Saturday, June 19, 2010

Kebab for Breakfast

Questo è il titolo italiano di una serie televisiva tedesca ambientata a NeuKölln (periferia sud di Berlino) il cui titolo originale è Türkisch für Anfänger (Turco per principianti). Visto che ho trascorso due settimane settimane a maggio a Berlino, che la settimana prossima ci torno e che recentemente mi sono ri-guardata tutte le tre stagioni grazie a You Tube, metto per iscritto cosa ne penso.
 
L'intera trama si può riassumere in poche righe. Una tedesca di mezza età, Doris, separata con due figli adolescenti, psicoterapeuta perché non ha mai risolto i conflitti con il padre e l'invidia verso la sorella, decide di andare a vivere con il suo compagno Metin, un turco di mezza età, perfettamente integrato, poliziotto, vedovo, con due figli adolescenti. La figlia maggiore di lei, Lena, alla fine s'innamora e resta incinta del figlio maggiore di lui, Cem, e rinuncia alla sua carriera per la famiglia mentre lui, un inetto opportunista, riesce a farsi ammettere in polizia. La figlia minore di lui, Yagmur, osservante musulmana, alla fine si sposa con il migliore amico del fratello, Costa, un greco con manie imprenditoriali ma che sa essere molto romantico.
 
Non ho capito perché nella versione italiana non abbiamo semplicemente tradotto il titolo ma inventato uno nuovo. Ammetto che l'idea del kebab a colazione è simpatica perché i tedeschi usano mangiare pane ed affettati anche al mattino presto ed i negozi di kebab, i migliori che abbia mai mangiato ed anche i più economici, sono aperti a Berlino sin dall'alba... ma così molte battute perdono di significato, come quando all'inizio Cem spiega a Lena che dovrebbe andare in giro vestita in modo meno provocante esordendo "Turco per principianti, lezione 1" e lei gli risponde con un "Tedesco per principianti, lezione 1" con un panegirico sull'indipendenza delle donne tedesche. Idem per i titoli dei singoli episodi, nati come video di Lena prima per l'amica in vacanza-studio in USA poi per il padre in Amazzonia.
 
L'idea è geniale: integrazione e pregiudizio razziale, i problemi di ogni immigrato e paese ospite, vissuti all'interno di una famiglia allargata di nuova generazione. La realizzazione parte bene e poi degenera in vicende sentimentali di un'adolescente, per fortuna i tedeschi hanno avuto il buon senso di chiuderla alla III stagione e non farne una soap opera (come per esempio gli americani con Settimo Cielo). Veniamo ai personaggi principali. Doris non accetta d'invecchiare e scopre il fallimento della sua educazione aperta, dovuta ad un'infanzia con un padre eccessivamente autoritario ed il confronto con una sorella più dotata fisicamente (ma non sentimentalmente). Il primo marito è veramente affascinante ma trovare un adorabile uomo come Metin è stata la sua salvezza. Metin è un uomo buono, innamorato della sua famiglia e del suo lavoro, con altissimo senso del dovere e grande umanità. Davvero raro... forse troppo idealizzato. 
 
Lena è il frutto di una educazione troppo libera, incapace di decidere e di maturare. Per lei il sesso non è il coronamento di un amore ma solo una cosa da fare entro una certa data ed in risposta agli impulsi ormonali. Le va bene che la prima volta è con un vero amico (lo sfortunato ma più maturo Axel) e non con uno che la sfrutta! Per imprudenza resta incinta del fratellastro ma senza riuscire ad affrontare con lui i problemi di una vita di coppia. Non si sposano nel telefilm, ma se lo facessero (per il bene del figlio) non durerebbero sicuramente. Lena non ha le idee chiare nemmeno sul lavoro o sulla scuola, arriva alla maturità con ottimi voti ma copiando spudoratamente in alcune materie, più presa dalle sue vicende sentimentali e familiari che da vero interesse per quanto studia, poi si iscrive all'università (ingegneria meccanica) solo per far contenta la madre (che sotto sotto è bacchettona anche più delle madri autoritarie) ma fallisce pienamente senza avere il coraggio di dirlo ai suoi, prova la carriera di giornalista ma non ha né il fegato per affrontare la cronaca né l'umiltà di scendere a compromessi, rinuncia a lavorare per la famiglia e per la gioia del compagno, ma se ne pentirà presto non sentendosi realizzata. Insomma, un'eterna immatura.
 
Cem è il re degli immaturi. Non s'impegna a scuola nemmeno tanto da prendere il diploma, gli piacciono i soldi facili e l'immagine da bullo. Entra in polizia grazie ad un ravvedimento improvviso e alla raccomandazione del padre ma non farà mai carriera. Non sa impegnarsi in nulla, nemmeno nelle relazioni sentimentali. Ha idee antiquate sulla concezione della donna e non sa cosa sia il rispetto per il prossimo, soprattutto se quel prossimo non gli interessa per qualche motivo. Non sa cosa sia la moderazione. Un vero disastro. Irresponsabile fino in fondo è la causa della gravidanza indesiderata. La relazione con Ulla, sensibile figlia di un Pastore protestante, evidentemente non gli ha insegnato niente ma gli ha dato solo la possibilità di sfogarsi e di far ingelosire Lena.
 
Costa è un ragazzo che fa il bullo e lo schiavetto di Cem solamente per sentirsi accettato. Ha ricevuto una buona educazione ed è intelligente, ma la balbuzie lo rende insicuro e bisognoso di un capo. E' molto sensibile e romantico, tanto da riuscire a vincere i pregiudizi e la stretta cultura religiosa di Yagmur. Le sue manie imprenditoriali troveranno sfogo nella sartoria, per cui scopre di essere portato grazie alla nonna di Cem. Yagmur è una ragazzina testarda con la testa farcite di credenze e superstizioni religiose. La sua non è vera fede ma paura di uscire dalla tradizione. A contatto (o meglio a contrasto) con l'eccessiva libertà tedesca (specialmente a Berlino dopo la caduta del muro), cresce e trova un modo per non dover rinunciare né alle proprie convinzioni né alla vita delle sue coetanee. La sua unione con Costa sembra più duratura di quella del fratello con la sorellastra perché basata sul dialogo ed il rispetto reciproco, entrambi hanno modo di realizzarsi professionalmente e non si mettono fretta per raggiungere l'intimità di una coppia. Peccato che l'esempio positivo sia relegato ad un secondo piano, per dare spazio al ritratto imperante degli adolescenti e giovani irresponsabili che popolano scuole e città.
 
Alla fine l'educazione vecchio stile trionfa... e Doris se ne rende conto troppo tardi. I facili pregiudizi di un'educazione antiquata sono duri a morire ma è meglio avere qualche pregiudizio in più da demolire piuttosto che vagare irresponsabilmente perché non si è avuta alcuna guida! Torna a fagiolo il vecchio adagio "la mia libertà finisce dove inizia quello dell'altro", quindi libertà non significa anarchia ma poter e saper scegliere entro il limite del rispetto per il prossimo.

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