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Tuesday, February 12, 2019

Addio Firenze! (Cit. Gianni Schicchi)

Per puro caso ho ascoltato il Gianni Schicchi alla Volksoper (quindi tradotto in tedesco) per ben due volte e poco dopo sono andata a Firenze per partecipare al Congresso Italiano di Scienze Planetarie. Per questo uso le parole di Gianni come titolo al post. Chissà quando ricapiterà di tornare a Firenze, città che avevo visto da piccola e che stavolta non ho avuto tempo e modo di gustare. Firenze è bellissima, nessun dubbio, ma l'aumento del numero di turisti e di studenti universitari ed il ritardo dell'adeguamento dei trasporti e delle strutture ha reso la città disorganizzata e confusionaria come non mi sarei aspettata da un centro-nord Italia.

Il viaggio di andata da Vienna a Venezia ha avuto un piccolo imprevisto, oltre due ore di ritardo a Tarvisio causa guasto al locomotore. Invece, a sorpresa, il viaggio fino a Firenze è filato liscio ed il treno è letteralmente sfrecciato nelle gallerie  appenniniche ad oltre 270 km orari. Raggiungere la pensione ove alloggiavo è stato più complicato, tanto che ho preferito andare a piedi, attivando il navigatore sullo smartphone. La pensione non era male, curata e comoda, ma tra un'incomprensione e le nuove leggi italiane che mettono a rischio il rimborso da parte di Vienna, tra lo scarso isolamento acustico dalla strada, non posso dire di essermi proprio goduta il soggiorno. Avrei dovuto restare fino al venerdì ora pranzo, ossia fino al termine del convegno, ma hanno annunciato uno sciopero ferroviario nazionale (novità) ed ho preferito rientrare la sera stessa della mia presentazione, per cui dopo il mio orale sono corsa in stazione. Fatica sprecata, 40 minuti di ritardo del frecciargento, quindi più di un'ora al freddo in stazione dopo i varchi, perché non c'è nemmeno una sala d'aspetto. La linea del tram T2 che dovrebbe collegare il nuovo polo universitario con il centro è in fase di test da un anno e le linee autobus circolano a piacimento. Se avessero tenuto il convegno in un paesino sperduto  nella campagna bergamasca sarebbe stato lo stesso, Firenze con le sue bellezze è rimasta un miraggio a km di distanza a piedi o a decine e decine di minuti di attesa di autobus imbottigliati nel traffico.

Minima distanza raggiunta dal Duomo. Ovviamente, cantiere del tram.
Il convegno già dall'annuncio mi era sembrato molto… "italiano", nonostante gli sforzi degli organizzatori per prepararlo al meglio. Scadenza per la presentazione dei contributi prorogata, perché gli Italiani aspettano sempre l'ultimo minuto per inviare qualcosa, e poi il server se ne è mangiati alcuni, costringendo l’organizzatore a chiederne copia nel fine settimana sotto Natale, la ricevuta con tanto di marca da bollo secondo le leggi italiane che in campo burocratico sfiorano il ridicolo, i perenni ritardi nell’iniziare le presentazioni, specialmente al mattino e dopo pranzo, con la gente che arriva quasi a fine sessione e si sofferma a chiacchierare sulla porta, una certa aria di sufficienza verso le presentazioni degli studenti, il monopolio tematico di esponenti di determinate comunità, etc. Tra tutti i partecipanti, poco più di un centinaio, mai tutti presenti contemporaneamente, credo di essere una delle pochissime venuta dall’estero. Avevo sperato, o forse mi ero illusa, di tessere relazioni in grado magari di far fruttare quella famosa ed inutile abilitazione. Invece si finisce per parlare prevalentemente con chi si conosce già. Ciononostante, il bilancio finale non è stato affatto negativo e pur se all'ultimo giorno qualche conoscenza importante s'è fatta, sperando sia l'inizio di fruttuose collaborazioni scientifiche.

Per il pranzo ci si appoggiava alla locale mensa. Non si mangiava male, ma il fatto che le lezioni qui siano già riprese ha reso l’esperienza stressante, a causa della rumorosità degli studenti. Per la cena sociale ci hanno portato a Prato, anche per farci visitare il museo del posto. Nonostante sia una collezione modesta rispetto quella viennese, si tratta di una raccolta di minerali e meteoriti di tutto rispetto, con pezzi molto rari e costosi. La mostra è ben organizzata, interessante e comprensibile anche ad un bambino, con installazioni intuitive pure sulla meccanica celeste. Mi sembra, però, che tutti i testi siano solamente in Italiano, il negozio del museo è minuscolo ed associato alla biglietteria. Non avrei saputo dell'esistenza del museo se non mi ci avessero portato, eppure è il maggiore d'Italia del suo genere. Peccato! Per il nostro paese, come sempre. La cena è stata semplice ma gustosa, senza la famosa fiorentina coll'osso che avei evitato, ma con il celebre pane senza sale e la millefoglie come dolce.

In conclusione, mi dispiace molto per Firenze che avevo forse idealizzato come messa meglio di Roma in tema di ricezione del turista, mi dispiace per la comunità italiana che cade sempre nell'autoreferenziale. Ciononostante, trovo il modo di fare ricerca in Italia eticamente più corretto e con conoscenze più approfondite che all'estero, da alcuni scienziati italiani c'è da imparare. Allo stesso tempo, però, è evidentemente abbiano pochi mezzi. Purtroppo, non sono (ancora) in una posizione da risultare appetibile anche dal loro lato. In ogni caso, l'ennesima visita in Italia che ha rafforzato la mia convinzione a restare all'estero.

Thursday, June 21, 2018

La nostra Roma, sporca e magnifica, pur sempre amata Roma

Lo scorso fine settimana sono stata di nuovo a Roma, dopo almeno una decina d'anni dall'ultima volta (per lavoro), stavolta in compagnia di due colleghe tedesche, nate prima del 1989, una ad est ed una ad ovest del muro.Oltre a fare da "guida" (non conosco Roma così bene) e da interprete (già meglio), ne ho approfittato per rivedere amici e conoscenti che vivono nei dintorni.

L'avventura è partita con il mezzo di trasporto prescelto. Invece di cercare un economico volo Vienna-Fiumicino o un Bratislava-Ciampino, abbiamo preferito il treno notturno Vienna-Roma. Grazie a vantaggiose offerte delle ferrovie austriache (ÖBB), all'andata eravamo in cuccetta (con colazione), al ritorno in vagone letto (lusso!), senza limitazioni sul bagaglio. Nonostante il letto discreto ed il viaggio tranquillo, mi sono svegliata in entrambe le direzioni proprio in prossimità di Padova e del mio paese, come se le vibrazioni delle rotaie mi fossero familiari. Fatto plausibile, visto che per 19 anni ho percorso il tragitto Terme-Padova almeno due volte al giorno.

il foro dal Campidoglio
In tre giorni intensi a Roma abbiamo macinato km su km, abbiamo provato il caos di Termini, i panorami con i rassicuranti pini marittimi al tramonto, il bestiario sudato dell'autobus, preceduto da una lunga attesa senza speranza, la bontà della pizza per strada e dei primi piatti locali, la pigrizia verbale (tutte parole tronche) e la creatività delle offese dei locali, il fiume di turisti, il deserto della periferia burocratica nel fine settimana ed il costante rumore assordante in centro. Pur avendo un tempo relativamente limitato per una città grande e ricca di storia come Roma, abbiamo visto parecchio e soprattutto abbiamo avuto modo di gustarla pure ove i turisti da "mordi e fuggi" non si recano. Di questo devo ringraziare anche un amico di lunga data, che non solo mi ha accontentata mostrandomi l'EUR, ma che ci ha portato tutte a Villa Adriana a Tivoli (una meraviglia!).

Gli incontri. A parte l'amico di cui sopra, conosciuto via email per la passione musicale in comune e con cui mi sono incontrata di persona per la prima volta proprio a Vienna sette-otto anni fa, ho rivisto due compagni di università, entrambi veneti e da qualche anno a Roma per lavoro, e l'insegnante d'organo che mi ha accompagnata al diploma, organista in Vaticano e romano doc. Con sorpresa ho notato che in fondo non siamo cambiati per niente. Fisicamente s'invecchia, con l'esperienza si matura, ma l'impostazione di base è la stessa. Avrei dovuto incontrare anche un cugino che non vedo dall'infanzia, ma purtroppo improvvisi impegni di lavoro hanno fatto saltare l'appuntamento. Peccato! Purtroppo ho perso quasi completamente i contatti con i parenti, sia causa emigrazione, sia causa cancellazione da Facebook (ritenevo assurdo, in ogni caso, sentire zii e cugini tramite like o commenti su un social network). Chissà che si presenti un'altra occasione.
un dicembre di dieci anni fa

Tornando a Roma, le buche sull'asfalto sono veramente un problema. Da turista, si perdona. A Roma non si può tenere il broncio, è troppo bella, solare (anche quando piove), caotica, allegra e malinconica. Credo che la capitale italiana non possa essere differente. Qualche esponente politico del nord che prima la detestava profondamente, da quando vi ci si è trasferito non la cita più come esempio di latrocinio e corruzione. Ha spostato le sue attenzioni sulla capitale europea (sulla città avrebbe pure ragione, ma non la conosce così bene) e su quella tedesca. Per chiudere, le parole pronunciate dal Petronio cinematografico nel film "Quo vadis" del 1951:

"But what of the Rome that has stood for a thousand years?
After all, Divinity, the old Rome, our Rome...dirty and magnificent, but still our beloved Rome...it still stands."
E continuerà ad esistere.