Saturday, October 1, 2011

German Tour 2

VII giorno: re-incontri
Mi sono svegliata di buon mattino per… lavorare. Si prospetta una cosa lunga e pensare al boss mi fa venire il malumore. In ogni caso dovevo attendere le 8 per la colazione. Purtroppo il ristorante è chiuso la sera nei prossimi giorni causa week-end e festa nazionale. Peccato! Mi sarebbe piaciuto gustare nuovamente carne di cervo con i frutti di bosco. (Sorry, per i vegetariani).
lo storico ed il nuovo che si specchiano nel vecchio (DDR)
Alle 10 ero in città per incontrare Roman, un ex-dottorando di Vienna, il terzo a mollare per un lavoro degno di tale nome, e la sua ragazza Kathi. Hanno studiato entrambi a Freiberg ed ora lavorano tutti e due a Magdeburg. Sono stata molto felice di rivederli, sono davvero delle care persone.  Mi hanno fatto da guida nella città, raccontandomi anche com'era prima dei restauri post-riunificazione. A differenza di Berlino, qui hanno salvato il "palazzo della cultura", ultimo segno dei 40 anni di DDR. Non è giusto cancellare tutto! La città "barocca", con i suoi castelli e chiese è molto bella, forse pure troppo ricca nelle decorazioni e stucchi, si capisce la fama di cui ha goduto per secoli, ma sembra finta perché nuova. In ogni caso la città mi è piaciuta perché non è "perfetta" e fossilizzata in un'epoca felice come Vienna, si vedono ancora le "crepe" di secoli di storia. Gli incendi, i bombardamenti ed i regimi hanno lasciato dei segni che è giusto ricordare, pur guardando al futuro. Non mi piace, però, come sia stata trasformata in una meta turistica (anche se forse a causa dei 15 gg. di vacanze scolastiche la stragrande maggioranza di turisti è tedesca) e non mi piace come la via commerciale (Pragerstrasse) sia standardizzata ed americanizzata come in tutte le città del mondo, ma per il resto ho adorato tutto, dal carillon nello Zwinger alle grandi barche a ruota (vere!!!) sull'Elba.

Nel pomeriggio abbiamo assistito assieme al Vespro nell'Hofkirche, anticamente cappella del castello dell'elettore di Sassonia, cattolico in una terra protestante, ora cattedrale cattolica. C'è un Silbermann pure qui e l'abbiamo sentito bene, nonostante i Vespri solenni fossero per celebrare i 30 anni del coro della cattedrale, per questo lo racconto nell'altro blog.

VIII giorno: Bach! 
Dopo una riposante lunga notte di sonno (ma quanto si dorme bene in questo posto!) ed una lauta colazione, sono andata in città per assistere al culto luterano nella Frauenkirche con tanto di cantata di Bach. Per la parte musicale rimando all'altro blog. Sono arrivata mezz'ora prima e c'era già la piazza invasa dalla gente in coda, per fortuna pochi minuti dopo hanno aperto le porte ed ho trovato un discreto posto nel I ordine di balconata. Questa chiesa sembra più un teatro che un luogo di culto! La platea sotto, 3-4 ordine di palchi sopra un piano finestrato, la cupola che raccoglie e diffonde il suono, l'ambone rialzato e rivolto verso i fedeli, l'altare che sembra un palco ed infine l'organo che con la sua cassa diventa parte integrante dell'abside. 

La storia di questa chiesa è come quella della Fenice, più volte risorta dalle proprie ceneri, l'ultima volta, però, ci ha messo un po' di più… ben 40 anni! Se dall'esterno è significativo il contrasto tra le pietre annerite originali e quelle bianche nuove, all'interno il barocco sa di finto, troppo nuovo, il bianco ed i colori pastello non sono nemmeno un po' affumicati dalle candele, il legno dei banchi ancora odora di pialla. Questo sapore di nuovo e finto accompagna tutto il centro storico, con i palazzi barocchi ricostruiti 5-6 anni fa. Se la DDR ha cercato di cancellare il ricordo del Reich pure cambiando i nomi delle strade, ora stanno cercando di cancellare quei 40 anni di regime, che però fanno parte della storia della Germania e qui in qualche modo le due anime a sprazzi riescono ancora a convivere.
Pranzo turco e poi di nuovo a lavorare. Non ho ancora pagato la pensione, ma oggi è domenica e non c'è nessuno, domani vado via presto, e non capisco bene quando parlano (ma che accento hanno in Sassonia?).

IX giorno: festa della riunificazione! 
Avevo capito giusto, dalle 6.30 c'era la signora ad aspettarmi per pagare. Non avendo fatto l'ultima colazione ho pure risparmiato €10. Non volevo crederci! Pensavo che il prezzo fosse fisso, avendo prenotato con un'offerta di booking.com. Bene! Un posto in cui tornare! Alla fine mi sono trovata in stazione con largo anticipo, come al solito, ed ho fatto colazione… in un panificio viennese. Due ore di lavoro in un treno quasi pieno ed eccomi nuovamente a Berlino. Ho girato un po' per i vari stand in occasione del giorno di festa: davanti alla porta di Brandeburgo e nei giardini di rappresentanza di 7 Länder in occasione della Festa della Riunificazione e ad Alexanderplatz per una sorta di "Oktoberfest a Berlino" con tanto di mercatino, ove ho mangiato.
musica popolare alle spalle della Porta di Brandeburgo
Nel pomeriggio sono andata a trovare un'amica a casa, perché non si sentiva molto bene. Ha un appartamento molto grande, in condivisione con un'altra ragazza. L'hanno reso davvero carino! Poi ho raggiunto il Prof. che mi ospita e che mi ha portato a casa sua, in un paradiso residenziale non proprio comodissimo da raggiungere. Chiacchierando di sera ho saputo che la sua vita è stata molto più semplice del romanzo politico che mi ero immaginata. Sinceramente mi imbarazza un po' essere ospite di un Prof., lui è adorabile, gentilissimo, un padre più che un supervisore, anche se molto rigoroso nel lavoro, ma io mi faccio un milione di scrupoli… per una che usa ancora il "lei" con il supervisore di dottorato… Imparerò mai a fregarmene ed a vivere il momento?

Nota: La festa della riunificazione in realtà, tradotta alla lettera, suonerebbe come festa dell'unità. Il succo non cambia ma per noi italiani assumerebbe un significato politico, per cui preferisco la mia traduzione.

X giorno: agreement
Risveglio con brutta sorpresa: di nuovo l'orzaiolo. Effettivamente in questa settimana di viaggio mi sono un po' trascurata e strapazzata. Speriamo passi in fretta. Giorno al museo, ripulendo la presentazione per domani, guardando sezioni sottili con il collega di qui e poi parlando a pranzo di come agire per le pubblicazioni. Ecco il punto dolente. Io sono la prima a lasciare l'onore del primo autore al dottorando negli articoli generali sia perché lo merita e lo deve per conseguire il dottorato, sia perché hanno molti più dati di noi lavorando in team, sia perché non avrebbe alcun senso pubblicare in una rivista scientifica due articoli con risultati praticamente identici e solo delle piccole differenze d'interpretazione (la mia comunque sbagliata perché sola ed inesperta). Il problema è il boss. Saranno urla e strepiti, che lui vuole 4 articoli da me sola, che non ho mai fatto quello che mi veniva chiesto, etc. Al che… dopo avergli sputato addosso tutto il rancore represso per questa idea malata di scienza, mi licenzierò. E mi ritroverò in mezzo ad una strada. Il Prof. di Berlino mi ha dato alcuni suggerimenti su come sfruttare al meglio la posizione aggirando i limiti imposti dal boss, ma non so se ho voglia di trasformare la mia vita in una lotta continua. Arriva un momento in cui uno vorrebbe solamente poter lavorare al meglio, senza dover affilare gli artigli anche per quello che gli è dovuto. Se questo non mi è possibile nella ricerca, perché ormai troppo competitiva, cercherò un'occupazione in altro settore, sono piuttosto flessibile, anche se a malincuore. 

XI giorno: fine primo round
 Dopo 10 giorni di sole e caldo, oggi il cielo è rannuvolato, infatti devo partire. L'estate è tornata giusto per la mia visita. Il Prof. di Freiberg ha detto che questo periodo di caldo in settembre-ottobre è chiamato Altweibersommer, ossia "estate della vecchia signora"… chissà perché!

Dopo il mio seminario al museo, una rapida occhiata ai campioni con il Prof. mi ha dato ragione di alcuni dubbi ed ha cambiato l'interpretazione di una parte del lavoro in "collaborazione". Ho sempre detto che 3 cervelli assieme arrivano più lontano di 3 cervelli singoli! Ho salutato il Prof. (che mi ha abbracciato! questi tedeschi mi sorprendono sempre!) e sono andata a Tegel, ove sono impazzita per trovare lo sportello giusto (aeroporto più caotico che abbia mai visitato, nonostante sia in Germania!). Il volo è stato puntualissimo, all'arrivo a Vienna la mia valigia era già solitaria che girava invano, il treno sembrava mi aspettasse... ma una vena di malinconia mi assale, come ogni volta che lascio Berlino e la Germania in genere. Coraggio! Tra 4 gg. sono in Baviera!

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