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| una trincea in Altipiano |
Saturday, July 24, 2021
Adieu, Lavarone!
Saturday, May 29, 2021
Il silenzio nella tempesta
"Lange Zeit nicht gesehen" Ossia, non si ci vede da parecchio tempo. Generalmente mi concedo almeno un post al mese su questo blog. Invece per mesi interi nessun segno di vita.
Magari quei due lettori che mi seguono avranno pensato che sia successo qualcosa di grave o che, al contrario, non sia accaduto nulla degno di nota. Né l'uno né l'altro. Sono stata e sono tuttora in una tempesta di emozioni, esaurita dal perdurarsi della situazione, stressata dagli impegni sul lavoro, delusa dal non riuscire a raggiungere determinati obiettivi che mi ero posta, col peso della solitudine e dell'impossibilità di viaggiare, ed oberata dalle videochiamate e dei convegni online, interrotti solo dagli sporadici impegni musicali. Con le attuali riaperture forse c'è la speranza di ricominciare a vedere gli amici ed i familiari, non più col contagocce e solo per una passeggiata, ma resta l'insicurezza, l'impossibilità di fare programmi a lungo termine. Il mio pessimismo alla Cassandra non mi permette di sperare in una definitiva risoluzione del problema ed in un ritorno alle abitudini pre-pandemia. Temo sia solo un'illusione, un contentino per non disperarsi del tutto, un'altra estate in leggerezza prima di un nuovo autunno drammatico.
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| una delle occasioni musicali, una scusa per uscire e "divertirsi" |
La speranza nelle riaperture è solo un'illusione, come dicevo. In Austria vige la regola delle 3 G (geimpft, ossia vaccinati con almeno la prima dose da più di 21 giorni, genesen, ossia guariti dall'infezione da meno di 6 mesi, o getestet, ossia con un tampone da meno di 48h-72h a seconda del tipo di test effettuato). Nel mio caso, non avendo preso la malattia finora (ringraziando il Cielo) e non essendo ancora stata vaccinata (Vienna in questo va un po' a rilento, solo ora ho ricevuto un appuntamento tramite l'azienda in cui lavoro, portando però la possibilità di godere di una certa libertà solo a metà estate) dovrei sottopormi a tampone ogni due giorni per poter andare al ristorante, a teatro o al cinema con gli amici (sempre in numero ridotto). Non è proprio un piacere, quindi mi faccio testare più o meno una volta a settimana per rispetto verso i miei colleghi, ma continuo ad evitare ristoranti e teatri. Un po' anche per non riprenderci gusto e poi soffrire quando ci verranno vietati nuovamente per la nostra sicurezza.
Mi auguro comunque che l'estate porti qualche momento di spensieratezza. Ne abbiamo bisogno tutti. Magari anche qualche evento lieto da condividere qui sul blog. Buona estate!
Sunday, February 14, 2021
Valentine's Day: Vienna and I
For Valentine's Day 2021, I decided to summarize my love story... with Vienna. It might not be so appealing like a relationship between real people, but it is for me equally entertaining.
- Before 1990. I knew Vienna only through the historical Sisi's movies from the 50s. Fascination mixed with resentment, considering the history of Padova during the XIX century and WWI. Anyway, I was still a child.
- Summer 1990. First meeting. The very first impression was of a beautiful, but also old, dusty, gray, and cold city.
- 90s. Another couple of visits and new discoveries, thanks to the Kommissar Rex TV series (dubbed in Italian, obviously).
| Vienna in the mist (or pollution?) from Grinzing |
- 2009. I could have moved to Vienna for a PhD position already in 2005, but at the end I got one in Italy. I had applied for a post-doc in 2008, but I wasn't done with my PhD. Finally, I applied again at the end of 2009, even though for a position quite different from my previous research topic. On 1st January 2010, I received the e-mail with the invitation to accept the position.
- March 2010. I moved to Vienna. The city was much nicer than the one I saw in the 90s. The monuments had been cleaned. However, after some years, everything looked "fake" to me, just for tourists. Underneath the nice facade, there were moldy walls. An atmosphere of hypocrisy. Also in the office, I wasn't particularly satisfied. I made some good friends, but, after 3 yrs, I wanted to move out.
- April 2013. Moved to Brussels for another research position. I didn't like the city from the beginning, the mentality was too "Mediterranean" for the northern climate. Ugly and filthy. But people were honest and nice. My colleagues and the German-speaking church were simply fantastic. However, I realized that I truly loved Vienna and I wanted to go back.
- June 2016. After writing a research proposal for going back to Vienna, having it granted in December 2015, I could move back to Vienna. I was the happiest person in town. I could not only leave Brussels, but also move to the city I loved.
- Since 2016. Glad to be back in Vienna, since 2019 with a permanent position. My love for the city has reached an equilibrium, I see the faults, no place is perfect, I accept its weakness, as much as mine. It remains a nice city, old and grumpy. Will I be sick again of it, desiring to move out? Who knows. It cannot be excluded. For now, I enjoy being here, even during the current pandemic, which has (temporarily?) hampered all the activities I like, such as operas, concerts, dinners with friends and journeys. Despite that, I won't betray you, Vienna, I'm staying.
Sunday, February 7, 2021
Era meglio nel 2019?
- Viaggi: verso i miei, in vacanza con le amiche, sul terreno, per convegni, per collaborazioni scientifiche; in treno, in aereo, in auto ed in camper.
- Convegni in presenza: dall’albergo alle cene al ristorante, dalla sezione poster col bicchiere in mano alle ore di sessioni orali in stanze fredde da aria condizionata; erano occasioni per conoscere altri scienziati, far nascere progetti assieme, confrontarsi su interpretazioni diverse, scambiarsi articoli, etc.
- Concerti, opere e rappresentazioni teatrali: vedere un’opera sullo schermo del portatile in streaming non ha lo stesso effetto che respirare la polvere di un teatro, commentando in diretta con il vicino, percependo con tutto il corpo le vibrazioni trasmesse all'aria dagli strumenti, essere avvolti dal suono, ma anche non vedere in primo piano la faccia del cantante, perché la lontananza (e la miopia) favoriscono l’identificazione col personaggio, mentre le smorfie ed il sudore no.
- No viaggi. Risparmio CO2, vedo i miei più spesso tramite Skype, non devo fare la valigia, dormendo in letti diversi dal mio, rimanendo seduta ore ed ore in treno o, peggio, in uno stretto sedile d’aereo, non sono costretta a pensare ove trovare un bagno e poi usarne uno pubblico, e se sono al volante non devo sorbirmi lo stress del traffico o del brutto tempo.
- No convegni. Niente alito pesante di qualche collega che alza il gomito o scene imbarazzanti che avrei preferito non vedere, non mi devo sforzare di comprendere l’inglese masticato con pronunce diverse da quelle standard, non mi devo vergognare per la mia stessa pronuncia, ho più tempo per parlare con colleghi internazionali selezionati su argomenti specifici in appuntamenti digitali programmati, non vivo lo stress da prenotazioni di hotel e voli facendo quadrare i conti (ossia gli scarsi fondi a disposizione) e da preparazione poster e ppt.
- No teatri. Sono allergica alla polvere, ogni visita in teatro mi causa naso intasato per giorni, non devo stare ore in piedi senza vedere il palco per poter risparmiare sul biglietto, non ci si accapiglia per un posto con un minimo di visibilità, se devo andare in bagno metto in pausa il video, finalmente vedo cosa succede in scena e con i sottotitoli riesco a seguire anche i testi più complessi, infine l’audio in cuffia rende tutte le sfumature che magari in sala si perdono.
Thursday, December 31, 2020
... tutto sommato...
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| da qui |
- Convegno a Padova a febbraio. Sono tornata nella città in cui ho studiato da turista, con una visita guidata alla Specola in una giornata di sole, e da cittadina, rivivendo i luoghi della gioventù ed il pendolarismo tra il mio paese e la città come fatto per 19 anni. Sono stata una settimana in più dalla mia famiglia senza dover prendere ferie. Infine ho rivisto un caro amico romano in una giornata di fuga a Bologna, una città che accoglie sempre e chiunque con un sorriso… ed un fumante piatto di pasta fatta a mano.
- Pubblicazione degli articoli dal progetto, conclusosi nel 2019, che mi ha permesso di tornare a Vienna. Tali pubblicazioni hanno anche rappresentato l’inizio di collaborazioni produttive con colleghi di qui ed in Scozia. Sempre in campo scientifico, sono stata coinvolta nella scrittura di lavori di un paio di due dottorandi, in Italia ed in Austria, nella stesura di un progetto per un dottorato in Italia che è stato finanziato e nella preparazione di un articolo dal lavoro di una mia laureanda.
- Collaborazione con l’Università di Pavia. Era già iniziata l’anno prima, ma quest’anno si è consolidata, portando a scambi non solo di mere nozioni scientifiche, ma anche di rapporti umani. Si è rafforzata anche la collaborazione con l'Università di Camerino ed è iniziato un affascinante progetto storico con L'Università di Firenze. Nemmeno ai tempi di Padova avevo così tanti rapporti con altre università italiane!
- Festa di compleanno virtuale ed in presenza. Ho raggiunto la tappa importante dei 40 anni. Se la data reale del compleanno è caduta durante il primo lockdown e quindi la festa è stata solo virtuale, ma con delle belle sorprese consegnate a casa, in estate ho potuto recuperare di persona con i colleghi d’ufficio, grazie anche ad un compaesano ristoratore.
- Settimana in Trentino e settimana in Burgenland con i miei. Sempre d’estate, ho potuto godere della tradizionale vacanza in montagna in famiglia, tra passeggiate tra i boschi dell’Altipiano e pratica di guida in autostrada. A settembre, poi, siamo andati in camper in Burgenland, ove abbiamo girato in bici fino a stancarci tra colline e vigneti, gustando la cucina locale e scoprendo posti nuovi.
- Convegno in Giappone. Se non ci fosse stata la pandemia, quest’anno non ci sarei andata. I fondi non sono sufficienti a coprire i costi di viaggio e soggiorno, non ne sarebbe valsa la pena per un giorno solo di convegno. Invece, data l’impossibilità di prendere un aereo, il convegno si è svolto online ed ho potuto seguirlo, comodamente da casa, in pigiama (causa differenza di fuso orario, si è svolto tra le 1:20 di notte e le 7 del mattino in Europa).
- Nuove conoscenze ed incarichi musicali. Facebook può essere utile, se non abusato. Mi ha permesso di conoscere un organista italiano, poi emigrato in Germania, che oltre ad un arricchimento culturale mi ha portato un altro contatto ed un posto ove suonare la domenica, incontrando la Vienna austriaca imperiale pre-multiculturalismo.
- L’acquisto di un organo digitale e la ripresa delle lezioni di perfezionamento. Non solo posso dilettarmi ogni giorno, a casa, esercitandomi o anche semplicemente “strimpellando” le musiche eterne di Bach, ma questo regalo mi ha pure permesso di rivedere il mio insegnante senza dover fare ore ed ore di treno.
- Ritorno alla geologia strutturale. Non ho abbandonato il tema di ricerca che mi ha portata all’estero, ma quest'anno ho avuto l’opportunità di tornare ad occuparmi di quegli argomenti che mi hanno entusiasmata negli anni di dottorato. Grazie ad un collega ed amico, sono pure andata sul terreno, cosa che non facevo da anni, apprezzando quell’attività che da studente detestavo.
Saturday, December 19, 2020
USA vs. Japan
+ Kindness, especially in the South. I don’t mean the hypocritical servility of waiters in restaurants, but the kindness of normal people, when you ask for information. Maybe, it is a rare attitude in large cities like New York, but I’ve never got rude answers, when I asked people where I was.
+ A common language, worldwide known and used. They do their best to understand and help you, even if you are not fluent in English.
+ Proud of their mixed (European) origins. Any US citizen would proudly state his/her 1/4 Italian, 1/4 Irish etc. blood.
- Cars. Except for large "European-like" cities, you need a car, or you are stuck somewhere along a 6-lane railroad. Even when a public transportation system is present, it is often seen as mean reserved for poor people.
- Most of the people just speak English. Many of them try hard to learn another language, but they easily give up. In Europe, it is normal being able to speak 2 or more foreign languages (well… not everywhere).
- Arrogance, lack of historical culture, racism. This does not apply to all the Americans, of course, many of them fight against these issues in the society. I am always disappointed by the lack of... 3-4000 yrs philosophy, science, music, architecture, literature, etc., compensated by the arrogance of being the best or the first. You can feel that in any conversation. Btw, Europe is going down in education in the last years...
- Social differences and expensive health system. In Europe, most of the inhabitants belong to the middle class, which is almost completely missing in the USA. Poor peoples, mostly Hispanics or Afro-Americans are socially marginalized and seen with suspicion by the rich (mostly white) portion of the society.
- Tax not included in the shown price in shops. In each state, you need a pocket calculator and a table with the different tax rules.
Japan
+ Culture and traditions. Thousands of years of history, literature, painting, architecture, philosophy, etc.
+ Creativity and cleverness in living with a hostile territory (volcanoes, earthquakes, landslides, floods, tsunamis...), leading for technology and safety.
+ Respect towards other people and the creation. This is related to their culture and religion(s).
+ Rail network and generally public transportation. It is more common seeing overcrowded subway trains (with officers with white gloves gently pushing people to let the door be closed) than traffic jams. Tokyo alone has more inhabitants than the whole Austria. Tokyo-Osaka (ca. 500 km) by train takes as long as Vienna-Graz (200 km).
+ Food (for variety and price). What reached Europe is perhaps 10% of what you can get on place, not to mention the difference in taste.
- English knowledge. Japanese is not easy to be learned, especially in writing, but English is not very common, even in large cities. A lady at the Haneda airport, aiming to show the preparation for the Olympics, indicated a new sign of toilets, written in Japanese, Chinese, and Korean (I guess)... very helpful! I don't like using English as a worldwide unique language, but... it makes life much easier to a lot of people.
- The condition of women in the culture. Wait! I don't mean that women are badly treated, but they do have less career opportunities than men. It is part of their mentality. Most of the women quit studying or working as soon as they marry, and unmarried >30 yrs old women are considered weird.
- Strong honor mentality. This is also in their culture. Mistakes are not easily forgiven. A personal failure leads to suicide or rejection from the family.
- The word "no" doesn't exist (or is very rarely used). It became a recurring joke among European colleagues. We learned that "maybe" corresponds to our very rude "no" or "never".
- Left-hand drive. Like in the UK and in a few other places on the world. I didn't drive in Japan, but I did ride a bike. It is confusing. Luckily, traffic lights and bike lines are everywhere, otherwise it would have been quite dangerous. How do they manage to survive in the USA or even worse in (Southern) Europe? In fact, it was hard to find 5- for Japan, excluding the difference in mentality with Europe. I like this country very much!
Monday, November 30, 2020
The grey month
- 2/11 terroristic attack in the heart of Vienna
- 4/11 and 11/11 Remembrance Day for the end of WWI
- 12/11 one-year anniversary after the "flood" in Venice and 17 years after the terroristic attack against the Italian army in Nasiriyah
- 13/11 5 years after the terroristic attack in Paris, which changed Europe
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| Prato della Valle (Padova) in the fog. |





