Tuesday, December 1, 2009

Messa-Concerto

Come ogni anno, l’ultimo sabato di novembre, che cade spesso in corrispondenza della vigilia della prima domenica d’avvento, Stefano Torchio ha scritto ed eseguito delle musiche per la messa di commemorazione del marito di una sua professoressa del Liceo. Negli ultimo quattro anni ha deciso di scrivere per duo, il primo anno per organo e violoncello (in quell’occasione gli feci da registrante-girapagine), poi per organo e violino riservandosi la parte del violino. Per un anno all’organo Alessandro Perin, cui ho fatto da registrante, e poi negli ultimi due anni con me, in seguito alla temporanea assenza di Alessandro per un periodo di studio in Germania. 


La messa concerto si svolge sempre nella chiesa di San Daniele a Padova. Tale chiesa, non molto grande ma decisamente carina per la caratteristica decorazione e per gli affreschi di gusto ottocentesco nostalgico del medioevo, contiene la tomba di Angelo Beolco detto Ruzante, celebre commediografo del ‘500. L’organo in questione meriterebbe un trattato... per quanti organari ci hanno messo mano negli anni passati. Il risultato è un due manuali e pedaliera posto in una bella cassa in cantoria, con la possibilità di suonare lo strumento sia per trazione meccanica dalla consolle a finestra in cantoria, sia per trazione elettro-meccanica (poco raccomandabile per il frastuono delle vecchie elettrocalamite) da una consolle posta ai piedi dell’ambone. Ovviamente Stefano opta sempre per la cantoria, cui si accede da una scala a pantografo che desta sempre la curiosità dei visitatori ed i commenti tipo - vita dura l’organista, vero? -

Le musiche di quest’anno erano quanto mai prima all’avanguardia. Forse inusuali per l’orecchio delle anziane signore della parrocchia ma egualmente piacevoli ed intonate al momento. Stefano ha sempre scritto molto bene, la sua evoluzione di questi ultimi anni, a mio parere, lo ha portato ad uno stile più asciutto ed efficace. Pur nella situazione non ottimale, per lo strumento che avrebbe bisogno di un restauro importante, per il rumore del motore, per la difficoltà di “sentire” l’effetto d’insieme dalla cantoria, per il poco tempo per le prove e per studiare i brani, per me è stato un piacere suonare! Dopo un po’ che si suona assieme si crea un rapporto simbiotico per cui quasi non c’è più bisogno di dire le cose o di un direttore a bilanciare tempi e sonorità (nel caso era Stefano a guidare l’interpretazione).

Ad assistere a questa messa-concerto sono venuti anche alcuni amici, musicisti e non, in particolare Francesca, collega di dottorato, ed il marito, da un anno fedeli sostenitori della musica di Stefano. C’erano anche Enrica, un’amica violoncellista con cui solitamente suono per la chiesa luterana (il vero duo vincente in quanto ad affiatamento musicale, in repertorio Vivaldi, Marcello, Bach - mie trascrizioni - e Rheinberger), Federico, pianista e caporedattore del giornale del Pollini (oltre che abile fotografo) con la morosa (anche lei musicista, violinista) ed Alessio, tenore del Mortalisatis (che per inciso ho temporaneamente lesciato) con la sorella ed un amico. Un bel gruppetto di appassionati di musica dotati di grande pazienza per ascoltare le mie filippiche contro la filologia e monotematiche su J.S. Bach!

La serata si è conclusa con una pizza che verrà ricordata per l’allegria più che per il cibo (comunque dignitoso) e per il coretto stonatissimo che ha “intonato” (verba errato, in questo caso) tanti auguri a te per una festa di compleanno in contemporanea. Dopo della bella musica sentire quello strazio... veniva voglia di dar loro una lezione. Ho proposto di arrnagiare almeno un corale a 5 voci... ma nessuno mi ha ascoltata, giustamente!!!

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