Tuesday, July 7, 2009

Concerto a Lucca

Prima uscita con il coro fuori dal Triveneto con conseguente pernottamento. Perché Lucca? Perché il direttore del Mortalisatis (prima di toccarvi... per chi non lo sapesse il nome non porta male, significa “sufficiente per un mortale”, per dettagli sulla storia www.coromortalisatis.it) quest’anno ha avuto una supplenza proprio a Lucca... da cosa nasce cose... ospitata quanto mai gradita!


La preparazione è durata mesi, con almeno due prove a settimana, ore di studio domestico (sempre troppo poche), rimproveri da parte del maestro per le assenze, la mancanza di puntualità, la poca pazienza e rispetto verso gli altri coristi e la poca elasticità nel seguire il suo gesto. Per testare il programma si è fatto un suggestivo concerto a Maserà, sede del coro, in un’antica pieve. Il concerto-prova non è andato benissimo, forse per la tensione tra coristi... stonature, calate ed uscite dal tempo sono state frequenti... per fortuna il programma era in gran parte novecentesco e quasi nessuno del pubblico (65 persone circa) s’è accorto delle sbavature. La partenza è stata funestata anche da un evento luttuoso che ha colpito una corsta. Ahimé, quest’anno i lutti attorno al coro si sono succeduti anche troppo frequentemente! La musica è una buona medicina o almeno il cantare assieme fa sentire la vicinanza e l’unità dell’intero gruppo. 

Sabato siamo partiti in pullman. Dopo 4h di viaggio siamo giunti, non senza qualche difficoltà, all’albergo, immerso nelle colline della Versilia. Rapido spuntino, distribuzione delle camere e cambio d’abito, poi di corsa in città per la prova. La chiesa scelta per il concerto è dedicata a San Paolino, patrono di Lucca. Chiesa molto bella con un riverbero che impreziosisce la musica sacra. Il pubblico era abbastnza numeroso per la stagione e l’occasione ed a parte un impercettibile sfasamento ritmico in un brano e qualche incertezza nel bis (non provato), il caldo assurdo dei fari ed il rumore lontano di un bar vicino, il concerto è stato magnifico! E’ molto piaciuto al pubblico perché un repertorio di difficile ascolto (prevalentemente novecentesco-contemporaneo) ed anche perché in una serata speciale il coro ha recuperato la propria essenza polifonica e grande comunicativa! 


Al concerto è seguito un buffet che merita menzione per l’abbondanza, la varietà e la bontà dei prodotti toscani elaborati dalle donne del posto. Come ringraziamento s’è cantata una rielaborazione di un canto popolare che è stato molto gradito, forse anche perché con armonie tipicamente “da coro di montagna” non così diffuse in Toscana. Rientro in albergo e meritato riposo. Al mattino dei domenica ho fatto una passeggiata rigenerante tra le strade della contrada ammirando il verde che ha reso famoso il luogo in tutto il mondo. Dopo la colazione e la preparazione delle valige, siamo tornati in città in pullman, con meta la chiesa di San Michele per l’animazione della messa. Al termine, aperitivo e saluto con il direttore della Polifonica Lucchese e fautore del gemellaggio, pranzo luculliano sulle mura della città, saluto ad una corista di lunga data che torna nella natia Sardegna ed ampio giro digestivo-culturale per visitare il centro di Lucca. 

Lucca è una città davvero bella, pulita, pedonale, ricca di chiese e di opere d’arte! Non mancano gli spazi verdi, anche nei posti più impensati (c’è un giardino pensile sulla torre più alta della città). Se posso trovarvi un neo, da organista... le numerose chiese sono tutte dotate di magnifici strumenti storici dall’architettura stupefacente (anche se credo che in molti casi di storica sia rimasta solo la cassa) ma immancabilmente muti, sostituiti indegnamente da strumenti elettronici pur se nuovi e di buona qualità!

Ritorno in serata dopo un lungo tratto di coda in autostrada, una lunga tappa prima di poter risolvere uns diffusa “emergenza idraulica” ed una lunga traversata degli Appennini. Come sempre si ritorna pieni di ricordi piacevoli e di stanchezza, ma credo che questo viaggio sia stato utile al coro per ritornare alle origini, per recuperare un’intimità musicale che aveva un po’ perso durante quest’ultimo anno a causa forse della varietà di repertorio affrontato anche con l’accompagnato di strumenti vari ed orchestre ed a causa degli assestamenti interni con nuovi arrivi e partenze.

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