Monday, May 17, 2010

Berlino: II settimana

VIII giorno

Finalmente oltrepassata la metà della mia permanenza qui, sono arrivata qui esattamente una settimana fa più o meno a quest'ora e tra una settimana a quest'ora sarò nella mio appartamento a Vienna a cucinarmi la pasta... se il mio allontanamento "da casa" non verrà prolungata dal capriccioso vulcano islandese che ha ripreso a tossicchiare.

Stamattina, dopo aver tentato un tragitto diverso per arrivare al museo ed essermi riconnessa al mondo grazie ad internet, ho compilato sul pc le rimanenti schede sulle carote descritte la settimana scorsa. U. non ci poteva credere, per le 14 erano tutte inserite. Lui pensava che non gli bastasse la settimana... Visto che non vedo l'ora di darmi da fare (non sono venuta fin qui per cacciare le mosche!), mi ha dato un centinaio di schede da scansionare. Alle 16.30 già andava via ed ero all'ultima scansione. Poverino, ancora più incredulo...

Dubbio: sono io particolarmente efficiente ed elastica (facendomi odiare da tutti perché finisco troppo presto) oppure gli altri se la prendono con eccessiva calma? Il mio motto è quello detto da Gesù: quello che devi fare, fallo subito. Veramente era riferito a Giuda ma in ogni caso ribadisce che ritardi ed indecisioni non portano ad alcun risultato. Se c'è qualcosa da fare si fa e basta e poi c'è più tempo per qualcosa di più piacevole. Come credono che abbia fatto a studiare organo e geologia assieme? Non aspettavo certo una settimana prima dell'esame per prendere in mano i libri, anzi spesso prevenivo le lezioni andando avanti nei ritagli di tempo.

Visto che sono in tema, merita un paragrafo la descrizione del tedesco tipico del nord, ossia l'opposto del bavarese, cui sono abituata. Lavora rigorosamente dalle 9 alle 17, non si porta il lavoro a casa ma lavora a casa facendosi tutto, dallo steccato alle riparazioni elettriche ed idrauliche, poche chiacchiere in ufficio, niente pranzo ma mangiucchia e beve (il tipico caffè annacquato) a tutte le ore, non capisce l'umorismo e le battute, non parla mai della sua vita privata e non socializza. Vedendo da vicino questo "tipo" ho capito perché gli italiani sono considerati dei "marpioni" all'estero. Per forza! Sono solo socievoli! Non hanno alcun secondo fine quando invitano i colleghi a bere qualcosa assieme dopo il lavoro! Se poi sono colleghe, tanto meglio!



Il bavarese come l'austriaco è un tipo sempre allegro, che ama la compagnia e le feste, che preferisce rimandare quello che deve fare ma che ha grande rispetto del lavoro, sia ufficiale che in casa, ha senso dell'umorismo (anche se spesso se la ride da solo perché si diverte con nulla), etc. tutte queste caratteristiche gli danno un po' di superbia perché si ritiene migliore degli altri tedeschi e non sa che invece è da questo preso in giro come "contadino meridionale". Ecco perché sono bastate poche decine di bavaresi per colorare un città enorme e grigia come Berlino...



IX giorno

Ovviamente ieri sera sono tornati gli operai e speriamo che grazie alla vacanza di giovedì facciano ponte per tutto il fine settimana. E' vero che dalle 22 alle 6 non si sentono e che dalle 6.30 ho il bagno tutto per me, ma i rumori ed i suoni che fanno prima... Ovviamente è anche tornato il giovane a servire la colazione ed è talmente "stressato" che ogni volta si dimentica qualcosa. Una cosa che mi ha dato fastidio è che con il fine settimana non sono più passati a pulire per terra, vuotare i cestini etc. Il bagno è stato comunque pulito almeno una volta al giorno (è anche vero che i turisti, a parte un po' d'acqua fuori dalla doccia perché è impossibile trattenercela, non sporcano molto) e pensavo che avessero saltato la mia stanza perché c'ero dentro quando sono passati, ma... solo stasera ho trovato il piumino piegato come usano dalle Alpi in su ed il cestino svuotato. Sull'aspirapolvere per terra non ci giurerei! Mi aspettavo che dopo 10 giorni cambiassero almeno le lenzuola! Mi sentiranno su booking.com!



Giornata grigia, in tutti i sensi. La mattinata al microscopio guardando le prime sezioni sottili delle carote e confrontandole con quelle dei campioni raccolti in superficie: due mondi incompatibili! Le carote contengono fasi strane e non particolare metamorfismo di shock... temo che abbiano cestinato milioni di euro per nulla o quasi con questa perforazione... Il boss mi ha scritto per sapere come va e se ho già preselezionato almeno 200 campioni... gli ho spiegato come stanno le cose, ossia che hanno deciso di spostare il sampling party dai sotterranei al II piano e che quindi non posso più nemmeno vederle le carote finché le spostano, che 3/4 di carote contengono la medesima litologia alterata, che le sezioni sottili sono strane, etc. etc. Non deve averla presa bene perché non ha risposto.

Tra mail e messaggio ho ricevuto notizie da casa, che si preparano a venirmi a trovare a Vienna, ho finalmente sentito un'amica e collega viennese, che purtroppo ha motivi di essere in pensiero per la famiglia in Italia, ho ricevuto l'invito per il prossimo Crater Café e lo spostamento dello stesso perché la ragazza americana non aveva realizzato che giovedì è vacanza, ed infine ho accettato di ospitare per un paio di notti un amico musicista che non ho ancora capito cosa venga a fare a Vienna (esame, concorso, concerto?). Le colleghe hanno sempre visite e dividono pure il letto con gli amici, io mi lamento sempre che sono sola ma forse sono anche troppo rigida. Avere una persona semi-estranea per casa mi farà bene, almeno avrò voglia di mettermi ai fornelli e mi distrarrò dai pensieri degli esami medici che mi aspettano al mio ritorno.



Nel pomeriggio scansione di sezioni sottili, per me delle sezioni nuove e per U. di quelle che dovrò riportare a Vienna prima che faccia a tempo a vederle. Alle 16.45, quando ho terminato, erano già spariti tutti. Qualcuno poteva passare a salutare, no? Vedremo domani. Dovrebbe tornare R., dovrebbe esserci un seminario, dovremmo aver tempo di guardare qualche sezione assieme, ma essendo prefestivo credo che fuggiranno tutti dopo pranzo ed i più prenderanno ponte venerdì.



Per fortuna la cena è stata in compagnia di Silvia a base di cibo tipicamente berlinese: currywurst con patate e birra. Il suo capo l'ha trattenuta un po', così mi sono ibernata aspettandola sotto l'orologio delle nazioni ad Alexanderplatz, e mi è tornato in mente un sogno che feci anni fa, in cui assistevo alla fine del mondo per la caduta di un meteorite ed ero proprio a Berlino in quello stesso posto. Giochi della mente, chissà cos'avevo mangiato la sera di quel sogno! Giochi del destino, pure, che mi ha portato a Berlino a studiare un cratere d'impatto. Speriamo non indichi la fine del mondo, o del mio mondo.



X giorno

Dopo la solita combinazione di orari con l'operaio della stanza di fronte (che poi ho visto fuori a fumare, magari è uscito lo stesso alle 6.30 per lasciarmi il bagno, poverino), come passo la giornata al Museo? A parte una parentesi con un seminario (ovviamente in tedesco, sarebbe stato chiedere troppo visto che ero l'unica non di madrelingua, e poi lo capisco abbastanza) e due chiacchiere con R., ho dedicato tutto il giorno alla pre-selezione dei campioni dalle carote. Su 3/4 di carote ho selezionato 160 campioni, ora di venerdì saranno 210. Farò contento il boss ma mi sa che qui non la prenderanno bene...



Ovviamente, essendo prefestivo, alle 16 non c'era nessuno, ma R. è venuto a salutarmi ed a chiedermi di mostrargli la presentazione venerdì mattina. Mi ha esortato ad andarmene a fare un giro domani, non ad andare al Museo (anche perché non ho la chiave). Così gli ho detto che ero già stata a Berlino e Potsdam nel 1991 e che non ero contenta di come avevano trasformato un luogo simbolo come la Porta di Brandeburgo in un una mera meta turistica. Mi ha risposto che non può giudicare perché se ne è andato negli anni '60 ed è tornato nel 1996 per un convegno. Da come l'ha detto credo che la vita non sia stata facile per lui. Trasferirsi in Sud Africa forse è stata una scelta obbligata, forse viveva nella parte Est, o comunque non ha ricevuto solo soddisfazioni nella sua vita. Questo ne ha fatto una persona molto sensibile, gentilissima, generosa alla morte... il mio boss ha un ottimo amico ma ricambia l'amicizia allo stesso modo? Il mio boss è uno che sembra aver avuto tutto senza troppe pene: successo, salute, amore; non dico che non abbia faticato per arrivare dov'è, ma che il suo egocentrismo mi suggerisce che non abbia mai veramente sofferto. E' proprio vero che santi si diventa, non si nasce!!!

Ritorno in pensione per una strada diversa che mi ha portato a vedere un tipico quartiere di periferia di Berlino, con grandi palazzi ormai multietnici, disoccupati ubriachi per strada a tutte le ore del giorno, negozi di elettrodomestici o vestiario usati, discount, graffiti che decorano il piano terra e le pareti senza finestre di tutti i palazzi, restaurati e ridipinti per mascherare le crepe e l'architettura di regime, e via dicendo, fuori dagli stereotipi americani che dominano il nuovo centro città e gli usi delle omologate nuove generazioni MTV (nel vestiario e nell'alimentazione).
Cenando in camera, nella pensione svuotata dagli operai (poverini, anche loro non se la passeranno tanto bene), ho acceso la tv ed ho trovato per caso... BR. Non le brigate rosse - sono in Germania - ma il canale bavarese! Che bello capire il 90% del notiziario invece che il 70%, grazie ad una parlata più lenta e ad un accento più familiare! Oggi, poi, tutto dedicato alla Giornata Ecumenica a Monaco, nella stessa Theresienwiese che ospita l'Oktoberfest. Ecumenismo tra tutte le religioni monoteiste, ma in particolar modo tra cattolici e luterani in Germania, che hanno trovato il modo di dialogare senza farsi la guerra dalla Dieta di Augusta! Dai programmi delle tv locali si capiscono parecchie cose di questo popolo, così diviso e così unito.





XI giorno

Che sia vacanza lo si è capito da subito, quando sono stata la prima a far colazione in una sala deserta. I miei vicini-di-bagno sono 2 cafoni peggiori degli operai, non solo sono arrivati rumorosamente alle 23 ma uno russa e l'altro emette altri suoni ed imprecazioni senza alcun ritegno, dormendo fino a tardi. Chissà che non restino molti giorni.



Programma della giornata? C'erano diverse prospettive a seconda del meteo, che invece è stato prevedibilissimo: grigio, freddo e leggera pioggia. Al mattino mi sono concessa un pezzo di culto luterano, poi io e Silvia abbiamo preso la S-Bahn per Wannsee. Si tratta di un grande lago tra la periferia di Berlino e Potsdam. Posto carino, tipicamente "occidentale", con localini sul lago, signora con la fisarmonica, parchi per scorazzare in bici, moli per le barche e ville storiche. Da tornarci col sole!

Nel pomeriggio cercavamo la Bauhaus di Groupius, invece siamo finite ad una casa Martin Gropius, ove una fila interminabile di persone attendeva di vedere una mostra di Frida Kahlo. Per fortuna l'edificio adiacente ospita una mostra gratuita appena aperta sulle SS, esattamente nel luogo ove avevano il quartier generale. Dalla nascita ai processi recenti! Impressionante! Affianco è conservato un lungo tratto di Muro. Il tutto era a due passi dalla nuovissima Potsdamerplatz, ma appena voltato l'angolo ho ritrovato la Berlino Est che ricordavo, con i casermoni comunisti ed i tubi  del gas (o non so di cosa) che soprastavano la strada (ora la maggior parte di questi tubi è stata interrata o dipinta). Cena a Fish&Chips nell'internazionale Alexanderplatz, per finire con un po' di tv-nostalgia.

La polemica del giorno riguarda proprio la mostra sulle SS ed i programmi in tv. Praticamente tutte le sere film o documentari sulla II guerra mondiale, mostre gratuite ovunque ed obbligatorie su campi di concentramento e sulle malefatte dei nazisti. E' lodevole! Biasimevole è il comportamento dell'Austria, complice in tutto, ma che ha preferito scaricare la colpa sui tedeschi e vivere serenamente del mito dell'impero. Però... è anche troppo! I giovani tedeschi devono conoscere gli errori dei nonni per non ripeterli, ma non portarne in eterno la vergogna, affinché non reagiscano in modo ancora più violento o autolesionista. E qui chiudo per non entrare in questioni storiche e pedagogiche troppo grandi.



XII giorno

Stanotte mi sono svegliata alle 4 ed ho sentito che dei miei "vicino" uno russava tremendamente e l'altro guardava la tv. Mah! Stamattina non ho potuto esimermi da interrompere quel russare con la doccia, così i due sono stati costretti ad alzarsi e li ho incontrati a colazione. Sorpresa delle sorprese, non si tratta di due scapestrati giovani ma di una coppia di mezza età un po' sull'abbondante. Non erano felici della mia sveglia mattutina, ma io sono qui per lavoro, non per vacanza... e non sanno che sarà così anche domani e domenica. Spero, per loro, che la vacanza li porti ad altri lidi nei prossimi giorni.



Durante la mattina ho esposto la mia presentazione in breve a R. e poi abbiamo scambiato 2 parole sul progetto e sul sampling party. Non è molto d'accordo sulle scelte del mio boss, ed ha ragione, ma che farci? Lui avrebbe mandato me al convegno in Brasile perché è bene mandare avanti i giovani, sono d'accordo, ma è anche vero che la collaborazione l'ha attivata K., che andare è una spesa non indifferente e che se presenta lui gli danno un talk se vado io, da perfetta sconosciuta, a fatica potrei ottenere un poster. Poi mi ha quasi supplicato di tornare per dare una mano nel tagliare i campioni, offrendomi ospitalità a casa sua per ovviare il problema economico. Effettivamente avrebbero bisogno di aiuto per questa parte, U. è assunto al 50% (come tutti i dottorandi), inoltre essere qui mi permetterebbe di ottenere esattamente i campioni che voglio e di dirimere i contrasti di persona, ma il mio boss ha risposto negativamente anche solo alla prospettiva... Ne parleremo di persona e farò pesare l'assicurazione di avere i campioni che desideriamo, ma è molto geloso delle sue persone. Non concede uno studente ad un post-doc, figurarsi se concede una post-doc ad un istituto "concorrente". E sì che R. è il suo migliore amico, ma effettivamente in campo scientifico non si guarda in faccia nessuno...

Dopo aver chiarito che i minerali strani nelle sezioni sottili appaiono tali semplicemente perché le sezioni non sono uniformemente sottili (colpa di una lappatrice vecchiotta), il resto della giornata, fino quasi le 20, è trascorso stampando una copia della descrizione di tutte le sezioni di carote. Ho perso il conto di quante volte ho fatto le scale, 4 piani fino agli scantinati ed un piano fino alla stampante. Diciamo che è tutta salute ed ho digerito la pesante ma buona fetta di torta alle noci che mi sono concessa per pranzo! Ovviamente tutto per lui, il boss, che R. è andato a prendere all'aeroporto. Hanno fatto pure le prove di come disporre le cibarie e le bevande per il welcome party. Speriamo sua maestà sia contenta... Però, con tutto questo correre non ho avuto tempo di terminare di selezionare i campioni, lo farò durante il sampling party, quando dovrebbe essere fatto, partendo già avvantaggiata!

Serata conclusa con una discreta pizza turca per €2,50, la pizza intera, non solo uno spicchio! Se a Vienna ci fossero i prezzi ed i locali di Berlino o a Berlino ci fosse il sole (anche nelle persone) di Vienna sarebbe il posto perfetto per vivere, ma non si può avere tutto...



XIII giorno

Colazione con i "vicini-di-bagno" che a quanto ho capito se ne vanno domani mattina. Mi dispiace svegliarli all'alba per la doccia, ma almeno si risparmiano la sveglia alle 5 lunedì!



Il sampling party si è svolto secondo il programma del boss, con delle brevi presentazioni sulle varie fasi del lavoro (il mio capo sulla perforazione in Siberia, U. sulla preparazione delle carote ed il responsabile del progetto ICDP sul sampling party stesso) e poi libero spazio alla lotta per avere gli stessi millimetri di roccia noncuranti di altre decine di metri. Pranzo e cena sociali, in posti un po' costosi per i miei gusti, ma comunque indispensabili per socializzare con gli altri partecipanti, provenienti da Russia, USA, Finlandia e... Germania, la maggior parte non ha fatto più di 300 km!

R. insisteva perché tornassi per aiutare nel taglio e nella spedizione dei campioni, K., il mio boss, si era espresso negativamente ma poi ha cambiato idea perché avere me qui significa avere i campioni prima ed essere sicuri di avere quello che si vuole. Parlato del fatto che la settimana prossima e quella dopo sono impegnata con esami e visite mediche, concordiamo per la settimana successiva e prenoto il volo. Ovviamente con una fine settimana compreso perché costa meno il volo... Ma qui salta fuori che nessuno può lavorare il fine settimana, che R. non c'è e che quindi sarebbe tempo perso. Orami ho prenotato! Se mi concedono di cambiare prenotazione (ma non credo!) bene, altrimenti troveranno una soluzione! Che chiedano a qualche studente! Che posto è in cui gli scienziati lavorano dal lunedì al giovedì dalle 9 alle 17 (anche prima) ed il venerdì dalle 9 alle 15??? Da quanto racconta Silvia all'università c'è più flessibilità. Non dico di arrivare agli eccessi di Vienna ma dato che io ho perso 2 fine settimana per venire qui ed ora per il sampling party non vedo perché qualcun altro non possa sacrificare un fine settimana in nome della scienza!!!



XIV giorno

Con la scusa del sampling party mi sono persa la messa! Uff!!! Il boss domani prende lo stesso volo mio, che dovrebbe essere garantito... secondo le previsioni il blocco a causa delle ceneri dell'ormai famoso vulcano islandese avverrà dal pomeriggio. Devo tornare a Vienna entro domani! Domani sera arriva Stefano e martedì mattina ho prenotato un esame medico!



La mattinata è trascorsa velocemente a finire di misurare la collocazione esatta dei campioni e nel riportare le misure sul computer, con associata la descrizione e la profondità, tanto per essere sicuri di avere il campione giusto, caso mai non venissi a prendermeli di persona... Dopo pranzo iniziano i saluti ai primi a partire e nel frattempo ho compilato una stratigrafia "dettagliata" della carota. Poi tutti assieme per il brindisi finale e le ultime foto (Hans, il tecnico, ha proprio la passione per la fotografia!). Quando stavano per andare via tutti il mio boss mi ha suggerito un'altra decina di siti per i campioni (che dovrò comunicare via e-mail facendomi ulteriormente odiare) e mi ha detto di assicurarmi di avere abbastanza materiale per fare analisi chimiche da ogni campione (anche quando ci sono 4 segnaposti su 2 mm di roccia? analisi chimiche di 206 campioni?) e che dovremo spedire una 15 di campioni a due persone con cui abbiamo delle collaborazioni (che non conosco e di cui sono venuta a conoscenza solo l'altro ieri tramite e-mail).

A parte queste prevaricazione sul lavoro (più nei confronti dei suoi colleghi che nei miei), il mio boss si è mostrato molto più altruista e generoso del mio vecchio capo, di certo mai ai livelli di R.... Alla fine di questi 15 gg. berlinesi e del sampling party posso dire di aver conosciuto persone gentili e speciali, in particolar modo alcuni degli scienziati coinvolti nel progetto, come Julie B.G., la prof.sa americana entusiasta di tutto e piena di interessanti domande, o come A. W., geniale petrografo-impattologo ma anche gioviale giovane tedesco emigrato, o come R.K., il responsabile del progetto che mi ha invitato a visitare il GFZ di Potsdam (il mio sogno da dottoranda), etc. etc. Sarà un piacere collaborare con loro. Pian pianino devo ricostruire le  mie conoscenze nel settore da zero perché negli anni passati ho conosciuto solo geologi strutturale e sismologi...

Cena turca con Silvia, moroso e coinquilina turco-tedesca. Poi loro sono andati a Wannsee, ed hanno fatto bene visto che finalmente è uscito un po' di sole! Non mi sono unita a loro semplicemente perché non volevo tornare troppo tardi. Domani mattina mi sveglierò presto e voglio aver tempo per inserire gli ultimi dati e per preparare la valigia.



XV giorno

Sfortunatamente la coppia di turisti non proprio puliti e cortesi è tornata. Sono rientrati alle 2 di notte, ignari che alle 5 li avrei svegliati perché non riuscivo più a dormire. In realtà lei era sveglia a guardare la tv e lui russava come al solito. Durante la notte non tiravano l'acqua, forse per non svegliare gli altri, ma non è molto bello se il bagno è in comune con degli estranei... Quando sono andata via ho trovato il signore gentile, rammaricato che non aspettassi per fare colazione (la servono dalle 6 sulla carta ma in realtà si fanno dire in anticipo l'orario preferito e solo dal martedì al venerdì ci sono gli operai che mangiano alle 6). Poi la solita trafila, tram, bus, aeroporto, check in alle macchinette, scarica il bagaglio, perquisizione (che sensibili, le uniche cose metalliche che ho addosso sono i gancetti del reggiseno e quello della collana (di pietra e gomma, non avevano mai suonato, nemmeno a Vienna), attesa d'imbarcarsi, etc. Il boss attende l'ultimo momento nel Lounge dell'aeroporto e fa bene, visto che dopo i controlli ci sono solo un negozio di profumi ed un bar senza sedie.



Finalmente atterrati a Vienna, dopo l'ultima parte del volo eccessivamente movimentata da una perturbazione ed un ritardo di circa mezz'ora, il prof. mi ha dato un passaggio in auto fino all'ufficio. Nel pomeriggio me ne sono andata prestino sia per fare la spesa, sia per il bucato, sia per pulire casa, in attesa dell'ospite. Cena tra italiani in un posto caratteristico suggerito dal "capo" della nostra comunità di geologi italiani all'università di Vienna. Il modo migliore per chiudere questa esperienza, in attesa di ripartire tra 10 giorni!

Monday, May 10, 2010

Berlino: I settimana

I giorno

In realtà dovrei dire prima sera, perché non sono nemmeno 2 ore che sono atterrata qui. Stamattina il boss si è ricordato di darmi le sezioni sottili che avevano chiesto di portare su, così potrò darci un'occhiata anch'io... Non ho ancora capito cosa sono venuta a fare quassù per 15 gg., soprattutto giusto la settimana che tutto il mondo geologico che conoscevo si riunisce a Vienna per l'annuale convegno. Ho appena fatto a tempo a vedere Anja (tedesca, sta facendo un dottorato a Berlino ma è andata a Tromsø per degli esperimenti, conosciuta a Liverpool ad un convegno) e Lorenza e Cristian (sigh-ex-colleghi di Padova, per fortuna anti-convenzionali), perdendomi tutti gli altri!!!


Dopo aver stampato carta d'imbarco e scartoffie varie sono tornata a casa ove ho terminato di preparare i bagagli ed ho pranzato con l'ultima pastasciutta per chissà quanto tempo! Tutto liscio fino all'arrivo in una grigia e piovosa Berlino. Esco dall'aeroporto Tegel (da dove c'è scritto AUSGANG a caratteri cubitali) e mi trovo davanti una fila di taxi. E i bus? Dopo un po' di giri mi viene l'illuminazione, magari arrivano e partono dal piano superiore, dove c'è l'ingresso principale dell'aeroporto. Infatti! Cerco la macchina per i biglietti. Ancora non capisco come funziona e già qualcuno mi chiede aiuto (ma ce l'ho proprio scritto sulla fronte "ufficio informazioni"???). Son riuscita ad acquistare un abbonamento settimanale (ben €26,20) grazie all'aiuto di un gentile signore, perché la macchina non ha accettato né la carta postale (ma se la visa la prendono in tutto il mondo?!?!) né il bancomat (che avevo disimparato ad usare), unica soluzione pagare in contanti e confidare di trovare una banca da cui prelevare nei prossimi giorni. L'autobus era già pronto. Al capolinea cerco la fermata del tram. Chiedo ad una signora che indica un punto a 20 m: sono proprio stanca e rimbambita dal viaggio se non vedo i tram gialli corrermi sotto il naso!!! Fortuna che la signora ha capito, chi si ricordava che in vero tedesco (non il dialetto austriaco) la fermata del tram si chiama Strassebahn Haltstelle??? Mi raccapezzo per la direzione ed osservo la variegata fauna locale ed i quartieri decorati da palazzi (de)cadenti e graffiti. Non sembra sia cambiato molto dal 1991, quando venni per la prima volta, nella periferia orientale.

Questo è l'unico posto, oltre Venezia, in cui i numeri di casa non sono divisi tra pari e dispari ma si succedono su ogni lato. Trovo la pensione per puro caso. Si tratta di una casa dietro ad una porticina di legno che da su un cortile, la stanza colazione funge anche da reception ed è gestita da un giovane molto gentile (ma la pensione non portava il nome di una tale Anne Kathrin? sarà la nonna da cui ha ereditato l'edificio...). A che ora voglio fare colazione? Sono appena arrivata, boh!, facciamo alle 7, come sono abituata a casa. Pago subito (ovviamente in contanti, devo proprio trovare una banca!) e mi mostra la mia camera, pure portandomi la valigia. Camera non molto grande ma carina: mobili in legno massiccio (non ikea) comprensivi di letto, armadio, tavolino e due sedie; inoltre lavandino, frigorifero e televisore con decoder satellitare. Peccato per la moquette per terra che non amo particolarmente. Divido il bagno con una sola altra stanza, la porta di fronte, che scopro essere abitata da un anziano operaio ... non un turista. Il bagno è piccolo, ci stanno appena un wc ed una doccia, con lo scarico non particolarmente efficiente a giudicare dall'acqua per terra... ma forse è solo colpa dell'incuria dell'altro inquilino. A parte questo sembra pulito. Sembra di stare in un rifugio in montagna, c'è pure lo stesso freddo, pazienza! ci adatteremo/arrangeremo con spirito d'avventura!

Sarebbe il caso di cenare, ho pranzato alle 11.30 e lo snack dell'aereo non è servito a molto. Sono a Prenzlauer Berg, il posto più caratteristico di Berlino, come dire Grinzing a Vienna! Decine di caffè aperti solo al mattino, un pub irlandese che sembra chiuso, finalmente un ristorante. C'è un elenco di sole bevande sulla vetrina (qui la birra costa la metà che a Vienna, buono a sapersi!) ma avranno il menu all'interno, entro, 4-5 persone bevono e fumano attorno ad un tavolo, una signora si alza e le chiedo se è possibile mangiare qualcosa. Non la sera. Cavolo, ma la scritta RESTAURANT??? Vabbè, per caso sa dove potrei trovare qualcosa da mangiare? Sì, c'è un kebab all'angolo. Un kebab? Posticino carino, con due tedescacci a bere e mangiare in un lato, un giovane a giocare alle macchinette ed un simpatico turco (?) che mi serve prontamente. Prima sera a Berlino e cena con il piatto tipico del dopo muro: Döner Kebab! Veramente non male e farcitissimo, per soli €2.60. Coraggio! Almeno i prezzi sono rimasti a 20 anni fa!

Prima di chiudermi nella mia stanzetta faccio un brevissimo giro. Brevissimo perché c'è poca gente per strada, tranne 3 ragazzi che urinano dietro ad un muro, non piove ma il cielo è grigio e tira aria, il panorama da dopo guerra non è particolarmente attraente. Inoltre questo posto è popolato da soli maschi! In Pensione ho visto solo ragazzi,l'unica ragazza era con il moroso/marito che fosse, pure le strade sono a maggioranza maschile, dal kebabbaro è entrata una giovane con figlio e nel "ristorante" mi ha risposto una donna, ma il resto? Mistero! Con il muro facevano solo maschi come in Cina???

Rileggendo quanto scritto sembra che sia capitata in un posto orribile. Certo non ho le comodità ed il lusso di Vienna (anche lì basta uscire dal Gurtel per essere nella terra di nessuno), però l'aria qui è migliore. Non solo quella atmosferica (entra da sola nei polmoni) ma anche l'atteggiamento umano (la gente si offre di aiutare, non come a Vienna dove pure i camerieri cui lasci laute mance sono sgarbati). La primavera meteorologica non è ancora arrivata qui, ma c'è egualmente un esplosione di verde, che spezza con il grigio degli edifici, assieme ai tram gialli. Tutto sommato è pur sempre la mia amata Germania!


II giorno

Sarà lunga resistere per 15 gg... stamattina mi sono svegliata presto non perché dovessi andare in bagno o perché fossi eccitata per il viaggio, ma semplicemente perché i rumori della casa, non ben insonorizzata, sono iniziati alle 5. Questo conferma la mia ipotesi che non essendo alta stagione turistica la pensione dia stanze anche ad operai locali, incontrati di sfuggita a colazione. Però devo ammettere di aver dormito bene, il piumone tiene caldo e capito come funziona il termo... Colazione super, caffè (non illudetevi, una caraffa dell'annacquato prodotto locale), panini freschi, uovo sodo, burro, marmellata, nutella (o una cosa simile), miele, tre tipi di affettati, formaggio e succo di arancia. Ovviamente mi sono limitata a 2 tazze di caffè ed ai due panini con burro e marmellata.


Prima di andare al museo, visto che l'appuntamento era alle 9 e che mi ero svegliata così presto, ho deciso di fare un giro in città. Ho preso uno dei tram diretto ad Alexander Platz e mi sono ritrovata in un posto desolante. Era meglio 20 anni fa! Grigi edifici stile "regime" trasformati in centri commerciali, attorniati da edifici moderni, pure centri commerciali. L'orologio delle nazioni semi nascosto e la torre simbolo di questo posto ancora più simile ad una ciminiera. Ovviamente i negozi aprono alle 9-9.30, quindi rinuncio a fare spese e mi muovo con la metro verso altri lidi. Stazione Stadtmitte: stesso panorama, tranne la torre e l'orologio. Che tristezza! Questa sarebbe la celebre Friederichstrasse... MaxMara, Starbucks, insomma cose che si trovano in tutto il mondo. Mi riservo per un altro giorno la Porta di Brendeburgo (sarà stata sommersa anch'essa da tutto questo modernariato?) e le chiese.

Con un altra linea della metro arrivo al Naturkundemuseum. Chissà se stava dalla parte Est o Ovest... a giudicare dall'edificio... direi Est. Il museo apre alle 9.30 ed il mio appuntamento è alle 9, quindi seguo un gruppo di persone per trovare l'entrata "di servizio", ove un simpatico canuto vecchietto mi indica la strada per arrivare all'ufficio del prof. che mi aspetta. Dopo scale e porte di vetro (dalla parte opposta a quella indicata, e sì che dovrei capire rechts destra e links sinistra) giungo all'agognata meta. R. è davvero simpatico e gentile! Mi indica dove posso sistemarmi a lavorare col computer, cerca di farmi ottenere una connessione internet (senza successo, ma ottenuta nel pomeriggio grazie ad un altro prof.), mi procura un pass per poter accedere liberamente al museo e la chiave per l'ufficio, mi mostra un po' di posti e mi presenta ad un po' di persone. Purtroppo non ci sarà al mio seminario... nessun problema, ci sono abituata!

Conosciuto nelle "catacombe" (come le ha chiamate R.) il dottorando U., con cui lavorerò per il progetto El'Gygytgyn, sono rimasta negli scantinati a fornire letteralmente due mani per... attaccare neon. Lavoro indispensabile per il sampling party perché il posto non è sufficientemente illuminato. Bella occasione per fare due chiacchiere e "sparlare" dei nostri capi... o meglio del mio perché del suo non c'è davvero nulla di male da dire. Il mio boss, invece, ha pensato di farsi precedere dall'annuncio di volere 200 campioni dalle carote (forse perché lui ha partecipato alla campagna di perforazione, quindi ha diritto a più materiale). In ogni caso io non ho intenzione né di macinare 200 campioni né tanto meno di aspettare mesi per avere le sezioni sottili e poi anni a perdere gli occhi con 200 sezioni identiche. Perché non prendere qualcosa di veramente rappresentativo, indipendentemente dal numero? Per fortuna qui la pensano come me, ma questo è il modo di ragionare dei geologi, a lui non è un geologo. Altra chicca: le sezioni sottili che ho portato sono solo in prestito fino al mio ritorno...

U. è una persona normalissima, almeno uno! Un tipico tedesco di 37 anni che prima di fare il geografo-geologo ha fatto il carpentiere, fabbricando porte e finestre... ecco da dove gli viene la manualità! (in ogni caso, collegare cavi elettrici dovrebbe essere compito di un manutentore non di un dottorando) e che per di più è nato, cresciuto e ha studiato sempre a Berlino. Non gli ho chiesto da che parte, ma credo ad Est. Se è "normale" del tutto sarà sicuramente sposato con almeno 2 figli. Da giovedì lavoreremo assieme per terminare di classificare e descrivere i rimanenti metri (o centinaia di metri) di carote, ecco perché sono qui. Finalmente l'ho capito!

Rinunciato al pranzo ho optato per una tedesca tradizione di colazione abbondante e cena alle 17, con la possibilità di fare acquisti. Almeno finché non ingrano nel nuovo ambiente. Per cena sono tornata ad Alexander Platz, così ho comprato le due cose che mi servivano (che bello risentirsi in Germania con i prodotti cui sono abituata in Baviera), ho visto la piazza piena di gente (sempre triste) ed ho visitato una mostra all'aperto sugli anno 1989-1990. Rivedere quelle immagini mi ha commosso profondamente, anche se avevo 9-10 anni all'epoca, inoltre ho rivisto le foto di quei luoghi come mi si erano impressi nella memoria nel 1991. Cena in un ristorante italiano, normalmente costosa ma sontuosa: avevo un pasto da recuperare! Serata guardando trasmissioni educative tedesche... quanto mi mancavano. Buona notte!


III giorno

Finalmente un po' di sole ma a dare credito alle previsioni del tempo (che qui ci azzeccano) da domani ricomincia a piovere. Ecco perché nonostante le piante non ho l'allergia: piove spesso, ed ecco perché la Betta è sempre depressa a Kiel: grigio il cielo, grigi gli edifici... grigio anche l'animo. Capito che il tipo di fronte se ne va alle 6.30 ho spostato a quest'ora la mia sveglia, in modo da avere il bagno tutto per me... resta comunque un'impresa la doccia.


Giorno del seminario. Non essendoci R. mi presenta un altro prof. con cui ho discusso di pseudotachiliti ieri. L'aula è il sogno di ogni oratore:  con i banchi in pendenza! E' venuto tutto il gruppo che si occupa di pseudotachiliti da impatto, quindi non U., per esempio, che da buon tedesco lavora con il paraocchi (in realtà ha detto che era dal medico ed a giudicare dalle pillole potrebbe anche essere vero). Ecco perché gli Italiani all'estero hanno tanto successo, quello che in patria è chiamata dispersione qui è apertura mentale! Il seminario è andato bene ed ho ricevuto molto domande perché cercano delle similitudini tra le pt da impatto e quelle tettoniche (che ho studiato durante il dottorato). Due tipi di letteratura che non hanno mai comunicato molto. Certo! Finché ci sono solo geochimici che si occupano di quelle da impatto e solo geologi per quelle tettoniche. Per fortuna iniziano ad esserci esempi di contaminazioni e di specializzazioni condivise!

Pranzo nostalgico con tre tranci di focaccia come la fa la mamma! Nel pomeriggio lettura di articoli per prepararmi ai campioni che dovrei vedere da domani. La sera mi sono trovata con Silvia, anche lei laureata a Padova con lo stesso prof. ed anche lei novella emigrata: ha vinto un dottorato a Berlino con Mark Handy. Come dicono i tedeschi, tutti gli inizi sono difficili, e sembrano ancora più duri se sei da solo, lontano da casa, e non conosci una parola della lingua del paese ospite. A me è andata di lusso, non solo non troppo lontano da casa, in un paese abbastanza conosciuto e con una lingua non ignota del tutto, ma anche arricchita delle esperienze dei miei, pure loro emigrati in un paese di lingua tedesca negli anni 60. Nelle difficoltà, però, si incontra sempre qualcuno di buono che porge una mano ed aiuta quando proprio si pensava di non avere più speranze. Silvia è un tipo indistruttibile e sono convinta che uscirà da questa esperienza ancora più scaltra e matura... se è sopravvissuta al comune relatore di tesi e soprattutto al suo fedele seguace, ora pure lui temporaneamente emigrato...Abbiamo cenato in un delizioso ed economico posticino cinese o thai del centro e poi siamo andate a bere una birra vicino all'ostello dov'è stata i primi giorni e dove abbiamo incontrato alcuni suoi amici. In quell'atmosfera internazionale (tedesco che affronta la crisi di mezza età vagabondando per l'Europa, australiano che cerca di cogliere lo spirito dei paese europei e catalano in ferie) ho ritrovato l'ambiente variegato del dipartimento di Vienna e degli abituali sabati sera, in cui le acrobazie linguistiche si sprecano per confrontare le rispettive culture e tradizioni.

Al ritorno in pensione, gli operai mi sembrano tutti un po' alticci e rumorosi, tranne il mio vicino che forte dell'età dev'essere già andato a nanna. Speriamo di non dover chiamare la polizia per schiamazzi o altro, qui dovrebbero sapersi regolare e le ore di riposo notturno sono sacre. Intanto ho pagato l'idea di aver lasciato aperta la finestra stamattina: il vento ha riempito la camera di quegli odiosi fiocchi dei pioppi (o dei tigli? non ho visto pioppi da queste parti). Da domani torna la pioggia, sembra, così sparirà questa eventuale causa di allergia.


IV giorno

Come previsto, il sole è già terminato ed ora piove. Secondo le previsioni andrà avanti così per almeno 10 gg. Chissà che le pioggia almeno contribuisca a limitare gli effetti di quel simpatico vulcano islandese che ha ripreso ad eruttare, ma non credo: dipende dai venti ad alta quota non certo dalle nubi basse. Vorrei andare a casa tra 10 gg., come prestabilito.


Appena arrivata ricevo due novità, la prima è che R. domattina all'alba parte non ho capito bene per dove (a Johannesburg a trovare la moglie o in campagna?) e torna mercoledì prossimo, la seconda è che giovedì prossimo è vacanza, per l'Ascensione. Credevo facessero vacanza solo nei Länder cattolici... Ribadisco, perché cavolo il boss mi ha fatto venire qui per 15 gg.???

Segue un giorno intero a classificare e descrivere carote con U. (facendomi odiare sin da subito per l'estrema pignoleria e per aver rilevato un errore di scala nelle ultime 300 pagine). Un lavoro veramente noioso, nel senso che mi aspettavo di vedere cose eccezionali invece ci sono decine di metri di rocce identiche. Anche gli effetti di shock non sono così devastanti come mi aspettavo e per quello che vedo dai campioni potrebbero venire da qualunque zona di shear (pure debole) intensamente alterata.

Lo shock l'ho avuto io, invece, quando mi hanno proposto di restare qui o di tornare altri 15 gg. dopo il sampling party. Perché no? Però bisogna valutare diversi fattori, non ultimo quello economico (se devo pagarmi tutto e nel frattempo continuare a pagare l'affitto a Vienna...). Il problema è che avevano chiesto uno studente per aiutare a tagliare i campioni secondo le richieste del sampling party, ma ora il vincitore è impegnato in campagna dall'altra parte della Terra e ribandire il posto richiederebbe troppo tempo. Forse trovando una soluzione diversa per l'alloggio... tutto sommato non mi dispiace Berlino, se solo potessi cucinarmi i pasti... costerebbe anche meno di Vienna!

Cena in pensione a base di frutta. Devo depurarmi un po' con tutte le pesanti porcherie che sto mangiando qui!


V giorno

Cielo grigio, tanto per cambiare. Ho capito che la stanza di fronte ospita ben due operai: un vatusso biondo ed uno di mezza età. Stanotte uno ha rimesso, da quanto aveva bevuto. Saraà stato perché era l'ultima sera fuori casa... infatti al mio ritorno la stanza sembra occupata da una coppia di tedeschi. In quanto a rumori e pulizia andrà maglio ma forse dovrò rivedere i miei orari se voglio godermi 30' in bagno senza essere disturbata... Nulla contro gli operai, ma questo tipo di persone (non tutta la categoria, per carità) non c'è verso di ragionare: pensano al lavoro dal lunedì al venerdì, spesso un lavoro duro, mal remunerato e rischioso, la sera si ubriacano per dimenticare, il fine settimana tornano a casa e stanno a bere davanti alla tv non alzandosi nemmeno per i pasti ed imprecando contro moglie e figli, governo, Dio etc. Ecco il prodotto della società industriale!


Giornata a descrivere carote, ma abbiamo finito! Lunedì guarderemo qualche sezione sottile, quelle già fatte da U. dalle carote e quelle che ho portato dal mio boss (che io non ho ancora visto e di cui non ero a conoscenza). Finalmente mi sono comprata una pianta della città, veramente alquanto inutile perché Belrino è grande e la carta è fatta male (aspetto positivo di Vienna: mappe dettagliate della città gratis ad ogni angolo), ma per muovermi nel centro potrà tornare utile. Ho comprato anche delle cartoline, che a questo punto partiranno lunedì, ma confidando nelle poste tedesche dovrebbero arrivare per mercoledì in Italia.

Serata quanto mai alternativa e salutare: spesa con Silvia e poi cena con pane ed insalata a casa sua. Trascorsa a commentare il comune relatore di tesi ed il suo marcato egocentrismo Per il momento divide l'appartamento con una turca-tedesca ma presto cercherà qualcosa da sola. Ovviamente sta nella zona meno tedesca possibile, piena di stranieri, soprattutto turchi o dell'area araba, riconoscibile per le antenne satellitari sui balconi. Non lontano dalla Neukölln che tutti abbiamo visto in Kebab for breakfast.


VI giorno

Sveglia presto per avere il bagno prima della coppia di turisti: visto che sono rientrati alle 3.30 di notte, dormiranno almeno fino alle 8! Giornata grigia, come sempre. Programma un giro per la città e stasera culto luterano con cantata di Bach.


Iniziamo dal giro in città come turista. Sono andata a fotografare la stazione della S-Bahn ed il mercato di Hackescher Markt, dove non c'era nessuno alle 8.30 del mattino. Da lì ho proseguito a piedi lungo il clasico tragitto turistico: il quartiere dei musei, il duomo, il viale Unter den Linden, la porta di Brandeburgo, il Reichstag, e poi tornando indietro il municipio, Marienkirche e nuovamente Alexanderplatz, dove ho fatto compere nel gigantesco Galeria Kaufhof (che mi ha fatto sentire nella "mia" Germania) ed ho preso qualcosa per pranzo.

Ho fatto decine di foto, prevalentemente a cantieri ed impalcature. Dopo 20 anni non hanno ancora completato molti dei progetti di recupero dei monumenti dell'Est o di costruzione di nuovi faraonici edifici. Sono d'accordo nella politica di restauro, ma non nella costruzione di nuovi edifici in luoghi storici. A Potsdamer Platz (vista ieri) le nuove linee iper-moderne possono anche essere interessanti, ma rendono il tutto molto kitch ed impersonale. Ancora, ancora può andare quando si tratta di sostituire quegli orribili casermoni cadenti ereditati dal regime comunista, o per le nuove costruzioni perfettamente integrate con il restaurato Parlamento (bruciato da Hitler)... ma non in altri luoghi simbolici.

Il posto dove questo mi è risultato particolarmente indigesto è stato alla Porta di Brandeburgo. Quando venni 20 anni fa il muro era appena stato buttato giù, ma ai lati della Porta ce n'erano ancora ampi pezzi ed una vasta area abbandonata ed incolta (che "proteggeva" il muro). Ora la porta è chiusa tra edifici, tra cui la monumentale ambasciata americana, quanto mai fuori luogo qui! Come a ground zero non dovrebbero costruire nulla ma lasciare il nudo basamento per ricordare la tragedia avvenuta, qui non avrebbero dovuto soffocare la porta in quel modo, ormai diventata un simbolo dell'unificazione della Germania! Uno spazio vuoto assieme alle croci bianche in ricordo di quelli che sono morti tentando di fuggire nella parte Ovest sarebbe stato la scelta migliore, secondo me. Così è diventato solo una meta turistica!!!

Pomeriggio freddo, perciò mi sono concessa un breve giro nei dintorni dello zoo, ex-parte Ovest, lungo la Kurfürstendamm, che è rimasta come la ricordavo 20 anni fa, piena di negozi economici e luccicanti e di bancarelle di prodotti locali a basso costo (the e caffè €1, currywurst con pane e senape €1,20). Poi sono andata nella Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche, ossia la chiesa anni '60 costituita da un parallelepipedo a base ottagonale e coperto di piccoli quadrati di vetro verde, che è separato dal sul "campanile" (idem, ma più stretto ed alto) dai resti dell'originale Kaiser-Wilhelm-Kirche, distrutta durante la guerra. Non ci sono tornata per turismo (c'ero stata nel 1991) ma perché durante il culto luterano serale hanno eseguito la cantata BWV86. Ascoltando e vedendo il Bach-chor ed il Bach-Collegium ho capito molte cose, anche di H. Rilling che dopo aver diretto la versione berlinese ha fondato il Bach-Collegium-Stuttgart. Tanto per cominciare il coro è composto da 80 persone. E per concludere, perché non è questo il luogo, eseguono una cantata ogni 15 gg. e sempre durante il culto.

La città, merito di un pallido raggio di sole vespertino, sembra più allegra, ma il merito è dell'invasione di Bavaresi per la partita finale della coppa di Germania (o qualcosa di simile): Bayern Monaco contro l'Hertha (squadra che riunisce un po' di team dell'Est, se ho capito bene). Ovviamente ha vinto il Bayern e quindi Berlino intera è colorata di bianco e azzurro (bandiera della Baviera) e di rosso e bianco (colore della squadra, credo). Ed un folle vestito di rosso si è lanciato (con l'elastico) dal grattacielo più alto di Alexanderplatz. Un po' meno grigio del solito.


VII giorno

Colazione principesca con due chiacchiere con il signore che lavora qui durante il fine settimana. Credo sia il padre del ragazzo degli altri giorni e quindi proprietario del posto, ma sono solo supposizioni. Cavolo, quanti verbi mi mancano in tedesco! Comunque ci siamo capiti lo stesso, dal tempo al calcio, dai viaggi alla provenienza dei prodotti. Ovviamente gli altri ospiti (hanno tutte le stanze piene per questo fine settimana) dormono fino tardi, è domenica, ma un altro ragazzo, viaggiatore solo, si è svegliato presto. Secondo le mie statistiche dovrebbe essere ungherese.


Mattinata dominata dalla messa cattolica. Chiesa di St.Joseph in Weißensee, insomma di periferia, ma molto attiva con tanto di scuola e coro. La messa era trasmessa in diretta via radio, non ho capito se localmente o su rete nazionale. Messa davvero bella. A differenza di Vienna qui cantano davvero tutti. L'organista molto bravo (forse donna) anche se le improvvisazioni sui corali avevano tutti lo stesso stile... Il coro ha eseguito il salmo 150 di C. Franck al posto del salmo, insomma dove andrebbe. Tanti bambini e giovani e parroco simpatico.

Pranzo parco, dopo la colazione colossale, in camera, accompagnato dalla IX di Beethoven in tv (NDR) e pomeriggio al Museo di Storia Naturale (dove lavoro in questi giorni) con Silvia. Serata all'inutile ricerca di una filiare dell'UniCredit-Hypovereinbank in centro (per fortuna dovevano essere diffusissime in tutta Europa ed ho pure una tessera per sconti nei musei di Italia, Germania ed Austria) e poi al concerto nella Sophienkirche, dove abbiamo ascoltato tre cantate di Bach. Il concerto era per beneficenza, ma mi sono trovata senza soldi in esubero non avendo trovato la banca... Gli esecutori erano ragazzi della locale Hochschule diretti da un insegnante. Non male, strumenti antichi, spiegazioni del testo, si sono persi un momento nella BWV 51, ma è veramente difficile!

Chissà perché mi ero fatta l'idea che a Berlino si ascoltassero solamente opere e grande musica sinfonica. Ritrovarvi Bach è stata una piacevole sorpresa! L'architettura delle chiese è invece assai deludente: tutte uguali, in mattoni rosso scuro esternamente e bianche all'interno, tutte di fine ottocento. Tolto il duomo, che è un falso barocco della stessa epoca, e la GedächtnisKirche che è tipicamente degli anno '60, non ho visto altro. Sia per le chiese protestanti sia per quelle cattoliche. L'edificio più bello di Berlino, esternamente, è forse la nuova sinagoga!

Saturday, May 1, 2010

ultimi aggiornamenti

Mi sono resa conto che presa nella quotidinità, tra lavoro, casa, amici e cultura, non ho tenuto molto aggiornato il blog. Perché ora? Sia perché ci sono vari fatti da raccontare, sia perché sono in partenza per 15 gg. a Berlino, sperando al ritorno di avere altre esperienze da narrare e qualche foto da postare.

Novità sul lavoro. Concorso per posto da professore ordinario con seminari-lezioni pubbliche dei 3 candidati, alla fine ha vinto il mio boss, come si sperava per evitare scombussolamenti ed anche com'era prevedibile, nonostante le sue cariche al museo di storia naturale e all'accademia della scienza gli portino via l'80% del tempo. Pazienza! I dottorandi dovranno trovarsi qualcun altro che li segua, e forse è anche meglio se cercano qualcuno esperto nei rispettivi settori di ricerca. I dottorandi si susseguono, nel senso che per qualcuno che termina e saluta, qualcuno arriva. Certo che non faccio a tempo ad affezionarmi alle persone che se ne vanno!

Novità musicali. Ho trovato un'altra chiesa dove esercitarmi. La cassa dell'organo è molto bella ma non si può dire che lo strumento sia al top, comunque è sempre un'emozione suonarlo e soprattutto è infinitamente migliore delle carrette con cui avevo a che fare al mio paese. Se non altro è a canne, che è già un vantaggio, in cantoria, ben protetta da una fitta grata, e poi è elettro-pneumatico, il che dà una sensazione strana per chi, come me, non c'è abituato. Sono entrata nel coro della chiesa luterana e mi sto divertendo molto, sia perché il metodo usato è lo stesso del migliore insegnante di canto che abbia mai avuto, ossia partendo dalla fisicità della voce, sia perché il repertorio è quanto ho sempre sognato (non Bach, ma almeno corali in tedesco o messe in latino antiche o moderne). Infine è un'occasione per fare esercizio con il tedesco.

Novità culturali. Settimana dedicata a Jean Guillou per i suoi 80 anni. Concerto inaugurale con associata preghiera di compieta e proiezione di immagini e con musiche da lui composte o improvvisate. Esperienza interessante, inquitante notare come sia ancora tecnicamente sublime nonostante l'età, ma nel complesso è stata una riduttiva esibizione di agilità. Mi ha fatto venire nostalgia per le bellissime "interpretazioni" del mio maestro, da cui non ho imparato quando avrei dovuto per mia "durezza di comprendonio", F. Finotti, che è stato anche ex-allievo di J. Guillou, in cui la tecnica era il mezzo e non il fine ed in cui i pezzi parlavano dicendo sempre cose nuove ed interessanti, come se si stesse amabilmente conversando con il compositore che volta per volta illustra le sue opere. Questo è essere musicisti!


Altre grosse novità o che valgano la pena di essere qui annotate non ce ne sono. La solitudine pesa ma dopottutto è una mia scelta e non posso lamentarmi troppo. Al ritorno da Berlino devo assolutamente comprarmi una tastiera per poter avere un contatto più costante con la musica, sia per la tecnica, sia come consolazione-antistress

Tuesday, April 20, 2010

la vendetta dei geologi

Poiché i geologi non vengono considerati, almeno in Italia, se non quando succede una catastrofe, un vulcano islandese ha deciso di dare man forte alla categoria bloccando a terra migliai di aerei in tutto Europa. Ora, però, la vendetta ci si sta ritorcendo contro, perché anche i geologi sono rimasti "a piedi"... Per contribuire alla conoscenza del fenomeno, segue la traduzione di un'intervista ad un esperto del settore.


dal blog dell'AGU (american geophysical union), sessione sui rischi geologici, previsione attività vulcanica: Anche se siamo piuttosto bravi nel prevedere quando un'eruzione vulcanica iniziera', non siamo cosi' bravi nel dire quando finirà

Una curiosa conseguenza della nube di cenere eruttata da un vulcano Islandese che tiene a terra gli aerei di mezza Europa: gli scienziati partecipanti ad una conferenza di vulcanologia a Parigi sono temporaneamente bloccati lì. Qui, il blog dell'AGU sui Georischi ha raggiunto telefonicamente John Eichelberg, coordinatore del Programma Rischio Vulcanico dell'USGS (U.S. Geological Survey, che non è la società del servizio geologico... help! non so come tradurlo!), membro AGU, che ha risposto alle nostre domande su come i vulcanologi ed i meteorologi collaborano per prevedere l'attività vulcanica, la diffusione della nube di ceneri e per prevenire possibili incidenti.

- I miei colleghi ed io siamo bloccati qui a causa della cenere, questo suona un po' ironico - dice Eichelberg alla blogger AGU Maria-Josè Vinas per telefono. - Un membro del comitato viene dall'Islanda, così diciamo che ci ha mandato un regalo: un pezzo della sua patria da gustare qui.-

Giusto per la cronaca, a proposito dell'emergenza cenere: il vulcano islandese Eyjafjallajökull, che ha iniziato ad eruttare il 20 marzo, mercoledì scorso ha sputato un'enorme nuvola di cenere che i venti hanno trasportato su nord e centro Europa. L'effetto sull'aviazione è stato devastante, con la maggior parte dei piu' grandi aeroporti europei costretti a chiudere e migliaia di voli cancellati.

Domanda: Questo e' il più grande disturbo aereo mai avvenuto?
J.E. Probabile, perché questa nube di cenere copre l'Europa. Ma in realtà non si tratta di una grande eruzione: è solo un problema di dove e con che condizioni meteo. In ogni caso, non si tratta di un'eruzione fuori dal comune. Credo che la ragione per cui non abbiamo mai visto un effetto simile sul traffico aereo a tale scale sia  perche' due decenni fa non c'erano così tanti aerei in cielo.
D. Come fanno gli scienziati a prevedere gli effetti di una eruzione vulcanica?
J.E. Quando avviene un'eruzione, la controlliamo dalla rete di terra e se non ce n'è alcuna  la controlliamo dai satelliti: i satelliti meteorologici possono rilevare il calore. Inoltre, stranamente, le nubi eruttive sono molto fredde se si innalzano parecchio. Quindi sia aree calde sia aree fredde sono segnali di una eruzione. A questo punto diventa più un problema meteorologico: e' il servizio meteorologico che può prevedere dove andra' la nube di cenere. Di solito anche gli osservatori vulcanici possono modellare la diffusione delle ceneri, così gli aeroporti possono sapere dove la cenere andra' e dirottare o cancellare i voli, o chiudere gli aeroporti se necessario.
D. Quanto accurati sono i modelli di previsione della dispersione della nube di cenere? Ora sembra che gli aeroporti europei sentiranno l'influenza della nuvola per qualche giorno in più, ma gli scienziazi non sanno quando finira'.
J.E. Anche se siamo piuttosto bravi a dire quando un'eruzione inizierà, non siamo così bravi nel prevedere quando finirà. Si puo' solo guardare la storia del vulcano, come si è comportato in precedenza. Nel caso di questo vulcano, l'ultima volta che ha eruttato è rimasto attivo per piu' di un anno. Un altro fattore è come soffia il vento: anche se Eyjafjallajökull sta eruttando, se il vento viene da sud non ha particolare effetto sull'Europa. Ora il vento soffia la cenere verso l'Europa e si sta muovendo lentamente: staziona lì. C'e' esattamente lo stesso problema nel nord Pacifico, in realtà e' anche peggio perché c'è una linea intera di vulcani esplosivi (N.d.E. nel senso di tipo di eruzione), tutti sulla traiettoria dal Giappone all'Alaska, e dal 2008 ci sono state parecchie importanti eruzioni che hanno disturbato gli aerei.
D. Perche' la cenere vulcanica è pericolosa per gli aerei?
J.E. Il problema è che di solito la cenere vulcanica è fatta di piccoli pezzi di vetro e  minerali. Quando viene risucchiata nei motori degli aerei, la temperatura è superiore al punto di fusione o di "ammorbidimento" (deformazione) della cenere, che può ricoprire le pale delle turbine e causare la rottura dei motori. La cenere vulcanica è anche molto abrasiva, la cenere danneggia il motore, può danneggiare il parabrezza, in modo tale da impedire la visuale ai piloti e può causare la rottura di alcuni strumenti che controllano il volo. Ma la preoccupazione maggiore è il danneggiamento dei motori. Ci sono parecchi casi in cui tutti i motori di un aereo sono partiti e, come sa, i Boing 747 non planano molto bene. Nella maggior parte dei casi è stato possibile far ripartire almeno un paio di motori, così gli aerei non sono caduti, ma può immaginare quanto ci siano andati vicini. Un problema ulteriore è che al momento non sappiamo esattamente quanta cenere è necessaria per rompere il motore, di conseguenza la politica è di evitare la cenere del tutto.
D. Nel campo atmosferico, cos'è necessario migliorare per poter prevedere il comportamento della nube di cenere?
J.S. Parecchie ricerche si stanno muovendo in questa direzione. Oltre agli osservatori vulcanici, c'è un sistema di centri di monitoraggio della cenere vulcanica sparsi per il mondo i quali sono controllati dalle organizzazioni meteorologiche locali. Lo sforzo maggiore ora è concentrato sul miglioramento della previsione di dove vanno le ceneri: dobbiamo capire meglio qual è l'altitudine della cenere, perché il vento soffia in direzioni diverse ad altezze diverse. E poi dobbiamo sviluppare modelli migliori per la dispersione graduale, perché diventa più fluida col tempo e la caduta, ossia quando impiega la cenere per ricadere a terra. Inoltre, si spera di poter dare nel caso qualche indicazione ai costruttori di motori su quanta cenere può essere sopportata. Ma credo che gli aerei non sopporteranno mai troppa cenere, perche' i motori sono tremendamente costosi e troppe vite sono in gioco, quindi è meglio essere prudenti in questi casi.
D. La settimana prossima parteciperà ad un incontro a Capitol Hill che valuterà i miglioramenti nella previsione dell'attività vulcanica negli ultimi 30 anni. Quali sono stati i miglioramenti e cosa resta da migliorare?
J.E. Ci sono stati enormi miglioramenti, per esempio i computer ora rendono possibile maneggiare e processare immediatamente un sacco di informazioni sismiche. Quando il magma risale o erutta causa parecchi leggeri terremoti, che noi possiamo rilevare. Un campo di studi totalmente nuovo è la deformazione crostale: i vulcani si gonfiano prima di un'eruzione e questo ci dà informazioni su dov'è il magma e quant'è. Possiamo misurarlo con il GPS.  Ancora, i satelliti radar sono diventati molto più sofisticati ed ora possono misurare quanta cenere vulcanica c'è nelle nuvole. Grazie a questi avanzamenti, abbiamo una migliore comprensione di come si comportano simili vulcani. Quindi adesso sappiamo cosa aspettarci. La necessità maggiore è coprire tutti i vulcani maggiori con una rete di monitoraggio di terra, così da non essere colti di sorpresa. Le immagini satellitari ci sono utili soltanto dopo che l'eruzione è iniziata. Con tutti questi aerei nei cieli dobbiamo essere in grado di saperlo prima, o almeno di dirlo alle compagnie aeree entro 5 minuti dall'inizio dell'eruzione, che è quanto impiega la centere per raggiungere 30-40000 piedi, dove gli aerei volano.
D. Grazie per l'intervista. Buona fortuna per il ritorno negli USA!
J.E.: Grazie. In realtà, Parigi e' un bel posto dove rimanere bloccati.

Maria-José Viñas, AGU science writer

Saturday, April 10, 2010

Italia

Sabato Santo l'attesa è terminata e con un simpatico aereo ad elica finalmente sono tornata al mio paesino ai piedi dei Colli Euganei. Sin da subito i miei mi hanno accolto festevolemente! Sin da subito ho iniziato la dieta ad ingrasso... ma tra che effettivamente in questo mese ero dimagrita, tra che è impossibile dire di no alla fantastica cucina della mamma ed al vino di casa... Quanto mi sono mancati pizza e pane fatti in casa, dolci (crostata di frutta, cassatelle siciliane, pane dolce con l'uovo per Pasqua), verdure cotte, minestroni veri, pesce fresco e via dicendo.


Il giorno di Pasqua, per fortuna, il mio parroco non aveva cori che gli accompagnassero la messa serale, così mi sono sfogata, portando una ventata di "viennesità" nella sonnacchiosa Montegrotto: canti presi con tempi allegri (è Pasqua!!! la Quaresima è terminata, almeno liturgicamente), registri squillanti, trilli, ance etc. Senza dimenticare la tradizione, introducendo, almeno come melodia, la sequanze del Victime Paschali, che purtroppo non viene più cantata da noi, ma nella trasformazione "luterana" (Christ lag in Todesbanden). Messa solenne, con cantore e ben 3 sacerdoti. Lusso pasquale!

Il resto della settimana è volato nelle faccende di "casa", non pulizie o simili, ma sistemazione del pc dei miei, recupero pratica al pianoforte ed all'organo, preparare il cambio di stagione con i bagagli, cercare le cose che mancavano, andare a trovare per salutare gli amici ed i colleghi, etc. La prima "delusione" (o meglio, disillusione) italiana mi è arrivata dalle Ferrovie: il treno che avevo programmato di prendere per andare a Padova è stato soppresso! Per fortuna nel frattempo avevo deciso di prendere il treno prima...

La seconda "delusione" è stata maggiore, perché il personale di terra dell'aeroporto di Venezia ha deciso di scioperare, probabilmente a ragione ma proprio quando pensavo di tornare a Vienna. Per puro caso ho sentito la notizia dello sciopero dal Tg regionale, ma non ve n'era traccia su internet. Sciopero poi confermato da una telefonata all'aeroporto. Che fare? Telefonata ed e-mail alla compagnia aerea (la seria Austrian Airlines) hanno risolto il problema: volo prenotato cancellato ma possibilità di viaggiare con il volo precendente o posteriore. Ho preferito il precedente per non perdere la giornata lavorativa a Vienna, anche se questo ha comportato la sveglia alle 4 di mattina di tutta la famiglia perché... non c'erano mezzi (treno e/o bus) per raggiungere in tempo l'aeroporto.

Dopo la sorpresa di incontrare sull'aereo un mio ex-insegnante di solfeggio e carismatico direttore di coro, l'accoglienza a Vienna è stata solare, in tutti i sensi. Bel tempo, valigia consegnata in meno di 5 minuti, treno dopo circa un quarto d'ora, coincidenza perfetta con la metro ed all'università una collega ha voluto festeggiare il mio compleanno con un'energetica torta al cioccolato! Dopo una giornata lunga ed intensa le ultime provviste dall'Italia, inaffiate dall'ultimo vino dei colli, e l'aggiornamento al blog sono una degna conclusione. L'Italia in questa breve visita si è confermata quella degli stereotipi, ahimè: ottima cucina ma servizi carenti. Qui mancano gli affetti, l'allarme antincendio della residenza è troppo sensibile, la burocrazia è tremenda, non mancano i difetti, ma l'efficienza è un punto a vantaggio degli austriaci.

Saturday, April 3, 2010

Karwoche

Karwoche - Settimana Santa. Sono rimasta qui, rimandando alla sera di Pasqua il ritorno alla terra natia per risparmiare con un volo economico e per non consumare troppi giorni di ferie dal lavoro. All'università siamo rimasti letteralmente in quattro gatti, con tre quarti delle persone in escursione in Sud Africa: io, un ricercatore, due dottorandi che abitano troppo distante per tornare a casa per pochi giorni (uno Etiopia, uno estremo oriente) ed una neo-dottoressa che doveva terminare delle cose. Una pace incredibile! Tranne il giorno dedicato alla macinazione dei campioni: in pratica riduzione in polevere fine come la farina di blocchi di pietra di interesse scientifico. Non entro nei dettagli, nè dell'analisi, nè dei campioni in se, basta sapere che la prima fase non è supportata da macchinari, ma bisogna spaccare con un martello o un mazza i campioni... ed il basalto è molto duro, come le ultramiloniti di cui ho avuto esperienza in passata. Tra parentesi, sono rimasta notevolmente sorpresa dal laboratorio: da un lato pulizia e tecnologia, dall'altro mancanza di oggetti di uso comune (scovolini, spazzole, contenitori, etc.), da un lato campioni radioattivi parzialmente protetti da mattoncini piombati ("non è pericoloso, basta stare a più di 2 m... e non per troppo tempo...") dall'altro regolamenti severi sul'attività nei laboratori. Se aggiungiamo che per le polveri si usano economici (gratuiti) porta-rullini da macchina fotografica mentre per le sezioni sottili (vetrini) si usano costose cassette di legno o di cartone fatte a mano... Non sono stata l'unica a lavorare, però, visto che un professore mi ha risposto tempestivamente dal Brasile inviandomi il materiale richiesto. Il mio boss lavorerà e farà lavorare i dottorandi anche il giorno di Pasqua, ancora impegnati nell'escursione!


Il motivo di questo post era in realtà descrivere due cerimonie religiose cui ho partecipato in questa settimana santa, come al solito esperienze anche musicali. La prima è stata giovedì santo (Gründonnerstag), presso la chiesa luterana. La cerimonia alternava le tradizionali parti del loro culto (simile alla nostra messa) con sezioni dello Stabat Mater di Pergolesi. Nonostante il buonismo (forse eccessivo) della giovane pastora e la bravura degli interpreti, non ho retto più di mezz'ora. Mi stavano rovinando Pergolesi! Ed io che pensavo di piangere alle prime note... Il basso tutto staccato, il tempo perennemente allegro, accompagnamenti da ariette tecniche... le cantanti erano molto brave ma il solerte direttore vanificava la loro espressione contrita. Compositore italiano non significa necessariamente opera buffa, anche se proprio Pergolesi ne è stato il padre con il suo intermezzo La Serva Padrona. Lo Stabat Mater gli è scaturito sul letto di morte o quasi, a soli 26 anni, per tisi, rinchiuso in un convento-sanatorio! La composizione è talmente toccante che Bach stesso l'ha trascritta e "tradotta" con il salmo 51 "Tilge, Höchster, meine Sünden", ce ne siamo dimenticati?

Per il venerdì santo, invece, cerimonia cattolica presso la chiesa di St. Peter, in centro. Normale messa del venerdì santo, con adorazione della croce, ma al posto della tradizionale lettura della Passione, questa è stata sostuita dalla versione a cappella della Johannes Passion di H. Schütz (noto anche come Sagittarius). La chiesa barocca, le parole di Giovanni e le armonie che risuonavano, il gregoriano del resto della messa, il canto corale di O Haupt voll Blut und Wunden... davvero commovente. Anche in questo caso, però, non ho retto fino alla fine... dopo un'ora e mezza erano solamente all'inizio dell'adorazione della croce e si poteva prevedere una lunga processione, ripetuta poi per la comunione. La mia concentrazione non è capace di sforzi così prolungati (soprattutto di comprensione del tedesco, tanto che ogni tanto leggevo la versione in latino "liturgico" riportata sul libretto del giorno). Ho poi recuperato la sera, (ri)ascoltando la JohannesPassion di Bach ed altri brani del periodo.

Una Quaresima insolita questa, che mi ha visto emigrare all'estero per lavoro e non suonare alle messe. Molto estraniante, come il Natale di San Francisco. L'assenza anche temporanea delle nostre abitudini ci fa perdere anche il senso del tempo. Speriamo di trovare nuove abitudini anche qui per ancorare alla realtà questa esperienza e non lasciarla nel pur piacevole mondo dei sogni.