Perché andare a votare per il referendum?

1. Non è richiesto un quorum, quindi chi vota decide per tutti.

2. Riguarda una modifica della Costituzione, che è il documento che regola la nostra vita come cittadini della Repubblica Italiana, quindi riguarda ognuno di noi.

3. Abbiamo il diritto di esprimere la nostra opinione, cosa non comune a tutte le nazioni, anche se in questo caso non siamo certo i massimi esperti sulla questione.

Per fare un confronto col paese in cui vivo, l'Austria, non ho mai assistito ad un referendum, mentre ho votato via posta per almeno tre consultazioni negli ultimi cinque anni. In Austria non esiste una legge precisa su quante firme siano necessarie per poter richiedere un referendum. Qualche anno fa, quando il governo (non il parlamento!) decise di abolire la legge sul divieto di fumo che doveva entrare in vigore qualche mese dopo (divieto poi ripristinato da un governo tecnico), il ministro degli interni pretese che oltre il 10% della popolazione richiedesse un referendum a riguardo. Furono raccolte firme per ca. il 10% della popolazione, ma per una manciata di firme mancanti per raggiungere il limite il referendum non fu preso in considerazione. In Italia, per richiedere un referendum abrogativo in Italia sono sufficienti un numero di firme pari all'1% della popolazione.

 

Quindi, qualsiasi sia la vostra opinione sul referendum costituzionale del 20 settembre, andate a votare, armati di mascherina e disinfettante, ma siate presenti. Potete votare "Sì", "No" o scheda bianca o nulla, ogni risposta è valida e rappresenta una percentuale degli aventi diritto al voto. Non andare a votare significa non avere alcun interesse per il proprio paese, lasciare che altri decidano per tutti. Votare dovrebbe essere obbligatorio, come in Belgio, ove chi non si reca alle urne, senza una giustificazione valida, rischia una multa salata. Pensate solo alle spese per l'organizzazione di un referendum!

Il 20 ed il 21 si voterà anche per varie amministrazioni locali, compresa la Regione Veneto. Da residente all'estero dovrei tornare al paese per votare. Non lo farò. Come, prima blatero di diritto al voto e poi mi astengo? Sì, perché ho lasciato l'Italia 10 anni fa e non mi sembrerebbe corretto votare per un amministratore locale, il cui lavoro non mi toccherà minimamente. Il referendum costituzione mi riguarda come cittadina italiana, fin tanto non cambierò passaporto, ma l'elezione del sindaco, del presidente di provincia o di regione non mi riguardano e non vorrei mai che i corrispondenti rappresentanti nella città in cui vivo venissero decisi da chi vive fuori. A tal proposito, il 10 ottobre si terrà l'elezione del sindaco di Vienna, che essendo anche il governatore della regione, può essere eletto solo dagli Austriaci. Come cittadina europea residente in città posso votare solamente per il rappresentante di quartiere. Poiché nella sola Vienna, 1/3 dei cittadini in età da voto non ha la cittadinanza austriaca e quindi non può votare, si è discusso parecchio del tema. Di queste persone, una gran parte è cittadina tedesca (quindi comprende la lingua) o riguarda ragazzi maggiorenni (ma qui si vota già a 16 anni), nati e cresciuti in città da genitori stranieri. Solo una minima parte comprende cittadini stranieri residenti da poco e che non parlano la lingua locale. Eppure, per gli austriaci, gli stranieri che non hanno diritto al voto sono solo quelli poco integrati e con culture molto differenti dalla loro.

Nel mio caso, nonostante segua più la politica austriaca di quella nostrana, non potrei ancora richiedere la cittadinanza austriaca a causa delle regole locali piuttosto rigide. I cittadini EU che vogliono diventare austriaci devono dimostrare di aver risieduto e lavorato in Austria da almeno 6 anni continuativi, di conoscere il tedesco a livello B1, di avere un'entrata fissa superiore a determinate soglie, di non aver commesso infrazioni e reati, di conoscere la storia e le leggi locali (verificato tramite un test non proprio immediato senza aver studiato il materiale fornito in precedenza). Il tutto poi sborsando una quota non indifferente per la traduzione giurata di documenti e certificati e per la burocrazia e rinunciando alla cittadinanza d'origine. L'impedimento, nel mio caso, sono i tre anni in Belgio. Resterebbe la domanda se voglia o meno perdere la cittadinanza italiana per diventare austriaca, ma qui si aprirebbe un'altra discussione su quanto mi senta ancora italiana e quanto mi senta austriaca. Per questo, sarei in favore del diritto di voto  per chi abbia i requisiti per prendere la cittadinanza, anche senza doverla per forza prendere.


Sunday, February 16, 2020

Planetologia a Padova

Un anno fa presi parte al convegno nazionale (italiano) di planetologia a Firenze e pensavo che la mia esperienza con la comunità terminasse lì. Invece quel convegno fu l'inizio di varie collaborazioni che mi hanno convinta a partecipare pure all'edizione di quest'anno, anche perché si sarebbe tenuta nella città in cui sono nata ed ove ho studiato, Padova. Ottima occasione per stare dai miei un po', facendo la pendolare come fatto per 19 anni. Quanto sarà cambiata la mia città negli ultimi 10 anni (ossia da quando vivo all'estero?). Ecco le mie impressioni ad una settimana esatta dal ritorno a Vienna.

Santa Giustina dalla Specola
Rispetto all'anno scorso, non avendo le aspettative della prima volta, ho fatto un bilancio piuttosto positivo del convegno. Le uniche "critiche", se possibile, sono: 1. sessione poster in sede separata e quindi sacrificata/ignorata, 2. prevalenza della parte astronomica da lunedì a giovedì, con le meteoriti relegate al venerdì mattina (c'erano più partecipanti di quanto immaginassi, ma comunque la metà del resto del convegno) e 3. la costituzione di una società italiana di planetologia che consideri di "serie B" i membri che lavorano all'estero. I perenni ritardi e l'autoreferenzialità di alcuni non mi hanno irritata stavolta, ero preparata. Come anche il tradizionale sciopero ferroviario ed aereo che ha costretto più di qualcuno a cambiare piani all'ultimo momento. Anche questa volta, oltre a parecchie presentazioni di ottima qualità, ho apprezzato la possibilità di incontrare di persona scienziati con cui spero di collaborare/collaboro da remoto e di conoscerne altri di cui avevo solo sentito parlare. Nonostante la costante scarsità di mezzi, la ricerca in Italia resta di altissimo livello, grazie alla buona volontà di alcuni.

Sempre compresi nel convegno c'erano la visita guidata alla Specola e la cena sociale al Pedrocchi. La prima è stata molto bella. Siamo stati premiati da una giornata di sole, priva di nebbia. La passeggiata attraverso il centro città, la storia dell'osservatorio e dell'astronomia a Padova, la vista dalla torre di tutta la "mia" terra ed il pranzo "tradizionale" con i bigoli hanno reso la pausa dal convegno memorabile. Il caffè Pedrocchi ha un valore simbolico per me ora, perché nel 1848 fu teatro di una piccola rivoluzione contro l'occupazione asburgica. Buffo che ora lavori proprio al museo voluto ed inaugurato (come edificio) da Cecco Beppe ... ehm, il Kaiser Franz Joseph. Il Pedrocchi è un ambiente storico e chic, cibo buono, ma purtroppo apprezzato a metà, sia perché la "musica" di sottofondo ed il volume della conversazione rintronavano parecchio, sia perché ho dovuto andar via prima del secondo, causa carenza di mezzi pubblici nelle ore serali/notturne. Certe cose di Padova non cambiano mai.

I nostri portici
Durante la settimana, ho preso parte pure a due eventi "collaterali". Il primo è stato l'assistere ad una lezione del mio maestro d'organo. L'ha tenuta in francese, ma è stata egualmente illuminante e dominata dalla nostalgia di quando seguivo il suo corso di perfezionamento da allieva. Il secondo è stato tornare a Bologna dalla mattina alla sera per trovarmi con un amico di lunga data che è venuto apposta da Roma. Bologna ha un fascino unico. Peccato non sia conosciuta dai turisti al pari di altre città italiane. Peccato anche che i giovani d'oggi non sappiano sfruttare i mezzi moderni per informarsi... qualcuno aveva scambiato una meridiana astronomica per un meridiano...

Il tempo è passato e non torna indietro. È stato bello studiare a Padova, mi sono divertita tra geologia ed organo, girando in bici ed a piedi per i quartieri centrali della città. È stato bello ora rivivere lo stress da pendolare, le corse sul ciottolato, le frittelle e le tradizioni di carnevale, etc. ma è stato anche triste rivedere la nebbia, scoprire che molti negozi cui ero affezionata non esistono più, trovarmi "straniera" su un autobus nuovo ma frequentato quasi esclusivamente da immigrati ed anziani, come negli USA, vedere l'assurda moda attuale (a Vienna arriverà tra 20 anni) ed essere delusa da come è cambiata la società. Osservazioni che hanno presto cancellato il momento di nostalgia, sostituendolo con la consapevolezza che al momento sto bene a Vienna. Padova è stata una parte importante della mia vita, ma ormai appartiene al passato, anche per mia scelta.

Monday, December 23, 2019

Ashamed of being Italian? - C'è da vergognarsi?

(sotto in Italiano)

Back to Italy for the holidays, I almost wished, I have stayed in Vienna. The Italian part of the journey was again a nightmare. Not only the Austrian train had to change route, making any connection (a mere "coincidence" in Italian) impossible, not only the Italian Railway reduced the number of trains on the last Saturday before Christmas, but, after waiting almost an hour in the poor and disorganized Mestre station (no escalators, a few lifts with long cues, when they work, short cover on the platform and rain drops in the connecting tunnel), my train was delayed and stopped at the following station, due to a rail problem. I had to ask my parents to pick me up. Not mentioning the young people trying to get into the train, before letting the other passengers getting off. It took 2 hrs for the last 30 km, with two trains and 20 minutes by car.


A few weeks ago, I attended an event at the Italian Embassy in Vienna, the day of the Italian scientists abroad. It was a great disappointment. I (and many other colleagues) had been invited by the FWF (Austrian Science Fund), which has financed our research, not by the Embassy. The Italian embassy ignored that we exist. The event began with 30 minutes delay, without any apology or explanation. Some people arrived even later. Disrespectful for those, who had to leave work in advance, to be on time. When I decided to go home, after feeling ashamed for additional minor faults, I found nobody in the cloakroom (I could have stolen something! I had to trespass the "gate" to retrieve my stuff) and the main door closed, without signs of where the actual exit was.
It is a long list of disappointments, including a past event at the embassy, the conferences I visited in Italy, the terrible service of the Italian Railway, the chaos at airports, the several strikes, the gaffes of our politicians... Honestly, I feel ashamed of being Italian.  However, there are and have been people, who make me proud of being Italian. Actually, I shouldn’t feel ashamed or proud to be Italian, because I didn’t choose to be Italian. I was born in Italy by fate. I cannot delete and forget my nationality, because Italian would always be my first language. Anyway, I can choose where I want to live and right now, it is not Italy.

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Bella idea tornare in Italia per le feste! Trenitalia ha fatto di tutto per farmi rimpiangere di non essere rimasta a Vienna a lavorare. Ha obbligato il treno austriaco a modificare percorso, ha eliminato dei treni nell'ultimo sabato prima di Natale, ha cambiato gli orari cancellando le poche e fortuite coincidenze prima possibili, etc. Come se ciò non bastasse, dopo quasi un'ora di attesa a Mestre, cambiano binario all'ultimo del treno prescelto, facendoci tutti correre per le scale con le pesanti valigie delle feste, per poi lasciare il treno fermo per un po' e farlo partire solo fino alla stazione successiva, causa guasto in linea. Ho rischiato di rimanere a ca. 30 km da casa dei miei fino a notte, dopo avere alle spalle già quasi 10 ore di viaggio ed essere partita alle 5:30 del mattino.

Prima ancora ne era successa un'altra. Sono andata alla giornata dei ricercatori italiani all'estero presso l'ambasciata italiana a Vienna, invitata dal FWF, un ente finanziatore austriaco, invece che dall'ambasciata stessa. La manifestazione è iniziata con mezz'ora di ritardo senza le minime scuse, vanificando la mia ora di permesso dal lavoro. Sorvolo sui dettagli, ma la ciliegina sulla torta è stata quando ho deciso di andare a casa: guardaroba abbandonato, ho dovuto scavalcare l'ostacolo messo a "porta" per recuperare le mie cose, e portone sbarrato, senza indicazioni sull'uscita laterale.

Ogni volta mi vergogno di essere italiana. Ci sarebbe una lista senza fine di arrabbiature e di figure barbine a livello internazionale. Peccato, perché ci sono parecchie figure del presente e del passato che invece mi fanno sentire orgogliosa di essere italiana. In realtà l'essere nata in Italia non è stata una mia scelta, è stato il caso, quindi non devo né essere orgogliosa né provare vergogna. Non posso cambiare la mia lingua madre. Posso, però, scegliere dove vivere, e al momento non è in Italia.