Monday, May 10, 2010

Berlino: I settimana

I giorno

In realtà dovrei dire prima sera, perché non sono nemmeno 2 ore che sono atterrata qui. Stamattina il boss si è ricordato di darmi le sezioni sottili che avevano chiesto di portare su, così potrò darci un'occhiata anch'io... Non ho ancora capito cosa sono venuta a fare quassù per 15 gg., soprattutto giusto la settimana che tutto il mondo geologico che conoscevo si riunisce a Vienna per l'annuale convegno. Ho appena fatto a tempo a vedere Anja (tedesca, sta facendo un dottorato a Berlino ma è andata a Tromsø per degli esperimenti, conosciuta a Liverpool ad un convegno) e Lorenza e Cristian (sigh-ex-colleghi di Padova, per fortuna anti-convenzionali), perdendomi tutti gli altri!!!


Dopo aver stampato carta d'imbarco e scartoffie varie sono tornata a casa ove ho terminato di preparare i bagagli ed ho pranzato con l'ultima pastasciutta per chissà quanto tempo! Tutto liscio fino all'arrivo in una grigia e piovosa Berlino. Esco dall'aeroporto Tegel (da dove c'è scritto AUSGANG a caratteri cubitali) e mi trovo davanti una fila di taxi. E i bus? Dopo un po' di giri mi viene l'illuminazione, magari arrivano e partono dal piano superiore, dove c'è l'ingresso principale dell'aeroporto. Infatti! Cerco la macchina per i biglietti. Ancora non capisco come funziona e già qualcuno mi chiede aiuto (ma ce l'ho proprio scritto sulla fronte "ufficio informazioni"???). Son riuscita ad acquistare un abbonamento settimanale (ben €26,20) grazie all'aiuto di un gentile signore, perché la macchina non ha accettato né la carta postale (ma se la visa la prendono in tutto il mondo?!?!) né il bancomat (che avevo disimparato ad usare), unica soluzione pagare in contanti e confidare di trovare una banca da cui prelevare nei prossimi giorni. L'autobus era già pronto. Al capolinea cerco la fermata del tram. Chiedo ad una signora che indica un punto a 20 m: sono proprio stanca e rimbambita dal viaggio se non vedo i tram gialli corrermi sotto il naso!!! Fortuna che la signora ha capito, chi si ricordava che in vero tedesco (non il dialetto austriaco) la fermata del tram si chiama Strassebahn Haltstelle??? Mi raccapezzo per la direzione ed osservo la variegata fauna locale ed i quartieri decorati da palazzi (de)cadenti e graffiti. Non sembra sia cambiato molto dal 1991, quando venni per la prima volta, nella periferia orientale.

Questo è l'unico posto, oltre Venezia, in cui i numeri di casa non sono divisi tra pari e dispari ma si succedono su ogni lato. Trovo la pensione per puro caso. Si tratta di una casa dietro ad una porticina di legno che da su un cortile, la stanza colazione funge anche da reception ed è gestita da un giovane molto gentile (ma la pensione non portava il nome di una tale Anne Kathrin? sarà la nonna da cui ha ereditato l'edificio...). A che ora voglio fare colazione? Sono appena arrivata, boh!, facciamo alle 7, come sono abituata a casa. Pago subito (ovviamente in contanti, devo proprio trovare una banca!) e mi mostra la mia camera, pure portandomi la valigia. Camera non molto grande ma carina: mobili in legno massiccio (non ikea) comprensivi di letto, armadio, tavolino e due sedie; inoltre lavandino, frigorifero e televisore con decoder satellitare. Peccato per la moquette per terra che non amo particolarmente. Divido il bagno con una sola altra stanza, la porta di fronte, che scopro essere abitata da un anziano operaio ... non un turista. Il bagno è piccolo, ci stanno appena un wc ed una doccia, con lo scarico non particolarmente efficiente a giudicare dall'acqua per terra... ma forse è solo colpa dell'incuria dell'altro inquilino. A parte questo sembra pulito. Sembra di stare in un rifugio in montagna, c'è pure lo stesso freddo, pazienza! ci adatteremo/arrangeremo con spirito d'avventura!

Sarebbe il caso di cenare, ho pranzato alle 11.30 e lo snack dell'aereo non è servito a molto. Sono a Prenzlauer Berg, il posto più caratteristico di Berlino, come dire Grinzing a Vienna! Decine di caffè aperti solo al mattino, un pub irlandese che sembra chiuso, finalmente un ristorante. C'è un elenco di sole bevande sulla vetrina (qui la birra costa la metà che a Vienna, buono a sapersi!) ma avranno il menu all'interno, entro, 4-5 persone bevono e fumano attorno ad un tavolo, una signora si alza e le chiedo se è possibile mangiare qualcosa. Non la sera. Cavolo, ma la scritta RESTAURANT??? Vabbè, per caso sa dove potrei trovare qualcosa da mangiare? Sì, c'è un kebab all'angolo. Un kebab? Posticino carino, con due tedescacci a bere e mangiare in un lato, un giovane a giocare alle macchinette ed un simpatico turco (?) che mi serve prontamente. Prima sera a Berlino e cena con il piatto tipico del dopo muro: Döner Kebab! Veramente non male e farcitissimo, per soli €2.60. Coraggio! Almeno i prezzi sono rimasti a 20 anni fa!

Prima di chiudermi nella mia stanzetta faccio un brevissimo giro. Brevissimo perché c'è poca gente per strada, tranne 3 ragazzi che urinano dietro ad un muro, non piove ma il cielo è grigio e tira aria, il panorama da dopo guerra non è particolarmente attraente. Inoltre questo posto è popolato da soli maschi! In Pensione ho visto solo ragazzi,l'unica ragazza era con il moroso/marito che fosse, pure le strade sono a maggioranza maschile, dal kebabbaro è entrata una giovane con figlio e nel "ristorante" mi ha risposto una donna, ma il resto? Mistero! Con il muro facevano solo maschi come in Cina???

Rileggendo quanto scritto sembra che sia capitata in un posto orribile. Certo non ho le comodità ed il lusso di Vienna (anche lì basta uscire dal Gurtel per essere nella terra di nessuno), però l'aria qui è migliore. Non solo quella atmosferica (entra da sola nei polmoni) ma anche l'atteggiamento umano (la gente si offre di aiutare, non come a Vienna dove pure i camerieri cui lasci laute mance sono sgarbati). La primavera meteorologica non è ancora arrivata qui, ma c'è egualmente un esplosione di verde, che spezza con il grigio degli edifici, assieme ai tram gialli. Tutto sommato è pur sempre la mia amata Germania!


II giorno

Sarà lunga resistere per 15 gg... stamattina mi sono svegliata presto non perché dovessi andare in bagno o perché fossi eccitata per il viaggio, ma semplicemente perché i rumori della casa, non ben insonorizzata, sono iniziati alle 5. Questo conferma la mia ipotesi che non essendo alta stagione turistica la pensione dia stanze anche ad operai locali, incontrati di sfuggita a colazione. Però devo ammettere di aver dormito bene, il piumone tiene caldo e capito come funziona il termo... Colazione super, caffè (non illudetevi, una caraffa dell'annacquato prodotto locale), panini freschi, uovo sodo, burro, marmellata, nutella (o una cosa simile), miele, tre tipi di affettati, formaggio e succo di arancia. Ovviamente mi sono limitata a 2 tazze di caffè ed ai due panini con burro e marmellata.


Prima di andare al museo, visto che l'appuntamento era alle 9 e che mi ero svegliata così presto, ho deciso di fare un giro in città. Ho preso uno dei tram diretto ad Alexander Platz e mi sono ritrovata in un posto desolante. Era meglio 20 anni fa! Grigi edifici stile "regime" trasformati in centri commerciali, attorniati da edifici moderni, pure centri commerciali. L'orologio delle nazioni semi nascosto e la torre simbolo di questo posto ancora più simile ad una ciminiera. Ovviamente i negozi aprono alle 9-9.30, quindi rinuncio a fare spese e mi muovo con la metro verso altri lidi. Stazione Stadtmitte: stesso panorama, tranne la torre e l'orologio. Che tristezza! Questa sarebbe la celebre Friederichstrasse... MaxMara, Starbucks, insomma cose che si trovano in tutto il mondo. Mi riservo per un altro giorno la Porta di Brendeburgo (sarà stata sommersa anch'essa da tutto questo modernariato?) e le chiese.

Con un altra linea della metro arrivo al Naturkundemuseum. Chissà se stava dalla parte Est o Ovest... a giudicare dall'edificio... direi Est. Il museo apre alle 9.30 ed il mio appuntamento è alle 9, quindi seguo un gruppo di persone per trovare l'entrata "di servizio", ove un simpatico canuto vecchietto mi indica la strada per arrivare all'ufficio del prof. che mi aspetta. Dopo scale e porte di vetro (dalla parte opposta a quella indicata, e sì che dovrei capire rechts destra e links sinistra) giungo all'agognata meta. R. è davvero simpatico e gentile! Mi indica dove posso sistemarmi a lavorare col computer, cerca di farmi ottenere una connessione internet (senza successo, ma ottenuta nel pomeriggio grazie ad un altro prof.), mi procura un pass per poter accedere liberamente al museo e la chiave per l'ufficio, mi mostra un po' di posti e mi presenta ad un po' di persone. Purtroppo non ci sarà al mio seminario... nessun problema, ci sono abituata!

Conosciuto nelle "catacombe" (come le ha chiamate R.) il dottorando U., con cui lavorerò per il progetto El'Gygytgyn, sono rimasta negli scantinati a fornire letteralmente due mani per... attaccare neon. Lavoro indispensabile per il sampling party perché il posto non è sufficientemente illuminato. Bella occasione per fare due chiacchiere e "sparlare" dei nostri capi... o meglio del mio perché del suo non c'è davvero nulla di male da dire. Il mio boss, invece, ha pensato di farsi precedere dall'annuncio di volere 200 campioni dalle carote (forse perché lui ha partecipato alla campagna di perforazione, quindi ha diritto a più materiale). In ogni caso io non ho intenzione né di macinare 200 campioni né tanto meno di aspettare mesi per avere le sezioni sottili e poi anni a perdere gli occhi con 200 sezioni identiche. Perché non prendere qualcosa di veramente rappresentativo, indipendentemente dal numero? Per fortuna qui la pensano come me, ma questo è il modo di ragionare dei geologi, a lui non è un geologo. Altra chicca: le sezioni sottili che ho portato sono solo in prestito fino al mio ritorno...

U. è una persona normalissima, almeno uno! Un tipico tedesco di 37 anni che prima di fare il geografo-geologo ha fatto il carpentiere, fabbricando porte e finestre... ecco da dove gli viene la manualità! (in ogni caso, collegare cavi elettrici dovrebbe essere compito di un manutentore non di un dottorando) e che per di più è nato, cresciuto e ha studiato sempre a Berlino. Non gli ho chiesto da che parte, ma credo ad Est. Se è "normale" del tutto sarà sicuramente sposato con almeno 2 figli. Da giovedì lavoreremo assieme per terminare di classificare e descrivere i rimanenti metri (o centinaia di metri) di carote, ecco perché sono qui. Finalmente l'ho capito!

Rinunciato al pranzo ho optato per una tedesca tradizione di colazione abbondante e cena alle 17, con la possibilità di fare acquisti. Almeno finché non ingrano nel nuovo ambiente. Per cena sono tornata ad Alexander Platz, così ho comprato le due cose che mi servivano (che bello risentirsi in Germania con i prodotti cui sono abituata in Baviera), ho visto la piazza piena di gente (sempre triste) ed ho visitato una mostra all'aperto sugli anno 1989-1990. Rivedere quelle immagini mi ha commosso profondamente, anche se avevo 9-10 anni all'epoca, inoltre ho rivisto le foto di quei luoghi come mi si erano impressi nella memoria nel 1991. Cena in un ristorante italiano, normalmente costosa ma sontuosa: avevo un pasto da recuperare! Serata guardando trasmissioni educative tedesche... quanto mi mancavano. Buona notte!


III giorno

Finalmente un po' di sole ma a dare credito alle previsioni del tempo (che qui ci azzeccano) da domani ricomincia a piovere. Ecco perché nonostante le piante non ho l'allergia: piove spesso, ed ecco perché la Betta è sempre depressa a Kiel: grigio il cielo, grigi gli edifici... grigio anche l'animo. Capito che il tipo di fronte se ne va alle 6.30 ho spostato a quest'ora la mia sveglia, in modo da avere il bagno tutto per me... resta comunque un'impresa la doccia.


Giorno del seminario. Non essendoci R. mi presenta un altro prof. con cui ho discusso di pseudotachiliti ieri. L'aula è il sogno di ogni oratore:  con i banchi in pendenza! E' venuto tutto il gruppo che si occupa di pseudotachiliti da impatto, quindi non U., per esempio, che da buon tedesco lavora con il paraocchi (in realtà ha detto che era dal medico ed a giudicare dalle pillole potrebbe anche essere vero). Ecco perché gli Italiani all'estero hanno tanto successo, quello che in patria è chiamata dispersione qui è apertura mentale! Il seminario è andato bene ed ho ricevuto molto domande perché cercano delle similitudini tra le pt da impatto e quelle tettoniche (che ho studiato durante il dottorato). Due tipi di letteratura che non hanno mai comunicato molto. Certo! Finché ci sono solo geochimici che si occupano di quelle da impatto e solo geologi per quelle tettoniche. Per fortuna iniziano ad esserci esempi di contaminazioni e di specializzazioni condivise!

Pranzo nostalgico con tre tranci di focaccia come la fa la mamma! Nel pomeriggio lettura di articoli per prepararmi ai campioni che dovrei vedere da domani. La sera mi sono trovata con Silvia, anche lei laureata a Padova con lo stesso prof. ed anche lei novella emigrata: ha vinto un dottorato a Berlino con Mark Handy. Come dicono i tedeschi, tutti gli inizi sono difficili, e sembrano ancora più duri se sei da solo, lontano da casa, e non conosci una parola della lingua del paese ospite. A me è andata di lusso, non solo non troppo lontano da casa, in un paese abbastanza conosciuto e con una lingua non ignota del tutto, ma anche arricchita delle esperienze dei miei, pure loro emigrati in un paese di lingua tedesca negli anni 60. Nelle difficoltà, però, si incontra sempre qualcuno di buono che porge una mano ed aiuta quando proprio si pensava di non avere più speranze. Silvia è un tipo indistruttibile e sono convinta che uscirà da questa esperienza ancora più scaltra e matura... se è sopravvissuta al comune relatore di tesi e soprattutto al suo fedele seguace, ora pure lui temporaneamente emigrato...Abbiamo cenato in un delizioso ed economico posticino cinese o thai del centro e poi siamo andate a bere una birra vicino all'ostello dov'è stata i primi giorni e dove abbiamo incontrato alcuni suoi amici. In quell'atmosfera internazionale (tedesco che affronta la crisi di mezza età vagabondando per l'Europa, australiano che cerca di cogliere lo spirito dei paese europei e catalano in ferie) ho ritrovato l'ambiente variegato del dipartimento di Vienna e degli abituali sabati sera, in cui le acrobazie linguistiche si sprecano per confrontare le rispettive culture e tradizioni.

Al ritorno in pensione, gli operai mi sembrano tutti un po' alticci e rumorosi, tranne il mio vicino che forte dell'età dev'essere già andato a nanna. Speriamo di non dover chiamare la polizia per schiamazzi o altro, qui dovrebbero sapersi regolare e le ore di riposo notturno sono sacre. Intanto ho pagato l'idea di aver lasciato aperta la finestra stamattina: il vento ha riempito la camera di quegli odiosi fiocchi dei pioppi (o dei tigli? non ho visto pioppi da queste parti). Da domani torna la pioggia, sembra, così sparirà questa eventuale causa di allergia.


IV giorno

Come previsto, il sole è già terminato ed ora piove. Secondo le previsioni andrà avanti così per almeno 10 gg. Chissà che le pioggia almeno contribuisca a limitare gli effetti di quel simpatico vulcano islandese che ha ripreso ad eruttare, ma non credo: dipende dai venti ad alta quota non certo dalle nubi basse. Vorrei andare a casa tra 10 gg., come prestabilito.


Appena arrivata ricevo due novità, la prima è che R. domattina all'alba parte non ho capito bene per dove (a Johannesburg a trovare la moglie o in campagna?) e torna mercoledì prossimo, la seconda è che giovedì prossimo è vacanza, per l'Ascensione. Credevo facessero vacanza solo nei Länder cattolici... Ribadisco, perché cavolo il boss mi ha fatto venire qui per 15 gg.???

Segue un giorno intero a classificare e descrivere carote con U. (facendomi odiare sin da subito per l'estrema pignoleria e per aver rilevato un errore di scala nelle ultime 300 pagine). Un lavoro veramente noioso, nel senso che mi aspettavo di vedere cose eccezionali invece ci sono decine di metri di rocce identiche. Anche gli effetti di shock non sono così devastanti come mi aspettavo e per quello che vedo dai campioni potrebbero venire da qualunque zona di shear (pure debole) intensamente alterata.

Lo shock l'ho avuto io, invece, quando mi hanno proposto di restare qui o di tornare altri 15 gg. dopo il sampling party. Perché no? Però bisogna valutare diversi fattori, non ultimo quello economico (se devo pagarmi tutto e nel frattempo continuare a pagare l'affitto a Vienna...). Il problema è che avevano chiesto uno studente per aiutare a tagliare i campioni secondo le richieste del sampling party, ma ora il vincitore è impegnato in campagna dall'altra parte della Terra e ribandire il posto richiederebbe troppo tempo. Forse trovando una soluzione diversa per l'alloggio... tutto sommato non mi dispiace Berlino, se solo potessi cucinarmi i pasti... costerebbe anche meno di Vienna!

Cena in pensione a base di frutta. Devo depurarmi un po' con tutte le pesanti porcherie che sto mangiando qui!


V giorno

Cielo grigio, tanto per cambiare. Ho capito che la stanza di fronte ospita ben due operai: un vatusso biondo ed uno di mezza età. Stanotte uno ha rimesso, da quanto aveva bevuto. Saraà stato perché era l'ultima sera fuori casa... infatti al mio ritorno la stanza sembra occupata da una coppia di tedeschi. In quanto a rumori e pulizia andrà maglio ma forse dovrò rivedere i miei orari se voglio godermi 30' in bagno senza essere disturbata... Nulla contro gli operai, ma questo tipo di persone (non tutta la categoria, per carità) non c'è verso di ragionare: pensano al lavoro dal lunedì al venerdì, spesso un lavoro duro, mal remunerato e rischioso, la sera si ubriacano per dimenticare, il fine settimana tornano a casa e stanno a bere davanti alla tv non alzandosi nemmeno per i pasti ed imprecando contro moglie e figli, governo, Dio etc. Ecco il prodotto della società industriale!


Giornata a descrivere carote, ma abbiamo finito! Lunedì guarderemo qualche sezione sottile, quelle già fatte da U. dalle carote e quelle che ho portato dal mio boss (che io non ho ancora visto e di cui non ero a conoscenza). Finalmente mi sono comprata una pianta della città, veramente alquanto inutile perché Belrino è grande e la carta è fatta male (aspetto positivo di Vienna: mappe dettagliate della città gratis ad ogni angolo), ma per muovermi nel centro potrà tornare utile. Ho comprato anche delle cartoline, che a questo punto partiranno lunedì, ma confidando nelle poste tedesche dovrebbero arrivare per mercoledì in Italia.

Serata quanto mai alternativa e salutare: spesa con Silvia e poi cena con pane ed insalata a casa sua. Trascorsa a commentare il comune relatore di tesi ed il suo marcato egocentrismo Per il momento divide l'appartamento con una turca-tedesca ma presto cercherà qualcosa da sola. Ovviamente sta nella zona meno tedesca possibile, piena di stranieri, soprattutto turchi o dell'area araba, riconoscibile per le antenne satellitari sui balconi. Non lontano dalla Neukölln che tutti abbiamo visto in Kebab for breakfast.


VI giorno

Sveglia presto per avere il bagno prima della coppia di turisti: visto che sono rientrati alle 3.30 di notte, dormiranno almeno fino alle 8! Giornata grigia, come sempre. Programma un giro per la città e stasera culto luterano con cantata di Bach.


Iniziamo dal giro in città come turista. Sono andata a fotografare la stazione della S-Bahn ed il mercato di Hackescher Markt, dove non c'era nessuno alle 8.30 del mattino. Da lì ho proseguito a piedi lungo il clasico tragitto turistico: il quartiere dei musei, il duomo, il viale Unter den Linden, la porta di Brandeburgo, il Reichstag, e poi tornando indietro il municipio, Marienkirche e nuovamente Alexanderplatz, dove ho fatto compere nel gigantesco Galeria Kaufhof (che mi ha fatto sentire nella "mia" Germania) ed ho preso qualcosa per pranzo.

Ho fatto decine di foto, prevalentemente a cantieri ed impalcature. Dopo 20 anni non hanno ancora completato molti dei progetti di recupero dei monumenti dell'Est o di costruzione di nuovi faraonici edifici. Sono d'accordo nella politica di restauro, ma non nella costruzione di nuovi edifici in luoghi storici. A Potsdamer Platz (vista ieri) le nuove linee iper-moderne possono anche essere interessanti, ma rendono il tutto molto kitch ed impersonale. Ancora, ancora può andare quando si tratta di sostituire quegli orribili casermoni cadenti ereditati dal regime comunista, o per le nuove costruzioni perfettamente integrate con il restaurato Parlamento (bruciato da Hitler)... ma non in altri luoghi simbolici.

Il posto dove questo mi è risultato particolarmente indigesto è stato alla Porta di Brandeburgo. Quando venni 20 anni fa il muro era appena stato buttato giù, ma ai lati della Porta ce n'erano ancora ampi pezzi ed una vasta area abbandonata ed incolta (che "proteggeva" il muro). Ora la porta è chiusa tra edifici, tra cui la monumentale ambasciata americana, quanto mai fuori luogo qui! Come a ground zero non dovrebbero costruire nulla ma lasciare il nudo basamento per ricordare la tragedia avvenuta, qui non avrebbero dovuto soffocare la porta in quel modo, ormai diventata un simbolo dell'unificazione della Germania! Uno spazio vuoto assieme alle croci bianche in ricordo di quelli che sono morti tentando di fuggire nella parte Ovest sarebbe stato la scelta migliore, secondo me. Così è diventato solo una meta turistica!!!

Pomeriggio freddo, perciò mi sono concessa un breve giro nei dintorni dello zoo, ex-parte Ovest, lungo la Kurfürstendamm, che è rimasta come la ricordavo 20 anni fa, piena di negozi economici e luccicanti e di bancarelle di prodotti locali a basso costo (the e caffè €1, currywurst con pane e senape €1,20). Poi sono andata nella Kaiser-Wilhelm-Gedächtnis-Kirche, ossia la chiesa anni '60 costituita da un parallelepipedo a base ottagonale e coperto di piccoli quadrati di vetro verde, che è separato dal sul "campanile" (idem, ma più stretto ed alto) dai resti dell'originale Kaiser-Wilhelm-Kirche, distrutta durante la guerra. Non ci sono tornata per turismo (c'ero stata nel 1991) ma perché durante il culto luterano serale hanno eseguito la cantata BWV86. Ascoltando e vedendo il Bach-chor ed il Bach-Collegium ho capito molte cose, anche di H. Rilling che dopo aver diretto la versione berlinese ha fondato il Bach-Collegium-Stuttgart. Tanto per cominciare il coro è composto da 80 persone. E per concludere, perché non è questo il luogo, eseguono una cantata ogni 15 gg. e sempre durante il culto.

La città, merito di un pallido raggio di sole vespertino, sembra più allegra, ma il merito è dell'invasione di Bavaresi per la partita finale della coppa di Germania (o qualcosa di simile): Bayern Monaco contro l'Hertha (squadra che riunisce un po' di team dell'Est, se ho capito bene). Ovviamente ha vinto il Bayern e quindi Berlino intera è colorata di bianco e azzurro (bandiera della Baviera) e di rosso e bianco (colore della squadra, credo). Ed un folle vestito di rosso si è lanciato (con l'elastico) dal grattacielo più alto di Alexanderplatz. Un po' meno grigio del solito.


VII giorno

Colazione principesca con due chiacchiere con il signore che lavora qui durante il fine settimana. Credo sia il padre del ragazzo degli altri giorni e quindi proprietario del posto, ma sono solo supposizioni. Cavolo, quanti verbi mi mancano in tedesco! Comunque ci siamo capiti lo stesso, dal tempo al calcio, dai viaggi alla provenienza dei prodotti. Ovviamente gli altri ospiti (hanno tutte le stanze piene per questo fine settimana) dormono fino tardi, è domenica, ma un altro ragazzo, viaggiatore solo, si è svegliato presto. Secondo le mie statistiche dovrebbe essere ungherese.


Mattinata dominata dalla messa cattolica. Chiesa di St.Joseph in Weißensee, insomma di periferia, ma molto attiva con tanto di scuola e coro. La messa era trasmessa in diretta via radio, non ho capito se localmente o su rete nazionale. Messa davvero bella. A differenza di Vienna qui cantano davvero tutti. L'organista molto bravo (forse donna) anche se le improvvisazioni sui corali avevano tutti lo stesso stile... Il coro ha eseguito il salmo 150 di C. Franck al posto del salmo, insomma dove andrebbe. Tanti bambini e giovani e parroco simpatico.

Pranzo parco, dopo la colazione colossale, in camera, accompagnato dalla IX di Beethoven in tv (NDR) e pomeriggio al Museo di Storia Naturale (dove lavoro in questi giorni) con Silvia. Serata all'inutile ricerca di una filiare dell'UniCredit-Hypovereinbank in centro (per fortuna dovevano essere diffusissime in tutta Europa ed ho pure una tessera per sconti nei musei di Italia, Germania ed Austria) e poi al concerto nella Sophienkirche, dove abbiamo ascoltato tre cantate di Bach. Il concerto era per beneficenza, ma mi sono trovata senza soldi in esubero non avendo trovato la banca... Gli esecutori erano ragazzi della locale Hochschule diretti da un insegnante. Non male, strumenti antichi, spiegazioni del testo, si sono persi un momento nella BWV 51, ma è veramente difficile!

Chissà perché mi ero fatta l'idea che a Berlino si ascoltassero solamente opere e grande musica sinfonica. Ritrovarvi Bach è stata una piacevole sorpresa! L'architettura delle chiese è invece assai deludente: tutte uguali, in mattoni rosso scuro esternamente e bianche all'interno, tutte di fine ottocento. Tolto il duomo, che è un falso barocco della stessa epoca, e la GedächtnisKirche che è tipicamente degli anno '60, non ho visto altro. Sia per le chiese protestanti sia per quelle cattoliche. L'edificio più bello di Berlino, esternamente, è forse la nuova sinagoga!

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