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Sunday, February 14, 2021

Valentine's Day: Vienna and I

For Valentine's Day 2021, I decided to summarize my love story... with Vienna. It might not be so appealing like a relationship between real people, but it is for me equally entertaining.

- Before 1990. I knew Vienna only through the historical Sisi's movies from the 50s. Fascination mixed with resentment, considering the history of Padova during the XIX century and WWI. Anyway, I was still a child.

- Summer 1990. First meeting. The very first impression was of a beautiful, but also old, dusty, gray, and cold city.

- 90s. Another couple of visits and new discoveries, thanks to the Kommissar Rex TV series (dubbed in Italian, obviously).

Vienna in the mist (or pollution?) from Grinzing

- 2009. I could have moved to Vienna for a PhD position already in 2005, but at the end I got one in Italy. I had applied for a post-doc in 2008, but I wasn't done with my PhD. Finally, I applied again at the end of 2009, even though for a position quite different from my previous research topic. On 1st January 2010, I received the e-mail with the invitation to accept the position.

- March 2010. I moved to Vienna. The city was much nicer than the one I saw in the 90s. The monuments had been cleaned. However, after some years, everything looked "fake" to me, just for tourists. Underneath the nice facade, there were moldy walls. An atmosphere of hypocrisy. Also in the office, I wasn't particularly satisfied. I made some good friends, but, after 3 yrs, I wanted to move out.

- April 2013. Moved to Brussels for another research position. I didn't like the city from the beginning, the mentality was too "Mediterranean" for the northern climate. Ugly and filthy. But people were honest and nice. My colleagues and the German-speaking church were simply fantastic. However, I realized that I truly loved Vienna and I wanted to go back.

- June 2016. After writing a research proposal for going back to Vienna, having it granted in December 2015, I could move back to Vienna. I was the happiest person in town. I could not only leave Brussels, but also move to the city I loved.

- Since 2016. Glad to be back in Vienna, since 2019 with a permanent position. My love for the city has reached an equilibrium, I see the faults, no place is perfect, I accept its weakness, as much as mine. It remains a nice city, old and grumpy. Will I be sick again of it, desiring to move out? Who knows. It cannot be excluded. For now, I enjoy being here, even during the current pandemic, which has (temporarily?) hampered all the activities I like, such as operas, concerts, dinners with friends and journeys. Despite that, I won't betray you, Vienna, I'm staying. 

Sunday, November 24, 2019

Ode al tempo di pensare

Per un bel po' di tempo non ho scritto nulla sul blog. Non avevo niente da dire? Non proprio. 

Volevo parlare di Venezia, mentre tutto il mondo aveva gli occhi su Piazza San Marco, per raccontare che  la città comprende anche isole ed aree meno note, ove vivono e lavorano persone in carne ed ossa, che non hanno dormito notti intere per cercare di salvare il salvabile dalle proprie abitazioni o attività commerciali. Come anche a Chioggia, sospesa sulla laguna come Venezia ma meno nota.

Il Pensatore alla VUB
Volevo parlare di amore, relazioni sociali e situazioni complicate, ispirata dall'opera "Ariodante" di Händel, vista alla Staatsoper, ove ci si rende che l'epoca in cui viviamo non è affatto differente da quelle che ci hanno preceduto dal punto di vista dei rapporti interpersonali. Causa di tutto è sempre la comunicazione carente, specialmente da parte maschile. 

Volevo parlare delle donne in geologia, il tema è tornato preponderantemente nella mia vita sia causa un'accesa discussione su una mailing list internazionale cui sono iscritta, sia dopo un'esperienza non proprio esaltante in un gruppo dominato da maschi, alcuni dei quali decisamente all'antica, nonostante la giovane età. Non ho ragione di lamentarmi, a parte un collega tedesco, tra le persone attorno a me e tra i miei capi non ho al momento persone tanto grette. Stupisce che ci sia ancora una tale diffusione di pregiudizi simili, specialmente nelle nuove generazioni, pure nordiche. 

Volevo parlare dell'ipocrisia nella lotta al cambiamento climatico, che si traduce in parole d'odio invece che in azioni e che demonizza la plastica senza rendersi conto che in molte situazione il suo uso (corretto) ci ha agevolato e talvolta salvato la vita. La mia personale ricetta sarebbe di eliminarne l'uso superfluo, di riciclare il possibile, di incentivare l'uso dei mezzi pubblici (più facile a Vienna, ove funzionano!) e della bici (a pedale tradizionale, così si risparmia pure sulla palestra), di ridurre il consumo di carne e di alimenti esotici (essere vegani può portare a cercare sostituti che non crescono alle nostre latitudini) e di risparmiarsi maledizioni ed accuse al prossimo, che contribuiscono solo a farci produrre più CO2 dalla rabbia.

sulla strada
Volevo parlare del diverso concetto di educazione e di rispetto a seconda della zona del mondo da cui si proviene, ispirata da un episodio osservato anni fa su un autobus, ove due ragazzi africani non si sono accorti di essere guardati male perché parlavano a voce alta e si tagliavano le unghie dei piedi, ma si sono prodigati ad aiutare un anziano confuso che invece noi europei abbiamo volutamente ignorato. Anche l'ennesimo viaggio in Giappone mi ha fornito spunti per riflettere sul concetto di educazione. Con tutta l'attenzione dei Giapponesi all'ambiente che ci circonda, ci sono degli usi che a noi sembrano maleducati, ma che per loro sono normali e viceversa (per loro succhiare il brodo e per noi soffiarsi il naso in pubblico).

Tutto ciò per mostrare che gli argomenti non mi sono mancati e non sempre "politically correct". Sono stati frutto di riflessioni nei momenti "morti", come durante un viaggio in metropolitana più lungo del solito (invece di immergersi nello smartphone) oppure aspettando che si sblocchi la porta della lavatrice a fine lavaggio. In realtà, lo scopo di questo post è proprio esaltare quei minuti in cui la mente vaga seguendo connessioni altrimenti difficili da immaginare, collegando fatti avvenuti e la formazione di una propria opinione a riguardo. Nel silenzio dell'isolamento volontario pure in mezzo alla folla. Lode al tempo di "oziare" nei propri pensieri! Tempo preziosissimo, purché resti un istante e non prenda il sopravvento sull'azione.

Tuesday, February 14, 2012

San Valentino al limone

Nuovo dolce? Magari! Sarà per la troppa cioccolata antidepressiva e l'indigestione di arance anti-raffreddore, sarà per la programmata visita dal dentista (che si ripeterà venerdì...), sarà che sono stufa di scontrarmi con burocrazie ottuse e persone che ti fanno fare il doppio del lavoro per niente, sarà per la solitudine accentuata in simili situazioni ed in questo giorno, sarà,  ma oggi mi sento acida come un limone!

Sono sicura che il 14 Febbraio per almeno 4/5 dell'umanità sia un giorno normalissimo, in cui andare al lavoro come sempre, vivere amicizie o amori come ogni altro momento dell'anno. Allora perché ci si mette pure Google a ricordarlo?

Su, siamo sinceri, il mio stato d'animo è ovviamente causato da un ragazzo. E qui ti volevo! C'è sempre un motivo di genere maschile per questo tipo di reazioni! Di che si tratta? Ebbene, non riesco a capire se sia così intelligente da aver compreso che m'interessa ed abbia cercato di mettere le distanze in un modo molto cortese, oppure se, come la quasi totalità dei maschi, non abbia intuito nulla e si comporti normalmente. Questo dubbio mi rode più della probabile risposta negativa, ma non ho intenzione di chiederglielo esplicitamente, perché resterei comunque delusa dalla risposta. Se fosse no, perderei pure quella pallida illusione di una speranza di successo, se fosse sì, significherebbe che è una persona diversa da quella che avevo immaginato. 

Complicazioni da femmina. Noi donne ed il ragionamento contorto andiamo a braccetto. Beh, è l'unica relazione che oggi posso festeggiare: io e la mia complessità autolesionistica (o autoprotettiva?). Ovviamente, per la gioia delle finanze del mio dentista.

Tuesday, January 10, 2012

l'amore nella coppia

Riprendo la recensione dei libri letti in formato elettronico con due titoli che trattano di amore all'interno della coppia in modo diametralmente opposto ed in epoche non distanti ma molto diverse tra loro.

Il libro narra di alcuni episodi tragici di amore malsano all'interno della coppia, amore basato su gelosie, sospetti e intrighi, spesso terminati in tragedia. Tranne nell'ultimo caso in cui i protagonisti si suicidano volontariamente, negli altri episodi i suicidi sono solo simulati,mascherando dei "delitti d'onore".Filo conduttore è la presenza di un paio di personaggi, tra cui un medico arrivista italiano. Il romanzo mi è piaciuto assai, il testo scorre rapido tra i vari paesi d'Europa, nei salotti ottocenteschi, tra flash-back e proiezioni, con un sapore noir ma anche qualche analisi sociologica qua e là. Consigliato.


Il testo è diviso in tre parti, all'inizio si narra di una giovanetta divisa tra tre pretendenti, segue una lunga lettera del padre su come scegliere un buon marito, infine si comunica la scelta della fanciulla alla luce dei consigli paterni. La finzione della lettera è l'occasione per un'analisi scientifica (visto il curriculum dell'autore) delle diverse situazioni che si possono creare in una coppia a seconda del carattere o del mestiere del marito. Ho sottolineato delle verità inconfutabili tra quei consigli. Unico difetto, non mi è stato d'aiuto visto che non mi trovo nella situazione di dover discriminare tra diversi pretendenti, bensì di ammaliarne almeno uno. Raccomandato alle donne di ogni età, anche già maritate.