Monday, January 9, 2012

Natale con i tuoi... connazionali


Ed eccomi di nuovo in viaggio e di nuovo via da Vienna, ma questa volta verso casa, verso l'assolato e caotico meridione dell'Europa, ossia l'Italia. Gli affrettati preparativi ritardati all'ultimo, causa la graditissima presenza di un ospite che mi ha fatto scordare per un po' la solitudine della terra straniera, sono fluiti senza intoppi, il viaggio è stato lungo ma tranquillo (come potrebbe essere altrimenti con le affidabili ferrovie austriache ed i taciturni involontari compagni di viaggio viennesi?), il cambio ad Innsbruck perfetto e l'ultima tratta in suolo italiano breve e rallegrata dall'inaspettato incontro con l'autore del blog QuiVienna, vittima di un ritardo delle ferrovie austriache che forse non sono poi così efficienti come la fortuna mi ha dipinto, ma che sicuramente cercano di riparare più onestamente di quanto abbiano fatto il 19 anni di pendolarismo le FS/Trenitalia.

Natale in famiglia, come poteva essere altrimenti?, nel piccolo nido montano che ci siamo concessi in una sella dell'Altipiano. Sognavo un paesaggio avvolto nelle nevi, tra boschi e picchi, nella completa solitudine, invece ho trovato una spolverata di bianco gelato, temperature glaciali e una selva di vicini, che hanno piacevolmente movimentato quei giorni.

L'appuntamento per rivedere gli antichi compagni di università era per un giovedì sera in pianura, per mangiare una pizza tanto desiderata nei mesi viennesi. È stata l'occasione per aggiornarci sui fatti dei presenti e degli assenti, completando le informazioni acquisite da Facebook, ormai la vera "suocera globale". Il giorno dopo ho riassaporato il piacere di vedere Venezia con una compagnia eccezionale: una collega di università e di emigrazione (anche se nel nord della Germania) e 5 suoi conoscenti dalla Baviera. Abbiamo seguito alcuni dei percorsi di Corto Maltese, che ci hanno fatto scoprire angoli nascosti di questa magica città, spiegando detti dialettali ed immagini dei capitelli, attraverso "salizade" e "calli" larghe quanto una persona magra.

Per l'ultimo dell'anno sono saltati tutti i piani di festeggiamenti, per cui sono rimasta in famiglia, come a Natale, a guardare un'immensa produzione biblica holliwoodiana di qualche decennio fa, mentre i vicini davano letteralmente fuoco alle polveri, con botti tanto potenti da far temere un'esplosione da fuga di gas. Il nuovo anno è iniziato lentamente per accelerare tutto d'un botto negli ultimi giorni di vacanza, con gli incontri con il mio prof. di Padova per, forse, finalmente, mettere la parola fine a quel lavoro che rimanda da tre anni, con la risposta in ritardo del boss che acconsente a mandarmi al convegno a Houston ma che mi pressa per la scrittura dell'abstract, con il giorno dei biscotti in cui mi sono sbizzarrita con ricette d'oltralpe, con l'incontro di una ex-collega che deve venire a Vienna e di amici musicisti ed in un batter d'occhio è già ora di ripartire. Che tristezza! Come sempre il periodo con i miei è volato! E per i prossimi 4 mesi non vedo occasioni di tornare!

Una volta tanto, e quindi degna di nota, le ferrovie italiane sono state impeccabili, così sono potuta serenamente arrivare in tempo a Mestre, ove ho riso per l'ennesima volta per l'annuncio "il treno ferma a... Salzburg acca-bi-effe (sarebbe Hbf, abbreviazione di Hauptbahnhof, stazione principale). Sul treno austriaco ho avuto due sorprese: la prima, di viaggiare da sola nello scompartimento da 4, la seconda, di essere svegliata a mezzanotte e mezza dalla polizia per il controllo documenti. È la prima volta che la polizia controlla i passaporti nelle cuccette, ma almeno hanno mandato un ragazzo carino, che ha delicatamente bussato, mostrato il tesserino, aspettato che aprissi e poi gentilmente chiesto i documenti e fatto un paio di domande. Altra vita rispetto ai viaggi seduti ove in tre ti sparano un faro in faccia e brutalmente ti urlano di tirare fuori un documento alle 2 di notte! Colazione alle 7, mentre il treno corre tra paesaggi da presepe, umidi e gelati. Sono di nuovo a Vienna.

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