Monday, August 3, 2009

Vacanza nell'Est Europa

Finalmente una settimana di vacanza nel vero senso della parola, lontana dalla civiltà (niente connessione internet o altri impicci elettronici) e dal lavoro (il computer a casa). Meta la Polonia per un brevissimo giro nel Sud ed un tuffo nella storia. Abbiamo attraversato in camper prima l’Austria, poi un pezzettino di Germania, poi nuovamente l’Austria, infine tutta la Slovacchia ed uno spuntone di Rep. Ceca prima di giungere in Polonia.


Prima veloce tappa a Berchtesgaden. Questo nome ai più non dirà nulla... si tratta di una celebre località turistica bavarese scelta da Hitler per farvi il suo rifugio. Qui trascorse un terzo della sua dittatura, ospità i grandi del tempo (Mussolini compreso) e diede gli ordini d’invasioni e stermini che hanno modificato per sempre l’Europa. Come località turistica, a parte la bellezza dei campi da golf in quota, preferisco di gran lunga le mete italiane. Le Dolomiti sono uniche ma anche qualunque vallata del Trentino Alto-Adige batterebbe simili panorami. Dopo una bella salita a piedi siamo arrivati ad Obersalzberg, luogo di partenza per il famigerato Nido dell’Aquila e sede del centro di documentazione sull’intero Terzo Reich. Purtroppo il museo era già chiuso quando siamo arrivati (ultima visita alle 16!). Il Nido o quel poco che è rimasto si può ammirare anche dal basso. Le rovine sono state trasformate in un ristorante panoramico. E’ da non credersi, gli Anglo-americani sono riusciti a bombardarlo, purtroppo quando l’occupante principale non c’era, ma in compenso sono riusciti a mancare altri obiettivi ben più grandi e visibili!!!

Seconda tappa il campo di concentramento di Auschwitz, presso il paese polacco di Oswiecim. E’ impressionante quanto il complesso sia vasto e quando il solo Auschwitz II -Birkenau sia grande. A perdita d’occhio baracche e filo spinato. Camminando ci si impiega quasi mezz’ora solo a percorrere il marciapiedi lungo i tre binari morti al suo interno... ed è il lato corto del campo. Il museo raccoglie tutto il materiale ritrovato alla liberazione, quantità impressionanti di oggetti d’uso comune e di documenti sullo sterminio qui perpetrato (non solo, ma principalmente degli Ebrei) e sul tentativo di nasconderlo. Credo che i negazionisti dovrebbero essere moralmente obbligati a fare un giro qui e spiegare alcune cose... Le condizioni di vita testimoniate dei sopravvissuti (vedi anche Primo Levi) erano talmente dure che erano da considerarsi ‘fortunati’ quelli che andavano direttamente nelle camere a gas.

Piccola riflessione. Gli Statunitensi, che si vantano di portare la civiltà nel mondo, hanno adottato per anni nelle loro esecuzioni capitali lo stesso gas usato dai nazisti, e le tecniche di tortura tornate in auge nei recenti conflitti non sono dissimili dall’annientamento messo in atto da Höss, Himmler e compagni. Senza parlare dell’abitudine di tenere nascoste o camuffare le malefatte... Anche noi Italiani avremmo di che pentirci... Homo homini lupus.

Terza tappa decisamente più leggera: le miniere di sale di Wielicka, a sud di Cracovia. Decisamente spettacolari. Purtroppo mi sono persa il tour geologico (credo solo in polacco senza prenotazione da parte di un gruppo) ma quello turistico è stato egualmente interessante e piacevole. Unica nota negativa l’ascensore per tornare in superficie. E’ lo stesso che usano (e usavano) i minatori, con la grande ruota visibile, ma  stipare i turisti in nove per metro quadro e su 4 livelli... Trovandomi nella zone in cui ha trascorso l’infanzia e la giovinezza Karol Wojtyla, il suo passaggio in entrambe le tappe polacche è testimoniato sia da cardinale sia poi da papa col nome di Giovanni Paolo II.

In conclusione alcune impressioni sui paesi da poco entrati in Europa ed attraversati in questi giorni. La Slovacchia è veramente povera, pur se le immense pianure e le basse alture popolate da castelli potrebbero rubare turisti all’Austria. Centinai di cantieri aperti sulle strade (sembra di percorrere la Salerno-Reggio Calabria), gente anche giovane che non conosce nè il tedesco nè l’inglese, strade statali mal messe, casermoni e fabbriche ereditate dal regime comunista, un generale senso di abbandono... C’è ancora molto da fare. A partire dall’educazione stradale della popolazione: in autostrada spopolano inversioni ad U, aree di servizio imboccate contro mano, sorpassi da destra, etc. La Polonia è sempre povera ma molto più curata. Case piccole e caratteristiche con disegni artistici dei tetti (da far impazzire un architetto per gli incroci), giardini con bellissime aiuole, musei ed indicazioni turistiche, chiese antiche e nuove di stupenda fattura, gente cortese ed educata (tutti parlano almeno l’inglese, qualche anziano ricorda il tedesco). L’impressione generale è che l’occupazione tedesca, pur se ha portato espropri e violenze, ha anche dato un’impronta di ordine e pulizia che i disordinati russi non sono riusciti a cancellare, nel complesso mi ha ricordato l’ex DDR (la Germania dell’Est) subito dopo la caduta del muro. Le strade, ahimé, sono un disastro anche qui, tra buche e cantieri si procede a passo! La Rep. Ceca, per quel poco che ho visto, mi è sembrata più simile alla Polonia che alla Slovacchia, comprendo la divisione. Vorrei far notare, a tal proposito, che qui la seprazione culturale tra i due popoli è evidente, a partire dalla lingua, la stessa cosa non avviene in Italia, dove qualcuno auspicherebbe una divisione simile, in cui i difetti ed i pregi sono egualmente spalmati nella popolazione dell’intero stivale, comprese le isole!
  
P.S. Niente foto, per il momento.

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