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Monday, June 25, 2018

L'ora legale, il film che ci ritrae

Qualche sera fa sono andata a vedere il film "L'ora legale" di e con Ficarra e Picone, all'interno di un rassegna di cinema italiano al Votivkino a Vienna. Desideravo un po' leggerezza ed ero incuriosita dal trailer. Conosco il duo comico e sapevo che non sarei stata delusa, anche se temevo il classico finale italiano a "tarallucci e vino". Invece, a sorpresa, ho lasciato il cinema con un sorriso amaro. Film divertente, popolare, ma che allo stesso tempo fa riflettere.

Senza svelare il finale, questa la situazione: in una cittadina palermitana alle elezioni comunali per una serie di fortuite coincidenza e di voglia di cambiamento viene come sindaco un professore che sostiene un programma di legalità. A differenza di molti suoi colleghi e predecessori, inizia ad attuare quanto promesso, trasformando la cittadina in un villaggio "svizzero" ma inimicandosi l'intero paese che prima l'aveva sostenuto. Come finirà?

C'è chi ci ha visto un sostegno nascosto a questa o quella forza politica, in realtà le citazioni sono numerose ma senza fare chiaramente campagna elettorale. Ho visto il film assieme a due amici "nordici", che con mio stupore hanno commentato che la Sicilia è un mondo a parte e che il film rappresenta la mentalità siciliana. Un momento, no! Mi dispiace non vi si siano rappresentati. Sono nata e cresciuta in Veneto ed il sindaco del mio paese ha avuto gli stessi guai giudiziari di quello rappresentato sullo schermo e la maggioranze dei miei compaesani ha la stessa mentalità opportunistica di quella dell'immaginario comune nel palermitano. Il sistema delle conoscenze, delle raccomandazioni, dell'evasione, del non fare le cose se non c'è una multa, etc. è comune in tutta Italia. A dire la verità, affligge pure taluni austriaci che come i farisei hanno riso della messa alla berlina dell'Italia corrotta e pigra. È pur vero che a causa di una traduzione approssimativa gli spettatori austriaci hanno perso parecchi giochi di parole ed hanno colto solo il lato macchiettistico della vicenda, rafforzando i pregiudizi sugli Italiani.

La conclusione amara è che l'Italia è senza speranza. Ci lamentiamo per come vanno le cose, ma non abbiamo il coraggio di tentare di cambiarle, perché è più facile scaricare la responsabilità ad altri del malfunzionamento del nostro paese. Se qualcuno prova a cambiare in meglio, imponendo delle regole, all'inizio gli andiamo tutti dietro come pecore e poi ci ribelliamo quando ciò implica un impegno a livello personale. Bisogna anche ammettere che non si può fare il politico senza esperienza, l'onestà e le buone intenzioni non bastano. Si viene mangiati e si rischia di fare più danni che altro. 

Non commento i risultati delle ultime elezioni politiche in Italia. Direi che il messaggio del film non sia stato colto. Chi è nel sistema non cambia e chi vuole cambiarlo non sa farlo o viene distrutto. A noi in fondo in fondo va bene così. Questo comportamento da amebe è uno degli aspetti del mio paese che non mi piace. Chi ha avuto coraggio di sbilanciarsi, rischiando di cadere, se n'è andato o si trova isolato a lottare contro gli altri, che per mero amore dell'abitudine (o per invidia) si oppongono fortemente a qualsiasi novità. Un film non cambierà molto, ma se lo guardassimo con un minimo di spirito critico, ci accorgeremmo di vederci allo specchio e di ridere di noi stessi.

Thursday, June 21, 2018

La nostra Roma, sporca e magnifica, pur sempre amata Roma

Lo scorso fine settimana sono stata di nuovo a Roma, dopo almeno una decina d'anni dall'ultima volta (per lavoro), stavolta in compagnia di due colleghe tedesche, nate prima del 1989, una ad est ed una ad ovest del muro.Oltre a fare da "guida" (non conosco Roma così bene) e da interprete (già meglio), ne ho approfittato per rivedere amici e conoscenti che vivono nei dintorni.

L'avventura è partita con il mezzo di trasporto prescelto. Invece di cercare un economico volo Vienna-Fiumicino o un Bratislava-Ciampino, abbiamo preferito il treno notturno Vienna-Roma. Grazie a vantaggiose offerte delle ferrovie austriache (ÖBB), all'andata eravamo in cuccetta (con colazione), al ritorno in vagone letto (lusso!), senza limitazioni sul bagaglio. Nonostante il letto discreto ed il viaggio tranquillo, mi sono svegliata in entrambe le direzioni proprio in prossimità di Padova e del mio paese, come se le vibrazioni delle rotaie mi fossero familiari. Fatto plausibile, visto che per 19 anni ho percorso il tragitto Terme-Padova almeno due volte al giorno.

il foro dal Campidoglio
In tre giorni intensi a Roma abbiamo macinato km su km, abbiamo provato il caos di Termini, i panorami con i rassicuranti pini marittimi al tramonto, il bestiario sudato dell'autobus, preceduto da una lunga attesa senza speranza, la bontà della pizza per strada e dei primi piatti locali, la pigrizia verbale (tutte parole tronche) e la creatività delle offese dei locali, il fiume di turisti, il deserto della periferia burocratica nel fine settimana ed il costante rumore assordante in centro. Pur avendo un tempo relativamente limitato per una città grande e ricca di storia come Roma, abbiamo visto parecchio e soprattutto abbiamo avuto modo di gustarla pure ove i turisti da "mordi e fuggi" non si recano. Di questo devo ringraziare anche un amico di lunga data, che non solo mi ha accontentata mostrandomi l'EUR, ma che ci ha portato tutte a Villa Adriana a Tivoli (una meraviglia!).

Gli incontri. A parte l'amico di cui sopra, conosciuto via email per la passione musicale in comune e con cui mi sono incontrata di persona per la prima volta proprio a Vienna sette-otto anni fa, ho rivisto due compagni di università, entrambi veneti e da qualche anno a Roma per lavoro, e l'insegnante d'organo che mi ha accompagnata al diploma, organista in Vaticano e romano doc. Con sorpresa ho notato che in fondo non siamo cambiati per niente. Fisicamente s'invecchia, con l'esperienza si matura, ma l'impostazione di base è la stessa. Avrei dovuto incontrare anche un cugino che non vedo dall'infanzia, ma purtroppo improvvisi impegni di lavoro hanno fatto saltare l'appuntamento. Peccato! Purtroppo ho perso quasi completamente i contatti con i parenti, sia causa emigrazione, sia causa cancellazione da Facebook (ritenevo assurdo, in ogni caso, sentire zii e cugini tramite like o commenti su un social network). Chissà che si presenti un'altra occasione.
un dicembre di dieci anni fa

Tornando a Roma, le buche sull'asfalto sono veramente un problema. Da turista, si perdona. A Roma non si può tenere il broncio, è troppo bella, solare (anche quando piove), caotica, allegra e malinconica. Credo che la capitale italiana non possa essere differente. Qualche esponente politico del nord che prima la detestava profondamente, da quando vi ci si è trasferito non la cita più come esempio di latrocinio e corruzione. Ha spostato le sue attenzioni sulla capitale europea (sulla città avrebbe pure ragione, ma non la conosce così bene) e su quella tedesca. Per chiudere, le parole pronunciate dal Petronio cinematografico nel film "Quo vadis" del 1951:

"But what of the Rome that has stood for a thousand years?
After all, Divinity, the old Rome, our Rome...dirty and magnificent, but still our beloved Rome...it still stands."
E continuerà ad esistere.