Tuesday, October 6, 2009

Anima mundi: week-end a Pisa

Un mio amico compositore, Stefano Torchio, ha vinto il concorso di musica sacra legato al festival Anima Mundi di Pisa ed in occasione della prima assoluta della composizione ha invitato i suoi amici e colleghi ad assistervi. Poiché la settimana prima mi trovavo a Perugia per un corso (post precedente), ho deciso di prolungare di un paio di giorni la mia permanenza fuori casa per partecipare a questa nuova esperienza, limitandomi però ad assistere alla prove generali, dovendo rientrare a casa per domenica.


Il problema maggiore è stato trovare l’alloggio, poiché gli hotel nei dintorni della cattedrale hanno prezzi proibitivi ed erano anche tutti pieni. Presa dalla disperazione ed oramai rassegnata a rinunciare al viaggio, improvvisamente mi è venuta l’illuminazione di cercare una foresteria di un convento. La segretaria del festival mi ha gentilissimamente aiutato, trovando immediatamente un tranquillo collegio di suore francescane con vista sulla celebre Torre. Qui ho goduto di un posto incredibilmente economico (€20 a notte), centralissimo, tranquillo, regolato dalla liturgia delle ore, e delle allegre conversazioni con una suora originaria della provincia di Padova e con le consorelle indiane fan di Frisina. Senza contare che l’odore delle lenzuola e degli asciugamani mi ricordava molto la mia prozia e la casa dei nonni di Padova, tanto da farmi dormire bene come a casa, come non era mai avvenuto in hotel.

La prima sera ho potuto assistere al concerto del Leipzig String Quartet che eseguiva ”Le ultime sette parole del nostro Redentore in croce” op. 51 di Haydn, nella riduzione dell’autore per quartetto d’archi e con testi e commenti letti da Arnoldo Foà. Ingresso gratuito, ma su invito, che la segretaria del festival mi aveva riservato. Mi ha stupito l’organizzazione dell’evento: posti numerati, radio, tv, stampa, “maschere” Non ero mai entrata nella cattedrale e l’organizzazione dell’evento era impeccabile, come inaspettatamente anche l’acustica. Nelle nostre grandi chiese in genere si crea un fastidioso rimbombo, mentre qui, nonostante la cupola e le cinque navate, il suono arrivava limpido e pronto. Il quartetto era sublime, musicalità ed accordo perfetti, suono pulito e vivo, semplicemente fantastico! Nonostante non ami Haydn mi è venuta voglia di trascrivere per organo la composizione e proporla al mio parroco per la settimana santa. Foà grandissimo attore, peccato per i commenti che non erano di mio gradimento... bastava il Vangelo per la drammaticità della situazione e la musica come parafrasi. Purtroppo causa la stanchezza per il viaggio da Perugia (vedi post precedente) e la musica di Haydn non particolarmente originale, non ho resistito oltre le 22 e sono filata a dormire in convento.

dalla mia finestra
Sabato, dopo un giro esplorativo nel centro di Pisa ed un po’ di lavoro al computer, ho raggiunto Stefano e famiglia appena arrivati in auto. Veloce pranzo e poi di corsa in Cattedrale per le prove generali. Era la prima volta che sentivo il brano di Stefano e pure se a pezzi e non eseguito a perfezione (specialmente dal coro che era evidentemente indietro con lo studio di un pezzo distante dal loro abituale repertorio e comunque difficile) mi è piaciuto. A differenza del grandioso oratorio ammiccante al pop di mons. Frisina sul Cantico dei Cantici (in programma nella stessa occasione), nella musica di Stefano non servano spiegazioni aggiuntive per comprendere l’intenzione dell’autore, pur nell’estrema modernità del linguaggio (forse la più d’avanguardia che gli abbia mai sentito). Lui era profondamente deluso dalla bassa qualità della preparazione del coro e soprattutto dal modo in cui venivano snobbati i suoi suggerimenti... in questo non posso che dargli ragione, pur stimando musicalmente Donati e le bellissime voci scelte. Fare musica con l’autore davanti è un privilegio che hanno pochi! Capisco che a volte tra le idee del compositore e la possibilità tecnica di realizzarle passi un oceano, ma i suggerimenti sull’interpretazione sono sempre preziosi ed illuminanti. Incrociamo le dita per domenica sera e sentiremo l’effetto su Radio3 quando sarà trasmesso.

La domenica mattina sono partita presto, attraversando una Pisa addormentata, mentre in convento già fervevano i festeggiamenti per San Francesco, co-fondatore dell’ordine. Mi aspettava un ritorno lungo e noioso, accompagnato dai fedeli ritardi dei treni e dall'attuazione delle correzioni operate da un valente ricercatore con cui ho lavorato, il quale, però, per eccesso di pignoleria e per aver sopravvalutato la mia abilità nello scrivere articoli scientifici (pari a zero punto uno) ha commentato insistentemente (soprattutto verbalmente) il mio lavoro ed ha riscritto anche parti non mie (come il titolo di un progetto approvato qualche anno fa e scritto da un prof. ed un ricercatore) e stravolto alcune frasi, comportandomi lavoro doppio nella riscrittura dell'articolo e frequenti perdite di pazienza. Senza voler sminuire né le sue ottime intenzioni né la sua estrema competenza in materia, non posso che pensare che le modalità della sua correzione non siano  state efficaci al fine della mia crescita in materia. Buona domenica!

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